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Liberiamo le menti
Quotidianamente ci troviamo a confronto con un sistema di potere politico sociale e produttivo che non condividiamo, in quanto spinge ad una mercificazione e monetarizzazione degli ambiti di vita e delle relazioni sociali. Noi ci poniamo in maniera critica di fronte ad una omologazione e appiattimento dei modelli e dei sistemi di vita, e prendendo atto delle difficoltà di fare affermare e rendere visibili contesti altri di socialità, pensiamo che dobbiamo fare propri la logica e il linguaggio del sistema capitalistico e dei processi di accumulazione del capitale Prendiamo atto che nei processi identitari non si può prescindere da una dimensione o da un riferimento a valori, esperienze, vissuti sociali, politici, etnici che costituiscono un etnos, la propria storia, la propria esperienza che non prescinde dal conteso locale dal territorio. Pensiamo a soggettività forti perché radicate nella storia, nella memoria, nelle radici etniche; una soggettività che riconosce la relazione e il dialogo come media della comunicazione sociale per valorizzare e produrre differenze, per abbattere le paure, le diffidenze e le tolleranze nei confronti del diverso, dell'altro da sé, per bandire qualsiasi logica di sopraffazione e di conflitto che annulli le differenze in un unico processo di globalizzazione e di affermazione autarchica del "pensiero unico". LiberArt Associazione di promozione sociale
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