Bologna - tel. 051203198
info@bologna.social-forum.org
www.bologna.social-forum.org
Logo Contropiani
BOLOGNA SOCIAL FORUM INFORMAZIONE RETE DOCUMENTAZIONE CALENDARIO E APPUNTAMENTI HOME



BOICOTTIAMO IL CLUB DEI RICCHI


Dal 12 al 15 giugno si terrà a Bologna la Conferenza Internazionale dell'OCSE, il sindacalismo di base ha indetto una mobilitazione contro questo summit.

L'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) raggruppa 29 paesi, ed e' nota come "Club dei ricchi'': parteciperanno alla Conferenza un migliaio di delegati, ministri e rappresentanti delle maggiori organizzazioni economiche e finanziarie internazionali.

Le sue finalità sono: incentivare la circolazione dei capitali finanziari; rendere più competitive le imprese, incrementare lo sfruttamento dei lavoratori e delle risorse naturali.

L'OCSE e gli altri organismi sovranazionali (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale per il Commercio WTO), insieme decidono ed impongono le politiche economiche e sociali ai vari governi e questo senza nessun mandato democratico e popolare e senza dover rispondere del loro operato.

L'applicazione delle loro linee e decisioni politiche stanno creando in Italia e in tutto il mondo precarietà del lavoro, aumento della disoccupazione e della povertà, e questo affamando intere popolazioni e distruggendo l'ambiente in cui vivono, specie nel sud e l'est del mondo.

L'OCSE vuole imporre nuovi tagli ai salari, alle pensioni, alla spesa sociale, alla sanità pubblica, piegare i servizi e l'amministrazione pubblica alle esigenze dell'impresa privata.

I diritti e gli interessi dei lavoratori sono per loro, costi da contenere e da eliminare, con la condivisione dei 29 governi e delle forze sindacali istituzionali, in nome dei loro fondamentali ed indiscutibili valori: la competizione dei mercati, la crescita dei profitti, la speculazione finanziaria.

Nel convegno di Bologna si tratterà ufficialmente della Piccola e Media Impresa integrata alle multinazionali: l'Italia, l'Emilia Romagna e Bologna sono state scelte come modello di questa produzione decentrata e integrata, con i suoi enormi profitti, con i salari più bassi, flessibili e legati alla produzione, con l'assenza "concordata" di conflitti sindacali.

OCSE E LA "GLOBALIZZAZIONE"

L'OCSE agisce come "forum" per la definizione delle strategie di espansione economica dei grandi paesi industrializzati, questo all'insegna della sempre citatissima globalizzazione che è diventata la parola chiave per capire (e anche nascondere) i cambiamenti in atto nell'economia mondiale.
Nella sua espansione su scala mondiale questo processo di globalizzazione del mercato e dei capitali sta eliminando ogni specificità delle realtà locali e nazionali: facendo pesare sempre più attività di tipo finanziario - speculativo, (borsa, ecc.) riducendo e delocalizzando la produzione nelle aree geografiche dove il costo del lavoro è più basso.

I grandi gruppi multinazionali richiedono ai governi nazionali nuovi spazi e possibilità di arricchimento, chiedono la creazione di zone franche, libertà nell'uso della tecnologia (e biotecnologia), libertà nell'uso della forza lavoro (dalle professioni più qualificate e tutelate alle nuove forme di sfruttamento e di vera e propria schiavitù), chiedono condizioni fiscali vantaggiose per i profitti, libertà assoluta nella gestione e sfruttamento delle risorse naturali.

Si stanno spingendo intere società a un inarrestabile corsa "verso il basso''. Questi organismi definiscono i parametri economici ai quali gli Stati Nazionali devono attenersi per avere accesso ai crediti internazionali e per stare all'interno del consesso e mercato mondiale.

Questi organi transnazionali (OCSE; FMI, Banca Mondiale, ecc.) non sono organismi umanitari ma diramazione diretta dei grandi potentati economici e usano nazioni e interi popoli come pedine di un gioco politico e finanziario e quelle pedine siamo tutti noi.

Per questo riteniamo che in realtà la "globalizzazione" sia un termine mistificatorio e generico, quella che vediamo in atto è una "competizione globale" tra poteri, una lotta tra i principali blocchi economici (Europa-USA-Giappone): ciò che viene globalizzata è la miseria e la catastrofe ambientale. In questa competizione ci viene comandato di partecipare, di essere sempre e comunque flessibili in funzione delle necessità di mercato.

QUALE E' LA RICADUTA DI TUTTO QUESTO SULLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA?

