Gli ultimi due giorni hanno rappresentato una svolta rispetto al ruolo delle tute bianche in carovana. Un climax ascendente di partecipazione ci ha portato dove molti speravano ma nessuno pensava di arrivare.
Ma andiamo per ordine.
Attraversando lo stato di Hidalgo a bordo dei nuovi pullmann, per la prima volta siamo riusciti a stare al passo della carovana. Si è trattato probabilmente del tratto di strada in cui la carovana ha ricevuto il maggior calore da quando siamo partiti, un tratto di strada in cui abbiamo conosciuto un Messico zapatista discretamente lontano dal Chiapas. Le tappe del 27 sono sembrate momenti familiari: interi paesi rovesciati nelle strade come durante le feste patronali. Marcos è un santo, un fratello e un amico, una figura archetipica della mitologia sincretica mesoamericana (il Votan), allo stesso tempo intima e mitica.
Il 28, alla sera, si è compiuto il sacrificio e la conquista sul campo di una credibilità e fiducia inaspettata. Giunti a Iximilquipan grossi nuvoloni gonfi minacciavano l'epilogo di una giornata molto intensa. Messico e nuvole, e subito dopo, Messico e pioggia, tanta, tantissima pioggia. La piazza, gremita di gente non si è mossa nemmeno quando è arrivata la grandine. La Comandancia, in piedi sul palco è rimasta immobile rifiutando gli ombrelli che le venivano offerti. Potevamo essere da meno? E così, per circa un'ora, abbiamo atteso incordonati alle spalle del palco, che finisse questa prova. A un certo punto, il Sub si è voltato e, forse mosso a compassione dalle nostre tute bianche inzuppate, ci ha invitato a salire sul palco con un cenno della mano. Inutile dire che abbiamo cominciato a guardarci intorno per capire a chi si stesse rivolgendo e soltanto alla seconda chiamata abbiamo compreso che si rivolgeva proprio a noi. L'occasione non è stata sfruttata perche' di li' a poco l'atto pubblico si e' concluso, ma in quel momento abbiamo capito che quel sacrificio avrebbe portato i suoi frutti.
Superata a fatica una notte da broncopolmonite, ci accingevamo ad una giornata che avrebbe segnato il nostro viaggio
Seguimos en combate,
Zapata vive!
Wu Ming Si'
Federico Martelloni