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"E se vi siete detti
non sta succedendo niente
le fabbriche riapriranno
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti"
F. De Andrè, "Canzone del maggio
SABATO 15 - DOMENICA 16 GIUGNO
REGGIO EMILIA, c/o Cinema Rosebud, Via Medaglie d'oro della Resistenza 6
AD UN ANNO DA GENOVA
CONVEGNO
Sabato 15 Giugno
- Ore 15.30: "GLOBALIZZAZIONE E SPESE MILITARI"
Video-introduzione di Alex Zanotelli
Interverranno:
- Achille Lodovisi Osserv. industrie belliche E.R.
- Pietro Stara - FAI Commissione Antimilitarista
- Ore 20.30 c/o il Centro Sociale "Rosta Nuova" (a fianco della sede del Convegno):
CENA preparata dall'Associazione "Jaima Sahrawi" di Reggio Emilia (il ricavato andrà a sostegno della "Scuola Carlo Giuliani" situata nei campi profughi Sahrawi in Algeria). Interverrà: Omar Mih (Rappresentante in Italia del Fronte Polisario).
Prenotare entro Martedì 11 Giugno allo 0522.430307
Domenica 16 Giugno
- Ore 9.30
"REPRESSIONE E PERDITA DELLA DEMOCRAZIA"
- parte: "Riflessioni sul rapporto tra le azioni della polizia e la politica"
Interverranno:
- Fausto Gianelli - Avvocato del Genoa Legal Forum
- Lorenzo Guadagnucci - Giornalista del "Resto del Carlino"
- parte: "Linformazione sostituisce la realtà"
Interverranno:
- Anna Pizzo - Redazione di "Carta" e un rappresentante di Indymedia
- Ore 15.30
"LA SUPERSTIZIONE DELLA DEMOCRAZIA: UN ALTRO MONDO È DAVVERO POSSIBILE?"
tavola rotonda con:
- Gianfranco Bettin - Prosindaco di Venezia
- Cosimo Scarinzi - Confederazione Unitaria di Base
- Lisa Clark - Rete Lilliput di Firenze
- Giorgio Riolo - Attac Italia e Ass. Punto Rosso (MI)
- Olivia Guaraldo - Università di Verona
- Vittorio Giacopini Redazione Lo straniero
Il Convegno è promosso da "Pollicino Gnus"
In collaborazione con:
Forum Sociali di Modena, Bologna, Carpi, Correggio e Bassa Reggiana, Coop. Mag 6, Infoshop Mag 6, Federazione Anarchica Reggiana FAI, C.S.A. Aquarius, Coop La Collina/GLM, Ass. "Jaima Sahrawi, Ass. Culturale Libertaria Fiori Neri, Coordinamento Comitati di Base USI-CUB, Collettivo Andrea Pazienza, Giovani Comunisti, Donne in Nero, Ya Basta Parma, Comitato ATTAC zona ceramiche, e altri
Info: Roberto Galantini tel. 059.566791, e-mail: pollicino@comune.re.it
AD UN ANNO DA GENOVA
Convegno
Sabato 15 e domenica 16 giugno 2002
Reggio Emilia, Cinema Rosebud, Via Medaglie d'Oro della Resistenza 6
Il Convegno è promosso da "Pollicino Gnus"
In collaborazione con: Coop. Mag 6, Infoshop Mag 6, Social Forum Bassa Reggiana, Social Forum di Carpi, Federazione Anarchica Emiliana, C.S.A. Aquarius, Coop La Collina/GLM, Associazione "Jaima Sahrawi, Associazione Culturale Libertaria Fiori Neri, Coordinamento Comitati di Base ed altri.
A tutti noi è parso che la reazione degli USA agli attentati dell11 settembre sia stata più simile ad un riflesso che ad una riflessione. Nessuno ha potuto sostare, darsi il tempo di capire o pensare a cause, significati, prospettive. Sono piombati addosso a tutto il mondo con il loro credo di sempre ed hanno detto: - Chi non sta con noi sta con i terroristi! -
Noi non stiamo con gli uni o con gli altri, anche perché sosteniamo che i modi ed i pensieri possibili siano molti e differenti.
Ma qualcosa non ci convince anche allinterno del "movimento". Da Genova in poi le emergenze da fronteggiare sono state sempre più gravi, sempre più frequenti e, talvolta, sembra che anche noi recitiamo a memoria la nostra parte: conosciamo chi è con noi e chi ci sta contro, non sappiamo astenerci dallentrare in un cieco azionismo tipo "botta e risposta".
Siamo così occupati ad indignarci ed a protestare che non abbiamo più tempo per pensare, riflettere, porci domande. Così il fronte del dissenso rischia di rincorrere lemergenza del giorno, ingessato dentro a schemi mentali ormai inefficaci nel nuovo contesto politico globale.
