|
|

ANNALES BOLOGNESI 2000
(17.5.2000)
Riflessioni sparse per un -controessere comunicativo in un giorno di primavera bolognese 2000.
Urge donazione di senso reale, non virtuale all'evento vissuto, tenendo fede al proprio punto di vista, al proprio corpo,pieno di disobbedienza ragionevole, presente là in quel tempo e luogo = storicizzazione non virtuale dell'evento stesso.
Istruzioni su come:
- leggere i giornali e resoconti di stampa sulle manifestazioni politiche di protesta: vedi battaglia di via Farini del 13.5.2000 con qualche amica/o a te affine nel sentire, forse presente all'evento, forse no, arrabbiarti, scandalizzarti e poi attraversare la distanza e alleggerirti, nell'ironia del sentimento del contrario, ma il tutto davanti ad un corso di un fiume, che scorre magari nel fondo valle di un appennino o di un alpe, amare l'Isonzo o il Setta, affluente che fluisce e ti rivela sottilmente il senso della complessità dell'evento in una molteplicità di contesti, facendoti però ricordare improvvisamente che RAI 3 spudoratamente, il giorno dopo il 13 ti offre la stessa piazza del tuo evento piena di giochi e altalene per bambini omogeneizzati, per un tutto mediatico consumato dallo sguardo disattento di chi forse mangia tortellini in brodo davanti alla T.V.
- voler provare la differenza tra ciò che sappiamo e so che è successo e quello che si dice, per riscrivere noi gli annales bolognesi della primavera 2000 e renderci consapevoli di non interiorizzare la manipolazione massmediatica.
- ascoltare gli altri/e e 'sentire', per riflettere... c'è chi parla tra noi di vittoria, di bisogno di correttezza e chiarezza, di avere agito diritto e dovere di cittadinanza attiva e vigile e politica dal basso
io non so cosa voglia dire più vittoria, ma ho sentito dopo tanto silenzio un corpo e intelligenza collettiva esserci nell'evento; con la presenza e ferite abbiamo segnato nuove traccie, ripreso nuove reti primaverili, che sfuggono all'omino con la fascia tricolore, che ordina all'improvviso la carica, che sfuggono all'occhio rigido/elettrizzato del giovane elegante poliziotto in divisa: Valentino, che forse ha anche lui paura e fa ciò che gli dicono di fare per 2 milioni al mese.
- osservare le ragazze dai 20 ai 50anni, che pensano, ridono, corrono e cantano e si danno la mano insieme appasionatamente dentro quel gas insopportabile, che brucia gli occhi e attanaglia le viscere delle viscere senza limoni.
- imparare a conoscere insieme i territori del proprio rifiuto e rabbia e trasformarlo in un intelligente resistenza attiva, evitando la simmetria degli sguardi oppposti, ma conoscendo e prevedendo il corpo pensante dell'altro/a, per decodificarlo, neutralizzarlo e capovolgerlo, senza annientarlo, se necessario in un nuovo senso di mobilità pensante e agente di piazza
- "essere consapevoli di essere parte del problema" dicevano le BLAKS PANTHERS e quindi riconoscere il valore del tuo frammento, che però insieme agli altri diventa parola, incontro, tessuto, rete connettiva di un problema e comunità virtuale: non essere più solo/a anche se in modo nuovo, sovente notturno,secondo i flussi comunicativi,per entrare nello spazio cibernetico e nel mondo
- evitare di bruciare le tappe di costruzione di identità di rete, che ha i suoi tempi di crescita per divenire mondo e imparare ad amare questo "mondo rovesciato", che incalza tra di noi.. ogni crescita ha le sue tappe. Diamo spazio e tempo al proprio essere rete e cominciamo ad alllenarci, come ha fatto il DAN di SEATTLE=DIRECT ACTION NETWORK, alla non violenza e resistenza attiva, con pratiche di gioco, con tattiche pacifiste e con l'imparare a prendere decisioni comuni orrizontali, con situazioni di strada, e creare punti di riferimento di piazza con portavoci di gruppo, nel rispetto delle posizioni minoritarie, consenso, non unanimità
Stefa44@libero.it
|