FLESSIBILITA' E SALARI
Il posto di lavoro fisso non è più "moderno", e questa precarietà, il più delle volte, si traduce in competizione tra occupati e disoccupati e tra dipendenti sui luoghi di lavoro. In Italia questo processo di precarizzazione si sta attuando da tempo non solo tramite leggi fasciste che limitano la libertà di sciopero e di rappresentanza sindacale ma soprattutto tramite la cogestione e la concertazione tra CGIL-CISL-UIL e Governi di Centrodestra o Centrosinista che siano.
L'incertezza del lavoro e dei propri diritti si dimostrano le armi vincenti per contenere la conflittualità e la capacità di lotta dei lavoratori, viene imposta una competizione continua tra lavoratori, precari, disoccupati, tra pensionati e giovani, tra italiani e lavoratori di altri paesi.
Mai come in questa epoca si sono viste capacità produttive così ampie, produttività così intensa, profitti crescenti, ricchezze finanziarie cosi sviluppate e potenzialità economiche così forti derivanti anche da un grande sviluppo tecnologico. Ma all'aumento enorme dei profitti corrisponde un calo dei redditi da lavoro dipendente e "autonomo". Per la prima volta dal dopoguerra nel nostro paese non c'è traccia di redistribuzione della ricchezza prodotta, i profitti delle imprese sono inghiottiti nel circuito delle borse internazionali e delle speculazioni finanziarie.

La ricchezza non torna neanche in minima parte a chi l'ha prodotta attraverso aumenti salariali diretti o attraverso la fruizione gratuita di servizi sociali. Anzi si continuano a tagliare le risorse destinate ai servizi sociali finanziando le imprese spacciando tutto ciò per incentivi all'occupazione.

SERVIZI PUBBLICI e STATO SOCIALE
Da anni ormai ci hanno convinto che i servizi sociali pubblici non sono più efficienti e che dobbiamo contenere la spesa pubblica, hanno così iniziato sistematicamente a privatizzare e a sottrarre risorse. Risultato: parte del nostro misero salario deve servire a pagare i servizi prima gratuiti e le pensioni integrative.
Un tempo i servizi sociali rappresentavano quella parte di reddito non corrisposta al lavoratore, ma ugualmente assicuratagli in termini di fruizione di prestazioni sanitarie, previdenziali, assistenziali garantite ed a cui tutti potevano accedere; insomma, la sanità, la casa, l'istruzione erano considerati veri e propri diritti. Ora l'accesso ai servizi è considerato solo quale forma di assistenza per chi si trova, e lo può dimostrare, in stato di povertà estrema: dal welfare state al welfare dei miserabili.

TASSE
Le statistiche sono chiare, le tasse le pagano lavoratori (dipendenti e non).
Lo Stato come una gigantesca idrovora dirotta dal basso della società queste risorse verso il sistema delle imprese e dei gruppi finanziari lasciando sempre meno per i servizi alla collettività.

LA GUERRA
Se da una parte è di per sé un affare per le multinazionali degli armamenti, dall'altra è uno degli strumenti del perenne e spietato conflitto tra i blocchi economici che non esitano a fomentare conflitti causando eccidi e esodi di enormi masse di uomini, donne e bambini per destabilizzare e controllare intere aree (esempi: Albania, ex Jugoslavia, l'intero continente Africano, ecc.).

IL SINDACALISMO DI BASE INVITA PER QUESTI MOTIVI TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI E LE REALTA' SOCIALI DI BASE A COSTRUIRE UNA GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO IL CLUB DEI RICCHI, PER RIAFFERMARE LA PROPRIA INDISPONIBILITA', LA PROPRIA OPPOSIZIONE A QUESTA POLITICA DI IMPOVERIMENTO DI OGNI ASPETTO DELLA NOSTRA VITA, A QUESTA CULTURA DELLA COMPETIZIONE CHE PRODUCE MISERIA E GUERRE.

MATTINA DEL 13 E 14 GIUGNO
PRESIDIO IN PIAZZA MAGGIORE, BOLOGNA
-----------------------------------------
MERCOLEDI' 14 GIUGNO
MANIFESTAZIONE E CORTEO A BOLOGNA
Concentramento in Piazza dell'Unità ore 16.00

BOLOGNA 30 MAGGIO 200

Per informazioni: tel.051/523822 - 554908 - e mail: rdb-bo@iperbole.bologna.it

RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (CUB)

Per informazioni e adesioni: RdB/CUB Bologna Via Brugnoli 19/c
Tel 051-523822; 051/6493350 - Fax 051/523280
e-mail: rdb-bo@iperbole.bologna.it


BOLOGNA SOCIAL FORUM INFORMAZIONE RETE DOCUMENTAZIONE CALENDARIO E APPUNTAMENTI HOME