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Contro l'OCSE: 10, 11 e 12 giugno
Domenica 11 si é svolto l'annunciato convegno contro la globalizzazione. La sala del convegno é stata spostata a via S. Stefano in quanto la sala precedentemente prenotata, in Piazza Maggiore, era stata confiscata della Questura per trasformarla in "sala operativa" del servizio d'ordine statale. Il convegno ha visto la partecipazione di oltre 100 persone ed hanno presso la parola, fra gli altri, Piero Bernocchi dei Cobas, Massimo Varengo (IFA), Maria Matteo (Umanità Nova), Vincenzo Miliucci (Cobas), Simonetta Crisci (avvocato e militante del movimenti antirazzista), Luciano Nicolini (USI). La maggior parte degli interventi, accanto ad un'analisi socio-economica e geo-politica della fase, mettevano in evidenza come nello scenario attuale non si possa definire, sul piano politico-istituzionale, una destra capitalista ed una sinistra anticapitalista. Le forze che derivano dal riformismo di sinistra sono oggi parte integrante del blocco politico e sociale del capitalismo. Anche da ciò deriva il conformarsi di una nuova tendenza neo-riformista che vuole occupare lo "spazio politico" della "sinistra storica". Lunedì 12 è continuata la mobilitazione contro l'OCSE. Nel pomeriggio davanti alle due torri un presidio che si è progressivamente allargato ha effettuato un blocco del traffico durato per circa due ore. È poi partito un corteo spontaneo che ha attraversato il centro cittadino pesantemente militarizzato da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Il blocco e la successiva manifestazione hanno in modo allegro e scanzonato comunicato alla cittadinanza le ragioni di una protesta che nei prossimi due giorni mira al blocco dei lavori della Conferenza dell'OCSE. Nel frattempo è giunta la notizia di un primo risultato delle mobilitazioni: la cena miliardaria prevista per mercoledì 14 è stata annullata. Nei prossimi giorni la cronaca delle iniziative delle altre giornate.
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