di Sara Menafra - "il manifesto" del 14 maggio 2000
Buona la seconda. Sono le sette di sera quando il corteo indetto dai centri sociali - il secondo della giornata - riesce ad arrivare davanti al palazzo del Baraccano incassando il risultato di una manifestazione che ha visto più di 10.000 persone sfilare contro il raduno della destra fascista europea indetto nei giorni scorsi da Forza Nuova. Ma sulle facce di chi è arrivato in serata a salutare porta Santo Stefano, sede dei collettivi che fanno capo ad Atlantide e del circolo anarchico bolognese, brucia ancora il ricordo di una giornata segnata dalle cariche indiscriminate della polizia.
La manifestazione dei centri sociali era partita da una zona universitaria già blindata da agenti in assetto di guerra. Il corteo è arrivato puntuale alle 14.30 all'appuntamento con la parte più istituzionale della mobilitazione antifascista che si era data appuntamento ieri pomeriggio davanti al Sacrario delle vittime del Nazifascismo di piazza del Nettuno (accanto a piazza Maggiore). Ad accoglierli c'era un sit-in di alcune centinaia di persone fra partiti della sinistra associazioni e sindacati. Gli studenti erano in piazza fino dalla mattina. L'incontro è stato siglato da un applauso collettivo "a tutti gli antifascisti di Bologna", ma dopo pochi minuti la testa del corteo si muove di nuovo per immettersi sulla via che porta al palazzo del Baraccano, sede non autorizzata della manifestazione di Forza nuova. Lì, intanto si sono radunate circa 150 militanti dell'ultradestra italiana ed europea, teste rasate, "boia chi molla" e braccio destro alzato. Altri 300 neofascisti non riescono neppure ad arrivare all'appuntamento e vengono dirottati alla discoteca "Scorpio" di Granarolo, nel bolognese. Dopo varie trattative con la polizia il gruppo riunito davanti al palazzo riesce ad entrare nel cortile e ad organizzare 10 minuti di comizio per il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. Sono le 15.30 e accolto da una platea urlante, Fiore scandisce slogan antiabortisti, per il rimpatrio di tutti gli immigrati e rivendica il risultato politico di essere riusciti a parlare a Bologna dopo 50 anni di gestione "comunista".
E mentre Fiore parla all'altro estremo di via Santo Stefano intanto, corteo dei centri sociali e poliziotti in tenuta antisommossa si fronteggiano a distanza. Dopo qualche minuto di trattativa la testa del corteo si muove lentamente e a mani alzate ma è ancora distante circa 200 metri dai cordoni della polizia quando da dietro le autoblindo arriva il vicequestore di Bologna e improvvisamente parte la prima carica, gratuita e violentissima. I poliziotti si lanciano contro un corteo praticamente fermo lanciando lacrimogeni ad altezza d'uomo contro manifestanti e giornalisti. Un ragazzo di 16 anni di Rovigo viene colpito in pieno torace da un lacrimogeno e cade a terra travolto dalla fuga degli altri (solo quando arriverà in piazza Maggiore sarà poi soccorso e portato da un ambulanza in ospedale insieme ad altri 2 feriti). Una giornalista di Radio Città del Capo viene aggredita da un poliziotto che le strappa il cellulare di mano: "Un agguato in piena regola" spiegano Daniele Barbieri e don Vitaliano Della Scala, entrambi alla testa del corteo.
Dopo qualche minuto parte una nuova carica: stavolta a muoversi sono addirittura le camionette che arrivano quasi addosso ai manifestanti. Stretto dalla polizia da entrambi i lati della strada il corteo torna in piazza Maggiore. Al Baraccano, intanto, il comizio di Fiore è finito e i neofascisti vengono caricati su quattro autobus e scortati dalla polizia fino a Granarolo.Passa quasi un ora e finalmente la polizia accetta di far muovere nuovamente il corteo antifascista. L'obiettivo è simbolico: sia chi ha subito le cariche della polizia che chi ha passato la giornata a presidiare la piazza vuole tornare in via Santo Stefano e "riappropriarsi" di quel pezzo della città. Il corteo si svolge e rimane un presidio a porta Santo Stefano fino a quando cala il buio ma non la tensione. Secondo alcune segnalazioni, in serata gruppetti di estremisti sarebbero andati in giro per la città cercando lo scontro con i giovani dei centri sociali. Un ragazzo, aggredito, sarebbe stato ricoverato al Sant'Orsola.