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Oaxaca, 27 febbraio 2001



La situazione è decisamente precipitata. Niente di irreparabile per noi, ma sufficiente per preoccuparsi dell'esito politico della carovana e della nostra spedizione.
Questa mattina i sette autobus delle tute bianche sono scomparsi. Li aspettavamo per partire alle quattro e non si sono presentati. Nessuno attualmente ha loro notizie, sebbene siano state avvisate la polizia stradale, la protezione civile e la polizia municipale. Siamo momentanemanete bloccati e abbiamo buoni motivi per pensare si tratti di un sabotaggio nei confronti dello spezzone più organizzato e visibile della carovana zapatista.
Gli indizi sono molti:

  • Con un tempismo quanto meno sospetto, questa mattina il governatore priista dello stato di Oaxaca ci ha messo a disposizione sette bus di riserva, senza rispondere alle nostre richieste di spiegazioni e indagini sulla sorte dei nostri pullman e degli autisti.
  • Gli autisti nei giorni scorsi ci avevano confusamente accennato a pressioni e eventualità di sabottaggi della carovana.
  • Oggi la carovana entra nello stato di Veracruz, uno dei più reazionari e dichiaratamente nemici dell'EZLN
  • Da quando la carovana è partita, il presidente Fox sta mettendo in piedi una guerra semantica per cambiare il significato della marcia stessa. Sostanzialmente cerca di passare per il patrocinatore - protettore di quella che lui chiama la "marcia della pacificazione" (mentre Marcos parla di "marcia della dignità").

L'assenza della parte più organizzata della "scorta civile" alla Comandancia, implica il protagonismo del ruolo difensivo di polizia ed esercito (che attualmente scortano la carovana).
Da un lato abbiamo piccoli sabotaggi e contrattempi, come le minacce di morte dei gruppi paramilitari o la sparizione dei nostri autobus; dall'altro un presidente che si fa bello di proteggere la marcia dai pericoli. Probabilmente si tratta delle due facce della stessa medaglia. L'intento è quello di ridimensionare l'EZLN, facendolo apparire debole, indifeso, e con uno scarso appoggio della società civile nazionale e internazionale.
Per tutte queste considerazioni l'assemblea delle tute bianche ha deciso di rifiutare i pullman offerti dal governo di Oaxaca. E' stato valutato che siamo in piena guerra semantica e simbolica, a Puebla (prossima tappa della carovana) dobbiamo arrivarci con nostri mezzi e con dignità, per non avallare la strategia dei potentati messicani. Il fatto che uno spezzone di carovana venisse sponsorizzato da un'istituzione governativa, avrebbe compromesso il nostro ruolo politico e creato non pochi problemi d'immagine all'EZLN. Stiamo cercando di recuperare altri mezzi di trasporto per i 240 membri della spedizione (italiani, spagnoli e francesi).
L'unico dato positivo in tutto questo casino è che se fino ad ora ci era sembrato di essere vittime della disorganizzazione generale della marcia, ora ci accorgiamo che ci viene attribuita un'importanza simbolica che non sospettavamo di avere (evidentemente i cordoni di tute bianche che in questi giorni hanno protetto il pullman della Comandancia al suo ingresso nelle piazze, si sono fatti notare, come del resto si può leggere sui giornali messicani).
La decisione delle tute bianche di rifiutare l'offerta del governatore di Oaxaca è stata ben accolta dal Centro d'Informazione Zapatista e dal resto della carovana ("Nos parece bien"), che pur ci aveva lasciati liberi di scegliere autonomamente.
La stampa messicana vicina alla marcia avalla le nostre ipotesi di "complotto".
Unico dato positivo: tutto questo ci responsabilizza politicamente e ci lega di più al resto della carovana, con la quale fino a ieri avevamo avuto pochi scambi. Diffondete con ogni mezzo le notizie, e - per tutti i compagni "a casa" - spronate il ronzino della stampa fino a farlo schiantare (una visita alle ambasciate messicane non ci starebbe male...)
Speriamo di partire presto per Puebla,
A tutti quanti un caloroso Zapata vive!

Wu Ming Si'
Lara Blissett

P.S. Annotazione personale: ho con me una copia di Q in castigliano per la Comandancia. "Purtroppo" arrivo tardi, ci ha gia' pensato il cantante degli Hechos contra il decoro che, un mese fa a La Realidad, lo ha regalato direttamente al Subcomandante Marcos!



Prologo dedicato ai fratelli e alle sorelle delle tute bianche messicane.

Il 27 febbraio a Cancun la contestazione delle tute bianche messicane contro il Forum Economico Mondiale e' stata repressa duramente. La linea delle tute bianche, con tanto di gommoni e protezioni corporali, e' avanzata fino ad arrivare a contatto con la polizia statale. Dopodiche' i manifestanti sono indietreggiati, ma la polizia ha uguamente caricato alle spalle, massacrandoli. Si parla di una cinquantina di arresti e di oltre venti feriti. Le foto sui giornali sono impressionanti, sangue sulle tute bianche, teste spaccate... Il presidente Fox ha condannato la represisone violenta delle forze dell'ordine, precisando che non si trattava di polizia federale (quindi lui non c'entra niente!!!).
Abbiamo potuto incontrare i "superstiti" soltanto l'8 di marzo. Una trentina di studenti agguerriti ed entusiasti, che hanno partecipato attivamente alla nostra assemblea. Non finiremo mai di ringraziarli per aver fatto valicare l'oceano alla tuta bianca, anzi al "mono blanco".


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