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LINEE GUIDA DELLA PRIMA CONFERENZA DEL
info: frbfl@alma.unibo.it
Presentazione del gruppo di studio Globalizzazione e Salute Il gruppo di studio Globalizzazione e Salute ATTAC BOLOGNA si è costituito nell'autunno scorso e, coerentemente con le finalità e i metodi dell'organizzazione di cui fa parte, ha iniziato un percorso di autoeducazione volta all'azione. Il primo tema che il Gruppo Salute e Globalizzazione intende affrontare riguarda i TRIPS (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) e il loro impatto sulla salute. In particolare, il primo obiettivo che il gruppo si è proposto e' stato quello di studiare i fondamenti degli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), mediante un'analisi delle linee guida del trattato TRIPs e cercare di valutarne le connessioni e l'impatto sulla salute. Come è stato scritto da alcuni esperti sul Lancet "a causa della influenza esercitata sul commercio internazionale di farmaci, attrezzature mediche, assicurazioni e servizi sanitari, lOMC emergerà come uno degli attori internazionali più importanti nel campo della salute". Inoltre, le lobby farmaceutiche stanno cercando di influenzare linterpretazione giuridica del TRIPs verso norme rigide e costrittive a favore dei loro interessi economici espansivi. Ma molti prodotti, come i farmaci, hanno un valore sociale oltre che economico, motivo per il quale cè il rischio di veder minacciato il diritto alla salute e alla vita. Il 17 agosto 2000 la Sotto-Commissione per la Protezione e la Promozione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato allunanimità una risoluzione che denuncia limpatto negativo che avrebbe laccordo TRIPs nella sua forma attuale sui diritti umani: cibo, salute e alla auto-determinazione. Vorremmo poter approfondire queste tematiche e al tempo stesso coinvolgere in questo percorso di formazione e discussione piu' soggetti possibili. A questo fine proponiamo una conferenza che abbia lo scopo di facilitare la comprensione delle linee guida del trattato sui TRIPS e sviluppare tra i relatori e il pubblico un dibattito sulla sua efficacia nel garantire i principi fondanti di una legge di tutela del diritto di proprietà intellettuale da un lato e gli interessi della collettività dallaltro.
La Conferenza sarà articolata in 3 parti più il dibattito.
Biopirateria La "Biopirateria", secondo la definizione di Vandana Shiva, è legata alla bioprospezione, che si basa sull'idea che le risorse biologiche siano prive di valore finché non arriva qualcuno, lo scienziato occidentale, a trasformarle in merce. Ma le risorse biologiche sono una cosa molto diversa dalle risorse minerarie. In primo luogo le piante mediche hanno, da sempre, un preciso valore economico per le comunità locali perché rispondono a dei bisogni, anche se non hanno il valore addizionale che conferirebbe loro il mercato globale. Le risorse genetiche non sono materie prime: sono conosciute, sono state trattate, sono incorporate in una cultura. La bioprospezione cerca ciò che viene già utilizzato in una società, impara il modo in cui questa società la utilizza, e se ne appropria per lanciarla sul mercato. In secondo luogo è qui in discussione il sistema stesso della brevettazione che serve a imporre un vero e proprio monopolio globale. Di fatto gli apparati legali internazionali e i loro "bracci armati", come il Wto, impediscono alle comunità basate sul self-help di continuare a usare in comune la biodiversità. Un esempio, raccontato nel libro Biopirateria è quello di una piccola comunità indiana che utilizzava da secoli una pianta della foresta chiamata "pianta che cura tutti i mali": i contadini la masticavano per aumentare le difese immunitarie e per le sue qualità energizzanti. Un gruppo di scienziati si trovò ad attraversare la foresta in compagnia di alcune guide locali che, al contrario degli occidentali, non erano mai stanchi. Dalle guide impararono a usare la "pianta che cura tutti i mali" e, visto che funzionava, la portarono a casa per analizzarla, sintetizzarne il principio attivo e ricavarne una nuova medicina. Il villaggio approvò l'idea degli scienziati di dividere i proventi della commercializzazione con gli indigeni che l'avevano scoperta secoli prima ma, alla fine, le "royalties" (i diritti d'autore previsti dai brevetti - ndr) andarono solo alle due guide, pagate come "assistenti di laboratorio", mentre la comunità veniva esclusa da ogni beneficio. Questo dimostra, secondo la Shiva, che anche quando la bioprospezione delle risorse genetiche viene condotta con le migliori intenzioni, non riesce a evitare di ricadere nella biopirateria, ovvero nel furto della ricchezza delle comunità più povere da parte dei grandi conglomerati farmaceutici. Ricerca farmacologia e marketing Nel settore farmacologico si assiste ad un aumento sproporzionato degli investimenti nel campo delle malattie connesse allo stile di vita (obesità, patologie cardiovascolari, ecc.) a scapito delle malattie che affliggono le fasce povere. Le strategie di mercato che spostano la maggior parte degli investimenti della ricerca verso settori, i cui prodotti sono destinati ad un pubblico di consumatori abbienti, sono orientate alla massimazione del profitto, come in ogni settore produttivo privato. Gli stati e le società meno ricche non possono sostenere tali oneri, perché la vendita del prodotto finale non riporterà il bilancio in positivo per il basso potere dacquisto di gran parte della popolazione. Largomento principale a difesa di una interpretazione rigida dei TRIPS degli esponenti dellindustria farmacologica è che la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci necessita di notevoli investimenti economici, che devono essere protetti dai TRIPs, che gioveranno anche allutenza per linnovazione che ne scaturisce. I dati e gli studi a riguardo sono stati tutti commissionati dalle stesse multinazionali farmaceutiche e la trasparenza degli investimenti è assai discutibile. Inoltre lo sviluppo di nuovi farmaci o attrezzature sanitarie necessita di notevoli investimenti nella ricerca di base, che comporterà scoperte non ancora commerciabili. In Italia questo settore viene in gran parte sostenuto da istituti di ricerca pubblici o fondazioni pubbliche, le cui relazioni con lindustria farmaceutica privata sono poco conosciute dai "non-addetti ai lavori". Negli ultimi anni sono avvenute diverse fusioni di questi colossi farmaceutici che hanno loro consentito di ridurre i costi grazie alla eliminazione delle duplicazioni nella ricerca e alla commercializzazione congiunta dei loro prodotti a livello internazionale. Medicines sans Fontiers ritiene che laccordo TRIPs finirà per consolidare il mercato dei farmaci nelle mani di un piccolo numero di industrie, a scapito delle poche industrie locali ancora esistenti. In questottica, quanto di vero cè nellaffermazione che i Trips dovrebbero "favorire il trasferimento di tecnologia dai paesi ricchi ai paesi meno industrializzati", come prefissatosi dai suoi ideatori?
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