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Il Resto del Carlino







16/06 - La Digos salva un ministro dopo aver vinto in piazza
di b. m.

Ottocentoquarantacinque persone guardate a vista e identifcate in pochi giorni; praticamente tutte passate ai raggi 'ics'; oltre centocinquanta denunce a piede libero nella sola giornata di ieri e migliaia di ore di straordinario.
Sono questi i numeri da capogiro della Digos di Bologna che, in occasione del vertice Ocse, ha dovuto lavorare parecchio nell'ombra per garantire informazione e repressione efficaci al fne dello svolgimento 'sicuro' della manifestazione. Ma il fiore all'occhiello della squadra di Lorenzo Murgolo non è stato solo l'essere bravi poliziotti, infatti i ragazzi 'mai domi' (questo il loro motto) se la sono cavata davvero bene anche come infermieri: è toccato a loro, mercoledì sera, prestare i primi soccorsi al ministro egiziano che si è sentito male dopo la cena. In attesa dell'ambulanza, i poliziotti della Digos lo hanno rianimato e messo in condizione di ricevere le cure mediche del 118.





16/06 - «Il segreto del successo? La prevenzione»
di Biagio Marsiglia

Il questore. «Bologna non è stata Seattle. Forse lo è stata nella dimensione virtuale, attraverso Internet. Ma, tutto sommato, c'è stata una manifestazione composta e noi eravamo ben preparati siaper contenere sia per reprimere».
Il giorno dopo la rabbia del topolino non gongola come potrebbe il questore Domenico Bagnato, anche se non nasconde la soddisfazione per il buon esito del controllo sull'ordine pubblico. «Il vertice, mentre stiamo parlando, non è ancora finito - dice ancora il questore - aspettiamo per fare i bilanci definitivamente, ma con onestà devo dire che il comportamento dei manifestanti è stato abbastanza civile. c'è stato solo un vero momento di tensione, forse troppo amplificato». Qualcuno chiede se lo si poteva evitare. «Abbiamo risposto a un tentativo di sfondameno del blocco delle forze dell'ordine. La cosa si sarebbe potuta evitare se non ci fosse stato questo tentativo; la nostra, comunque - replica Bagnato - è stata un'azione di contrasto durata pochi minuti». Il segreto del trionfo della questura? «Semplice - dice Bagnato - credo sia dipeso tutto dall'attività preventiva e meticolsa che è servita a disarmare i violenti».
La Digos. E' di ieri, infatti, la notizia che gli uomini della Digos di Lorenzo Murgolo, da mesi impegnati giorno e notte per isolare le cellule violente e metterle in condizione di non nuocere, appena prima della manifetazioni di piazza hanno intercettato quattro furgoni zeppi di mazze e di cartelli della segnalatica stradale trasformati in rudimentali scudi per il combattimento di piazza. Tutte armi tolte di mezzo prima della mischia, un'azione preventiva che alla fine è valsa la vittoria finale. «Un segnale preciso - dice ancora il questore di Bologna - credo sia arrivato lo scorso tredici maggio, quando le forze dell'ordine hanno respinto la frangia violenta del corteo dei centri sociali impegnati a manifestare contro Forza nuova. Se la dissuasione ha una sua ragione, fare vedere che avevamo le idee chiare è stato altamente produttivo. Infine, va rilevata anche la mediazione del sindaco e del prefetto con quei manifestanti che hanno scelto di muoversi in cortei pacifici. Noi abbiamo garantito anche loro».
Il ministro. Parole di elogio per le forze dell'ordine, sono arrivate ieri pomeriggio dal ministro Bianco, che ha parlato col capo della polizia De Gennaro e col prefetto Sergio Iovino. Bologna ha fatto meglio di Genova e meglio di tante altre città in cui i disordini hanno provocato ben più disagi ai cittadini. Dal canto suo l'assessore Giovanni Preziosa, sempre presente nel giorno più a rischio nei punti più caldi della città, ha voluto esprimere il suo apprezzamento per i vigili urbani di Bologna, mai come l'altro pomeriggio proprio tutti quanti, e ben visibili, al servizio per i cittadini.
L'inchiesta cibernetica. Ieri mattina, intanto, una singolare denuncia depositata in questura ha movimentato il clima di quiete di fine Ocse. La delegazione francese ha scoperto che un gruppo italiano riconducibile a un anarchico, M. T., avrebbe boicottato il loro sito Internet sull'Ocse. Una manipolazione cibernetica che, a chi apre il sito francese, rivela anche un altro sito non proprio solidale (un eufemismo) con le idee politiche economiche della delegazione Ocse. Per fare denuncia i delegati d'Oltralpe si sono presentati ieri alla sala operativa multiforze, a Palazzo dei Notai, poi sono stati accompagnati nella sala denunce delle volanti, in Piazza Galileo.





