I Giovani Comunisti/e di Bologna condannano fermamente il comportamento tenuto dalle forze dell'ordine nella giornata di sabato 13 maggio, in primis del vicequestore Della Rocca che ha ordinato la carica del corteo di compagni dei centri sociali, giovani comunisti che procedeva a mani alzate e in modo pacifico per manifestare contro i neofascisti di Forza Nuova, ai quali è stato concesso, anche se NON autorizzati, di fare il loro comizio nel parcheggio e nel giardino del Baraccano.
Molti compagni/e del servizio d'ordine di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti/e si erano dati appuntamento, fin dalla mattinata di sabato, ad Atlantide, Cassero occupato di Porta Santo Stefano, per difendere quello spazio - utilizzato da noi e da altre realtà antagoniste - da eventuali attacchi e provocazioni dei neofascisti. Sapevamo infatti che nonostante fosse stato vietato a Forza Nuova l'utilizzo del Baraccano, i neofascisti - dalle loro stesse dichiarazioni - non avrebbero rinunciato a tenere il loro comizio in quel luogo che il presidente del quartiere Santo Stefano, di Alleanza Nazionale, aveva gentilmente concesso loro.
Le "forze dell'ordine" hanno continuato per tutta la mattina a rassicurarci che a NESSUNO sarebbe stato permesso di entrare al Baraccano, tanto meno a Forza Nuova, visto anche il dispiegamento di blindati che avevano messo in campo a difesa di quel luogo.
Ma dal Cassero di Porta Santo Stefano, nemmeno un centinaio di metri dal Baraccano, abbiamo assistito al passaggio di pullman carichi di neofascisti scaricati proprio nel parcheggio del Baraccano, allo sventolare di bandiere tricolore e di saluti fascisti sotto gli occhi compiacenti delle "forze dell'ordine"!
Come è possibile che ad un gruppo di estrema destra, che vuole abolire la legge Scelba Mancino, in aperta violazione della Costituzione, con contatti in tutta Europa (dal Front National di Le Pen al partito di Haider in Austria) sia concesso di fare un comizio, in un luogo non autorizzato, con un discorso del terrorista di estrema destra Roberto Fiore, in una zona blindata dalle "forze dell'ordine"!
Come è possibile che invece un corteo pacifico, antifascista, con in testa anche un prete, sia invece caricato, siano feriti giovani, giornalisti, fotografi!
Tutto questo a Bologna, città medaglia d'oro della Resistenza, che ha visto in Piazza Nettuno una straordinaria partecipazione di giovani, cittadini/e che non accettano di lasciare mano libera, nella loro città, ai fascisti mentre nella mattinata gli studenti medi hanno posto fiori davanti la lapide dei caduti e hanno ascoltato la "lezione" di storia, per non cancellare la memoria storica dell'antifascismo, dalla viva voce dei partigiani.
Il grande corteo che ci ha visto partire da Piazza Maggiore alla volta del Baraccano è stato il miglior segnale che la Bologna di sinistra, antifascista poteva dare al Comune, alla giunta Guazzaloca, alla Questura e a tutti coloro che volevano coprire i neofascisti
e non ci sono riusciti.