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Contro l'OCSE: 10, 11 e 12 giugno
L'iniziativa del movimento anticapitalista.
di Umanità Nova


Sabato 10 giugno si é svolta l'annunciata manifestazione di apertura delle giornate di contestazione alle Conferenza Internazionale OCSE di Bologna. Circa 2000 compagne e compagni hanno sfilato da Piazza dell'Unità fino a Piazza Maggiore. Significativa la presenza anarchica, tanto che la stampa locale ha etichettato come "anarchico" il corteo di sabato.
Alla manifestazione hanno preso parte le componenti proponenti (FAI e Autonomia di Classe) e diverse realtà che avevano aderito nei giorni precedenti (dal Veneto, dalle Marche, etc.) ed anche alcune situazioni bolognesi "non allineate" (sindacati di base, collettivo Precari, associazioni). La componente neo-riformista e para-istituzionale che si raccoglie attorno ai Verdi, a Rifondazione Comunista ed ai centri sociali del Nord-Centro-Est e della Carta di Milano non ha partecipato ed anzi ha boicottato la nostra manifestazione. Di fronte a questo attacco anche altri centri sociali "non allineati" hanno assunto una posizione di disimpegno. Significative le assenze da Torino, Firenze, Roma, Napoli e Milano. I giorni della contestazione si prolungheranno fino a giovedì 15 giugno. Nel momento in cui scriviamo quest'articolo non é ancora possibile desumere con chiarezza e completezza di informazioni lo svolgimento delle contestazioni. Per mercoledì 14 giugno é annunciata una giornata di blocchi che intende impedire lo svolgimento del vertice. In quest'occasione si annuncia una convergenza nelle strade e nelle piazze di tutte le componenti del movimento di contestazione all'OCSE.

Domenica 11 si é svolto l'annunciato convegno contro la globalizzazione. La sala del convegno é stata spostata a via S. Stefano in quanto la sala precedentemente prenotata, in Piazza Maggiore, era stata confiscata della Questura per trasformarla in "sala operativa" del servizio d'ordine statale. Il convegno ha visto la partecipazione di oltre 100 persone ed hanno presso la parola, fra gli altri, Piero Bernocchi dei Cobas, Massimo Varengo (IFA), Maria Matteo (Umanità Nova), Vincenzo Miliucci (Cobas), Simonetta Crisci (avvocato e militante del movimenti antirazzista), Luciano Nicolini (USI). La maggior parte degli interventi, accanto ad un'analisi socio-economica e geo-politica della fase, mettevano in evidenza come nello scenario attuale non si possa definire, sul piano politico-istituzionale, una destra capitalista ed una sinistra anticapitalista. Le forze che derivano dal riformismo di sinistra sono oggi parte integrante del blocco politico e sociale del capitalismo. Anche da ciò deriva il conformarsi di una nuova tendenza neo-riformista che vuole occupare lo "spazio politico" della "sinistra storica".

Lunedì 12 è continuata la mobilitazione contro l'OCSE. Nel pomeriggio davanti alle due torri un presidio che si è progressivamente allargato ha effettuato un blocco del traffico durato per circa due ore. È poi partito un corteo spontaneo che ha attraversato il centro cittadino pesantemente militarizzato da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Il blocco e la successiva manifestazione hanno in modo allegro e scanzonato comunicato alla cittadinanza le ragioni di una protesta che nei prossimi due giorni mira al blocco dei lavori della Conferenza dell'OCSE. Nel frattempo è giunta la notizia di un primo risultato delle mobilitazioni: la cena miliardaria prevista per mercoledì 14 è stata annullata. Nei prossimi giorni la cronaca delle iniziative delle altre giornate.


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