16/06 - Un miliardo e mezzo per proteggere l'Ocse
di Marco Tavasani

Proteggere Bologna e il migliaio di delegati che hanno partecipato alla Conferenza dell'Ocse è costato almeno un miliardo e mezzo al contribuente italiano. A tanto ammonta, infatti, la "nota spese" che il ministero dell'Interno e il comando generale dell'Arma dei carabinieri hanno compilato per contrastare con una inedita (per Bologna) maxi operazione di ordine pubblico, la presenza dei gruppi "no Ocse" nei quattro giorni del summit.
La lista dei conti comincia dal personale impiegato: dati ufficiali non sono stati divulgati, ma è ragionevole ipotizzare un migliaio di uomini tra carabinieri del V battaglione della caserma del Mulino Parisio e polizia della caserma Smiraglia. A questi vanno sommati circa tremila uomini confluiti a Bologna dai più importanti centri del nord, ma anche dalle scuole carabinieri di Roma e Campobasso. Come si computa il costo per le operazioni di ordine pubblico? Personale di stanza a Bologna. L'indennità varia dalle 4 alle 11.500 lire al giorno in funzione del grado e dell'anzianità, ma la reperibilità e gli straordinari fanno scattare una ulteriore voce di circa 10.000 lire all'ora.
Personale fuori sede. Rappresenta la voce più robusta dei quattro giorni Ocse. Senza pernottamento ad ogni uomo competono 28.000 lire al giorno, oltre al pasto che viene consumato presso i reparti. Ma se (ed è il caso della maggior parte dei 3.000 uomini impiegati) è necessario pernottare fuori sede, l'indennità sale a 40.000 lire al giorno, oltre al vitto e all'alloggio. Essendo stracolme le caserme bolognesi, molti reparti hanno dovuto alloggiare in provincia, ma anche fuori. Ad esempio un gruppo di carabinieri del battaglione di Mestre ha soggiornato in un albergo a Ca' de Fabbri, mentre buona parte del reparto mobile della Ps di Milano è stato alloggiato in un albergo di Modena. In questi casi, prenotazioni e costi sono a carico della prefettura di Bologna. Ma il trasferimento degli uomini da Modena a Bologna fa scattare lo straordinario, considerando che i turni di impiego in ordine pubblico erano distribuiti dalle 7 alle 13, dalle 13 alle 19, dalle 19 all'una di mattina e da quest'ora alle 7. La mezz'ora, oppure l'ora, necessaria al trasferimento a Bologna è considerata straordinario. Solo queste voci hanno comportato per l'Erario un costo non distante dal mezzo miliardo, considerando una media tra chi ha viaggiato anche dieci ore per arrivare sotto le Due Torri e chi è di stanza in città. Poi ci sono le spese per il trasporto. E' vero che i veicoli si rifornivano presso gli autoreparti e che il carburante costa sicuramente meno che alla pompa, ma considerando le quattro giornate più i trasferimenti (e i pieni lungo le autostrade), e l'usura materiali (un vetro blindato costa 3,5 milioni) se ne sono andati almeno altri 100 milioni.




