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Questa
mattina la polizia, in assetto antisommossa ha deciso chiudere l'interessante
esperienza di autogestione di Chourmo, nata poche settimane fa in un'officina
di via Mazzini 174 (inutilizzata da anni).
Chourmo era un posto bellissimo, molto interessanti e ricche nei contenuti
le iniziative che i componenti della "ciurma" avevano realizzato
in questa manciata di giorni.
Molto bella poi l'età e la "composizione" delle ragazze
e dei ragazzi che avevano dato vita alla coraggiosa impresa.
Si è parlato di "centro sociale di seconda generazione",
speriamo che gli intenti che erano alla base dell'occupazione non siano
soffocati dallo sgombero di oggi.
Aiutiamo i ragazz* di Chourmo a proseguire nel loro viaggio, aiutiamoli
a "liberare" un altro posto inutilizzato, togliendolo dalla
speculazione e/o al degrado.
Su tutta la vicenda, qualche piccola considerazione va fatta:
- stupisce
la rapidità di questo sgombero ( di solito in questi casi, si
preferisce il mese di agosto)
- stupisce
lo zelo delle "forze dell'ordine" nel riportare nelle mani
del legittimo proprietario l'immobile (ci piacerebbe che altrettanta
"efficacia" fosse profusa nel tentativo di beccare le "nazi-crape
rasate" che da alcuni mesi scorazzano impunite per i nostri territori
a distruggere monumenti alla resistenza o a picchiare ragazzi dal look
di sinistra.
- vorremmo
sapere cosa il "legittimo proprietario" intenda fare di quel
posto
- vigileremo
affinché un altro "scempio urbanistico", foriero di
speculazioni economiche, non si realizzi a discapito di uno spazio di
aggregazione sociale.
Vogliono
ridurci all'obbedienza, con le buone o le cattive...
Tocca a noi tutt* far capire a lor signori che non ci stiamo....
per il Bologna Social Forum
Valerio Monteventi
COMUNICATO STAMPA
BOLOGNA, 04.06.2003 – tre ore dopo lo sgombero di Chourmo
Questa mattina, alle otto e mezza, un ragazzino di sedici anni del liceo
Fermi ci ha comunicato che Chourmo è stato sgomberato.
Questo spazio, condiviso da studenti di nove scuole superiori e quattordici
facoltà universitarie, dottorandi, ricercatori è nato come
uno spazio aperto, restituito alla città.
Nel suo unico mese di vita, Chourmo è stato attraversato da migliaia
di giovani, di associazioni, di comitati, che hanno dato vita, quasi ogni
giorno, a iniziative pubbliche eccezionalmente partecipate.
Per la prima volta nella storia di questa città, un progetto di
questo tipo è stato condiviso da un comitato di garanzia composto
da sei parlamentari (Mauro Bulgarelli, Alfiero Grandi, Paolo Cento, Titti
De Simone, Giovanna Grignaffini, Katia Zanotti) e due avvocati (Alberto
Piccinini e Massimo Vaggi), che aveva immediatamente richiesto un incontro
con il sig. Prefetto.
Nonostante tutto questo, l’atteggiamento delle istituzioni è
rimasto lo stesso di sempre, dimostrando un’assurda, inspiegabile
continuità.
Anche questa volta non hanno saputo leggere la storia.
"[...]ma non
era questo lo scopo del chourmo.
Lo scopo era che la gente si incontrasse. Si ‘immischiasse’,
come si dice a
Marsiglia.
Degli affari degli altri e viceversa. Esisteva uno spirito chourmo.
Non eri di un quartiere o di una cité. Eri chourmo. Nella stessa
galera, a
remare!
Per uscirne fuori. Insieme.[...]"
Chourmo
Interrogazione
a risposta orale
Al Ministro dell'Interno
Premesso che:
- stamattina,
a Bologna, alle 8.00 due blindati della polizia e una ventina di poliziotti
hanno sgomberato uno spazio occupato, denominato Chourmo,in via Mazzini
174;
- l'immobile
è una ex officina motociclistica abbandonata da anni, di proprietà
prima di una grande impresa edile alla quale due volte il comune ha
bocciato il piano di recupero urbano presentato;
- successivamente
acquistato da una piccola impresa edile non risultano essere stati
presentati in comune progetti edilizi relativi all'immobile né
di recupero edilizio, né di ristrutturazione né di cambio
destinazione, né richieste di inizio cantiere;
- attualmente
l'immobile risulta essere classificato come industria;
- era stato occupato
da studenti medi e universitari circa un mese fa e in questo periodo
sono state organizzate numerose iniziative di carattere culturale,
storico e musicale indirizzate soprattutto, ma non solo, ad una pubblico
giovanile;
- in merito all'occupazione
si è formato un comitato di garanti costituito da parlamentari
della zona e da avvocati per poter avviare un confronto con la proprietà
e con la prefettura e trovare una soluzione;
- alla luce di
questi fatti appare agli interroganti estremamente grave il fatto
che la questura abbia comunque proceduto alla sgombero, proprio nel
momento in cui era stata avviata un percorso di dialogo e considerando
che non sembrano esserci urgenze di natura edilizia data l'assenza
di progetti depositati in comune;
per sapere:
- quali sono i
motivi per cui la Questura ha deciso di agire in maniera cosìsollecita,
nonostante la presenza di un comitato dei garanti, con un
atteggiamento di totale indifferenza e rifiuto del confronto con i
parlamentari locali.
Onn. Titti De Simone,
Bulgarelli, Cento, Grandi, Grignaffini, Zanotti |