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Violenza istituzionale contro la disobbedienza civile


Il Prefetto di Bologna aveva dichiarato alla comunità ebraica della città che avrebbe tenuto "presenti i diritti di tutti; quelli di Forza Nuova alla libertà di espressione, quelli della città, quelli della quiete pubblica e della legalità, quelli della comunità ebraica alla vita." Al termine di una giornata che ha visto il convegno di Forza Nuova tenersi regolarmente, mentre cariche ripetute e violentissime investivano la contromanifestazione, non possiamo che ribadire la necessità e il valore di un divieto dal basso, di quella previdente disobbedienza civile che ha portato a Bologna migliaia di persone indisponibili ad avallare lo sdoganamento nazionale di una forza politica apertamente collegata ai neofascismi e nazismi europei.
Una volta si chiedevano le dimissioni di Prefetto e Questore oggi sarebbe grottesco a fronte di una gestione dell'ordine pubblico che la recente riforma ha ulteriormente fatto emergere in tutte le sue schizofreniche differenze.
Ancora una volta non casualmente, alla vigilia di importanti mobilitazioni nazionali ad Ancona, Genova, e ancora Bologna, si usa il manganello per cercare di soffocarne l'ampiezza, e quando non basta quello si usano direttamente i mezzi blindati come corpi contundenti. Alle caratteristiche di massa di un movimento che ha esplicitamente ammesso di mettere in gioco i propri corpi, di praticare la disobbedienza civile, si oppone una violenza istituzionale grave e soprattutto ormai incontrollata.

Leoncavallo - 13 maggio 2000


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