16/06 - 'Tutti ci invidiano il sistema economico e il successo del convegno Ocse ha prodotto per noi centinaia di nuovi testimonial'

Sindaco Guazzaloca, nella conferenza che ha chiuso i lavori dell'Ocse il ministro Letta è stato prodigo di ringraziamenti. Ma al primo posto della lista c'era il suo nome, e aveva tutta l'aria di non essere un grazie di circostanza...
«Che devo dire? Ne prendo atto con piacere. Ma se le cose sono filate via lisce, i meriti vanno divisi tra molti». Che fa, il modesto? E' opinione corrente che Bologna abbia, come dire, dato una lezione a Seattle. E non mi riferisco solo ai contenuti, ovviamente.
«Guardi, non mi piace appuntarmi medaglie sul petto. Ripeto: sono in tanti ad aver concorso al buon esito di questo evento».
Ad esempio?
«Beh, vorrei ricordare che c'è stato un ottimo coordinamento tra enti locali, prefettura, forze di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. A tutti va il mio ringraziamento sincero per l'impegno e l'abnegazione che hanno mostrato».
La via del dialogo con i nuovi profeti dell'antiglobalizzazione è stata la mossa vincente?
«Non so se è stata la mossa vincente, certamente ha consentito, come era nei nostri auspici, che si disinnescassero certe mine vaganti, che si abbattessero steccati potenzialmente pericolosi».
A parte gli episodi di mercoledì mattina, niente di storto, dunque?
«Direi proprio di no. Un po' per fortuna, un po' perché questa fortuna l'abbiamo aiutata, le cose sono andate nel migliore dei modi. L'ho detto giorni fa e lo ripeto ora: ci avrei messo la firma, all'inizio, su un esito del genere».
Una bella scommessa vinta dalla città e dalla sua giunta. Non le pare?
«Per Bologna non c'è dubbio. Quanto alla giunta, lascio che siano gli altri a stabilirlo. L'importante era che il vertice si svolgesse regolarmente, che delegati e cittadini non subissero danni e che i disagi fossero limitati. Tutto questo è avvenuto. E anche le contestazioni, che considero legittime su certi temi come quelli in discussione, non sono sfociate in atti di violenza. Meglio di così...».
Bologna protagonista in positivo davanti agli occhi di mezzo mondo. Centinaia di ministri e delegati di governi e organismi internazionali arrivati fin qui per discutere di economia globale e piccole e grandi imprese. Sindaco, una bella soddisfazione...
«E chi lo nega? Sono orgoglioso di Bologna e dei bolognesi. Questa era la sede più giusta e naturale per un evento di questo tipo. Bologna e l'Emilia Romagna hanno visto nascere e svilupparsi un modello imprenditoriale che è stato preso ad esempio in tutto il mondo. Perfino Clinton anni fa mandò qui gente del suo staff per studiare il nostro modello».
Ma i delegati Ocse, guardati a vista da tutte quelle divise, non si saranno sentiti un po' in una prigione dorata?
«No, guardi che si sbaglia. In questi giorni ho ricevuto i ringraziamenti di tantissimi partecipanti al vertice proprio per il clima di cordialità e di simpatia che hanno respirato in città. Le contestazioni non li hanno neppure sfiorati e loro hanno potuto tranquillamente ammirare le nostre bellezze artistiche. Mi auguro che questo vertice sia un volano per Bologna e la sua immagine. Centinaia di 'testimonial' in giro per il mondo sono un buon viatico. Non le pare?»
Certo, certo. E della 'Carta di Bologna' che ha suggellato il summit, che ne pensa?
«Dico che è un ulteriore motivo d'orgoglio per Bologna. Viene naturale il parallelo con la Magna Charta delle Università che venne firmata nell'88 da centinaia di rettori. Il significato è lo stesso: Bologna protagonista a livello mondiale, nel campo della cultura con l'ateneo più antico d'Europa, e nel campo dell'economia con un sistema che tutti ci invidiano».





