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Delibera del Consiglio di quartiere Saragozza
16 maggio 2000
Il Consiglio del Quartiere Saragozza
esprime
apprezzamento e condivisione per la posizione presa dalla Giunta Comunale che ha garantito il diritto di manifestare a qualsiasi gruppo politico, recependo in pieno i dettami della Costituzione che non a caso garantisce la libertà di espressione ad ogni cittadino;
apprezzamento e condivisione anche per il rifiuto del Comune di Bologna di aderire al presidio in piazza Nettuno, dove si è verificato, così come ampiamente previsto, che proprio davanti al Sacrario dei caduti frange dell'Autonomia ed alcuni esponenti dei Centri sociali si sono armati, brandendo spranghe e bastoni e coprendosi il volto con caschi integrali e passamontagna per prepararsi consapevolmente alla successiva "battaglia" contro la città di Bologna e le Forze dell'Ordine
ribadisce
che è un atto tra i più illiberali che si possano immaginare: vietare una manifestazione per i suoi contenuti, giudicando la correttezza degli ideali e delle opinioni che intende esprimere.Prefetti e Questori non dovrebbero essere tribunali morali e non lo devono essere nemmeno i politici eletti: il verdetto elettorale di una maggioranza non deve mai sospendere le libertà delle minoranze, anche se non omologate con il potere dominante.
auspica
che nessuna forza politica strumentalizzi mai più manifestazioni politicamente non condivisibili ma comunque prive di qualsiasi forma di violenza, come quella promossa da Forza Nuova, al solo fine di rimettere insieme i pezzi di una città che non controllano più e conoscono sempre meno. Questo tipo di politica non fa altro che legittimare frange estreme della sinistra che deliberatamente non perdono occasione per creare momenti di tensione e di scontro nella società.
invita infine
il Comune di Bologna, la Provincia e la Regione a sospendere ogni rapporto istituzionale e non, con i centri sociali e le organizzazioni che hanno partecipato alla violenta manifestazione di sabato 13/5/2000 e si sono resi responsabili di gravi atti di guerriglia urbana.
Tutti hanno potuto constatare che il corteo dei centro sociali era armato e non pacifico, essendo composto inizialmente da oltre 200 persone armate di spranghe, scudi di plastica, pannelli protettivi e con il viso coperto da caschi e passamontagna. Nessuno deve scordare l'area della "doppia militanza" da cui oggi sono usciti alcuni presunti nuovi terroristi, come il detenuto Claudio Conti Erling, esponente di spicco dell'Autonomia Milanese, uscito a "sinistra" dal Leoncavallo per dare vita al Centro sociale di via Conte Rosso.
Votato con 7 voti favorevoli
6 contrari
3 astenuti
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