Siamo alla prima tappa della carovana che è partita questa mattina alle otto da una San Cristobal gremita di passamontagna e fazzoletti. Ieri è stata una giornata incredibile. Eravamo in piazza ad aspettare l'arrivo della Comandancia, quando Luca Casarini ci ha riuniti in fretta e furia: - Dobbiamo scortare la Comandancia all'ingresso nella piazza.
Abbiamo corso in fila indiana per le strade buie di San Cristobal, fino a una strada stretta, dove ci siamo schierati in attesa dell'uscita dei conandanti. Abbiamo saputi lì come erano andate le cose. Luca ha bussato alla porta della casa sicura in cui erano ospitati i comandati.
Toc toc.
- Quien es
- Somos los monos blancos. Que famos?
- Venid aqui.
E così le tute bianche, insieme ai gruppi d'appoggio all'EZLN (piccoli uomini e donne non piu' alti di un metro e venti, ma di un'efficenza impressionante) hanno fatto il cordone intorno al pullman sul quale la Comandancia ha raggiunto lo zocalo per tenere il comizio. E' stata dura, perché la gente gremiva le strade per vedere Marcos e fare fotografie.
Da ieri sera siamo a tutti gli effetti abili e arruolati nel servizio di scorta. Per assoluta mancanza di tempo, sorvoliamo sui contenuti del messaggio di Marcos, che sarà sicuramente leggibile in rete o sulla stampa (intediamoci per mancanza di tempo: la carovana è momentaneamente ferma e potrebbe ripartire da un momento all'altro). Quando questa mattina i nostri pullman sono sfilati sulla strada d'uscita da San Cristobal, migliaia di indios ci hanno salutati e riconosciuto come fratelli zapatisti europei.
In tutti i villaggi attraversati fino qui, la carovana è stata accolta dagli applausi, i saluti e i segni di vittoria degli abitanti.
Dobbiamo scappare,
seguimos en combate
Zapata vive, la lucha sigue!!!
Wu Ming Si',
Federico Martelloni