Mentre ci sembra di cogliere qualche segnale incoraggiante di risveglio nella società (mobilitazioni, forum sociali, girotondi,
) non possiamo disconoscere di fatto che, lesercizio della democrazia è divenuto sempre più una superstizione che una pratica. Ma il mondo che non vogliamo ci sprona a rimuovere continuamente. Anche per questo crediamo che sia importante costruire nuove interpretazioni, pensare nuovi pensieri.
Abbiamo scelto di ripartire dagli avvenimenti di Genova, di ritoccare questa silente assoluzione collettiva perché Genova, oltre a portare con sé una serie di segni e provocazioni forti, è il simbolo di un tempo che dimentica pur di continuare a correre ed a rincorrere.
La nostra riflessione deve fermarsi e dedicarsi un po a se stessa. Per questo proponiamo a tutti un convegno, unoccasione per ragionare collettivamente intorno ad alcuni temi importanti.
- GLOBALIZZAZIONE E SPESE MILITARI
(Sabato pomeriggio)
Il convegno si aprirà con una prima riflessione introduttiva in riferimento al contesto internazionale, che servirà anche a collocare i fatti di Genova allinterno di considerazioni più generali su nuovo ordine mondiale e globalizzazione.
Che relazione cè tra leconomia post-fordista ed il rilancio vertiginoso delle spese militari?
Che strategia porta a pianificare guerre in giro per il mondo per decenni?
Il mito delleconomia da casinò, quello dello sviluppo incessante ed autoregolato del mercato, si è sciolto come neve al sole. La crisi economica non è prerogativa dei paesi periferici (si pensi allArgentina) dove si manifesta in modo lacerante e perentorio, ma coinvolge anche il centro dell "Impero" anche se in modo socialmente meno esplosivo. La speculazione finanziaria, il post-fordismo non sono in grado di promuovere uno sviluppo economico prolungato e costante a livello mondiale. Nonostante la delocalizzazione industriale, la flessibilità della forza lavoro, linformatica applicata, la crescita dei profitti, del valore monetario delle azioni la valorizzazione si arresta. Lo Stato (gli USA ) interviene nuovamente nel ciclo economico per sostenerlo, non attraverso spese sociali, ma rilanciando la spesa militare. Quale migliore occasione che pianificare guerre in giro per il mondo per costruire un nuovo ordine mondiale dove ogni nazione assuma ruoli ben definiti e gerarchicamente determinati a secondo del proprio peso demografico e territoriale.
A chi giova individuare un nemico esterno, magari nebuloso ed imprendibile?
Guerra esterna per la pacificazione sociale interna?
Interverranno: Riccardo Bellofiore (economista), Pietro Stara (storico) e Giulio Marcon (European Social Forum e presidente ICS).
- REPRESSIONE E PERDITA DELLA DEMOCRAZIA
(Domenica mattina)
Un secondo capitolo del convegno riflette sulla democrazia autoritaria, addentrandosi in racconti o considerazioni più strettamente legate alle giornate del luglio scorso. Il discorso si articolerà in due grandi sottopunti: la repressione violenta della polizia e lo strumento dellinformazione (o della propaganda ) come mezzi di controllo sociale.
- Riflessioni sul rapporto tra le azioni della polizia e la politica
Nelle piazze di Genova, qualche mese fa abbiamo visto il rituale virile della polizia trasformare la politica in guerra. Ci hanno sbattuto in faccia cariche sui cortei, pestaggi, fermi, requisizione di documenti, distruzione di prove, violazione dei diritti, sospensione delle garanzie che nessun contesto di eccezionalità può giustificare.
Poi qualcuno ci ha aiutato a far "passare la notte", cullati dallidea che una indagine avrebbe riaggiustato umori ed equilibri. Il borbottio parlamentare si è spento, gli orrori sono diventati errori o semplici "ruvidezze"; nel mazzo è stato infilato il jolly manovrabile delle tute nere (uno a uno e palla al centro!) e linconveniente è stato lentamente rimosso, mascherato, annacquato.
Due manganellate scappate dalluna o dallaltra parte possono essere giudicate come un inconveniente prevedibile. Ma la presenza del GOM a Bolzaneto, le armi da fuoco con proiettili non di gomma, i lacrimogeni al CS, la perquisizione alla scuola Diaz, la sospensione dei diritti durante detenzioni quantomeno arbitrarie ci hanno presentato il volto di una parte dello stato che detiene il monopolio della violenza e che si sente fieramente legittimata a farne ampio uso. Questi comportamenti sono evidentemente guidati da una strategia, da una volontà politica, da un pensiero.
Ma dal pensiero di chi?
Luso della coercizione e della repressione sono gli esercizi caricati della cultura politica della destra italiana?
Il ruolo esercitato dalle forze dellordine è laffermazione di un nuovo potere, della loro crescente autonomia?
