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Il movimento va "rincorso" e alla svelta Scenario 1 - Alcuni mesi fa, in vista del G8, viene fondato il GSF. Entrano alcune strutture, che sono parte integrante dei DS, come l'Autonomia Tematica Ambiente e Territorio e la Sinistra Giovanile; molti altri iscritti DS entrano attraverso organizzazioni, associazioni, ecc: dalla grande FIOM, all'ARCI, all'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, alle diecine di strutture del volontariato, situazioni dove gli iscritti DS non sono certo sparuti gruppetti. Scenario 2 - Il 13 maggio si vota con i noti risultati. Nei DS si apre un dibattito anche aspro, dal quale comunque emerge con forza un tema, o meglio un'area di "questioni", che assume a seconda dei casi diverse denominazioni: corpo, rappresentanza, riformismo senza masse, elitarismo Altro tema "modernizzazione", per molti versi sinonimo di "globalizzazione". In mezzo a molte difficoltà si arriva ad un Congresso anomalo, con due fasi, di cui la prima dedicata all'ascolto (comunque, si dice, dovrà essere un Congresso "aperto", si spera a quella società fattasi più "lontana"). Scenario 3 - Il G8 si avvicina, crescono attenzione e mobilitazione. Anche i tanto seguiti sondaggi mostrano, in un paese dove le destre hanno di recente vinto le elezioni, un'adesione maggioritaria alle "ragioni" del GSF. I DS oscillano nel Parlamento e nel paese. Scenario 4 - Accade Genova e si apre una questione "democratica". I DS si schierano in Parlamento, assieme ad Ulivo e Rifondazione, in alcune città aderiscono alle manifestazioni del GSF. In altre aderiscono solo Nuova Sinstra DS e Sinistra Giovanile, poi molti iscritti, magari i Segretari (caso davvero unico), partecipano a titolo personale. Scenario 5 - Si discute del "dopo" Genova. La riapertura di un confronto tra DS e movimento. Come iscritto DS, aderente fin dall'inizio al GSF, penso "tardi, ma bene". Leggo che Caronna (ieri su questo giornale) alla domanda: "Ma alcuni esponenti politici, anche dei DS, ci tengono a far sapere che loro sono già dentro " risponde "Atteggiamento sbagliato". Trasecolo, ma forse non avrò capito bene. E poi non bisogna "rincorrere" questo movimento. A contrappunto, nella stessa pagina, Nadia Urbinati con un intervento lucido ed appassionato, chiarisce come per una forza della sinistra la presenza diretta nei movimenti rimanga, ancor di più oggi, il discrimine vero anche di un corretto rapporto partito-istituzioni. Io penso, anche sentendomene parte, che questo movimento vada "rincorso" ed alla svelta, prima che le distanze tra esso ed i DS siano insuperabili (e dopo Genova esso "corre" ancora di più). Perché su molti temi, quelli appunto della lettura e delle risposte alla "modernizzazione" esso ha prodotto più di quanto i DS oggi sappiano (il sostegno della Tobin Tax, appena acquisito, non è una "rincorsa" positiva ?). Perché allo stesso tempo questo movimento ha un bisogno vitale dell'esperienza, del contatto e della "contaminazione" (reciproca) con il "corpo " sociale che ancora la sinistra storica rappresenta. Perché servono discriminanti, in primo luogo sulla violenza, ma esse possono essere reali, solo all'interno di rapporti e pratiche concrete.
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