Qual è il rapporto tra la cultura di schiacciamento della globalizzazione ed il ricorso a strumenti repressivi e gerarchici come la militarizzazione?
Qual è il rapporto oggi tra le azioni di polizia e la politica?
Interverranno: Fausto Gianelli (Genova Legal Forum) e Lorenzo Guadagnucci (giornalista del Resto del Carlino).
- Linformazione sostituisce la realtà
I giorni di Genova sono stati, fra tante altre cose, quello che si può definire un evento mediatico. Non era mai capitato che ad una manifestazione fosse presente come in quelloccasione, una quantità così grande di videocamere, macchine fotografiche, televisioni, radio. Eppure una presenza tanto massiccia di tecnologia in funzione di testimone, quale risultato ha dato? I "no global" sono stati riconfermati nelle proprie idee e nella propria rabbia ancor più impotente di prima.
Il grande pubblico televisivo invece è stato abbagliato con una scelta di immagini per lui inequivocabili di guerriglia urbana.
E le ragioni delle duecentomila persone per le strade della città? Il grande pubblico desidera veramente sapere? Vuole davvero degli approfondimenti di quanto è accaduto al di là dello schermo? Ed è in grado di sostenere la fatica di uninformazione che sia altro da una particolare forma di intrattenimento abituale? Da qualche parte forse qualcuno tenta di costruire uninformazione libera e verificabile. Ma la strategia di seduzione dellinformazione che bussa insistentemente ogni giorno ai nostri cervelli, aggiunge, accanto allinformazione-emozione e allinformazione-menzogna, la pratica dellinformazione-opinione, vale a dire la messinscena di salotti di conversazione dove cantanti, attori, ballerine, politici e stilisti si esibiscono nellatto di proclamare tutto quanto viene loro in bocca. La quantità dei messaggi ha come conseguenza lo svuotamento dei messaggi stessi, la loro banalizzazione, la caduta di ogni senso, di qualunque tipo essi siano.
In questo mare di voci ed opinioni si può fare contro-informazione?
Quali pratiche di comunicazione sono coerenti con un altro mondo possibile?
Si può costruire un rapporto diverso (più diretto) tra la realtà e le notizie?
Come possiamo evitare che il protagonismo mediatico distragga coscienze ed opinioni?
E possibile ribaltare la verticalità dellattuale sistema informativo per costruire un circuito di comunicazione maggiormente condiviso e partecipato?
Interverranno: Anna Pizzo (Carta) e un rappresentante di Indymedia.
- LA SUPERSTIZIONE DELLA DEMOCRAZIA: UN ALTRO MONDO È DAVVERO POSSIBILE?
(Domenica pomeriggio - tavola rotonda)
Tutti coloro che credono un altro mondo davvero possibile, ed anche quelli che non lo credono più ma per una curiosa forma di eredità continuano a sentirne il bisogno, non possono fare a meno di prendere atto della crisi del modello di democrazia cui siamo stati abituati per decenni: E sempre più evidente la disconnessione tra i contenuti veicolati dai mezzi di comunicazione di massa ed i fatti reali. Questo implica limpossibilità di conoscere realmente la politica effettivamente compiuta dai governi una volta eletti.
E innegabile limpotenza della "politica" nei confronti dell"economia". Forse più che di impotenza bisognerebbe parlare di dipendenza.
E servita levidenza dei fatti od il possesso di ragioni documentate a Porto Marghera o contro il Treno ad Alta Velocità od ancora contro tanti scempi ambientali, oggetto delle lotte di comitati ed associazioni?
Si pensi al rilievo dato ai pensieri che si sono confrontati e mescolati da Genova a Porto Allegre. Quale incidenza o quali spazi sono loro stati concessi sul piano della politica ufficiale? Quali scenari si preparano con lesasperazione del conflitto sociale indotta dal governo Berlusconi?
Come andare oltre questa concezione tradizionale di democrazia?
Come tornare a poter contare qualcosa?
Ragioniamo sulle possibilità della disobbedienza civile, approfondiamo le proposte della democrazia partecipativa, proviamo a riflettere se i modelli di economie alternative che conosciamo (finanza critica, finanza etica, commercio equo, comuni varie, ecc.) possono ambire ad organizzarsi su reti a grande scala e "contendere spazi" alleconomia neoliberista.
Nellepoca della globalizzazione non possiamo rifugiarci nel bosco come Thoreau, forse, però, potremo quantomeno smettere di "collaborare"? Esistono possibilità di azione diretta, nonviolenta, che possono risultare efficaci, incisive?
Interverranno: Gianfranco Bettin (Prosindaco di Venezia), Cosimo Scarinzi (CUB), Lisa Clark (Rete Lilliput), Giorgio Riolo (Attac Italia e Associazione Punto Rosso di Milano) e Olivia Guaraldo (Università di Verona).
Per informazioni e contatti: Roberto: tel. 059.566791 - e-mail: pollicino@comune.re.it
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