16/06 - La Cna sul manifesto Pmi: 'Il sindaco è stato di parte'

Conclusa la Conferenza Ocse, la Cna bolognese ha reso nota una lettera che il presidente provinciale, Giorgio Tabellini, ha inviato al sindaco Guazzaloca nel giorno stesso di apertura del summit. La lettera, riferendosi al manifesto sulla Pmi firmato dall'amministrazione comunale e dai presidenti di Assindustria e dell'Api, accusa il Comune (e lo stesso sindaco) di essersi schierato «da una parte sola, discriminando la componente più ampia della Pmi bolognese: la Cna, infatti, conta 15.500 imprese (oltre 8.000 manufatturiere) con un fatturato di 5.000 miliardi. «Quel manifesto - scrive Tabellini al sindaco - divide e alimenta contrasti. Firmandolo, la sua amministrazione ha perso l'occasione di essere l'amministrazione di tutti».





16/06 - Celli lascia i Verdi e fonda un nuovo partito 'Alla manifestazione troppi flirt con i centri sociali'

Clamorosa rottura tra i Verdi bolognesi. Giorgio Celli (nella foto) ha sbattuto la porta e se n'è andato dal movimento del Sole che ride, anticipando di voler fondare un suo movimento ("i nuovi Verdi") e di iniziare presto il tesseramento a Bologna, con l'intenzione di allargarlo in tutta Italia.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso di una crisi latente da tempo tra l'entomologo e i vertici locali (alle recenti elezioni regionali Celli impose capolista a Bologna il figlio Davide), è stato il comportamento del consigliere regionale Daniela Guerra e della portavoce nazionale Grazia Francescato durante il vertice Ocse.
«E' stato un atto gravissimo - spiega il portavoce di Celli, Piero Anobili (il professore ieri era a Bruxelles; ndr) - la strumentalizzazione dei centri sociali operata mercoledì dalla Guerra e dalla Francescato. Questo gruppo dirigente non ha più contenuti suoi e una base sociale, e quindi cerca di sfruttare i movimenti "no Ocse". Guerra - dice Anobili - non doveva stare in piazza, ma nel palazzo dei convegnisti». In serata da Bruxelles, Celli conferma: «Anobili è stato precipitoso e ha rivelato cose finora riservate. Però è vero che sto trattando, ad esempio con Sauro Turroni, per creare un nuovo movimento».
Intanto il segretario regionale Ds Mauro Zani ha ringraziato tutti gli agenti di polizia e i carabinieri che hanno dovuto far fronte ad un impegno prolungato e stressante.«A volte - ha detto Zani - dimentichiamo il carico di tensione a cui si sottopongono questi giovani che indossano una divisa, e ai quali nessuno rivolge mai parole di comprensione e apprezzamento, se non nelle occasioni della retorica ufficiale. Comunque le manifestazioni di mercoledì hanno dimostrato che a Bologna gli appelli ai fantasmi del passato sono destinati a cadere nel vuoto».
E Pierangelo Pellacani, segretario provinciale Ccd, parla di una «vittoria della città. I duemila ospiti e tutto il resto del mondo attraverso le immagini dei media hanno constatato l'ospitalità e la tolleranza di Bologna. Il vertice Ocse è stato una vittoria della città».





16/06 -Il Nuovo Movimento si spacca
di Raffaello Bolognesi

Il giorno dopo la grande contestazione contro l'Ocse esplodono le contraddizioni all'interno del nuovo movimento. "La rete NoOcse ha inscenato le trattative con la polizia solo per fare scenografia", accusano anarchici e autonomi. "Ognuno fa i cortei e organizza le proteste che vuole. Noi abbiamo ottenuto di arrivare a Sala Borsa grazie alla pressione dei manifestanti e alla trattativa con la prefettura", la risposta di Valerio Monteventi, consigliere di Rifondazione e leader dei NoOcse. Nel mirino degli 'antagonisti' di via Avesella finisce proprio la scelta di trattare con la questura che dimostra "la debolezza politica della rete che soffre di una gestione verticistica da parte di Monteventi e Casarini". "Noi facciamo le cose - replica Luca Casarini, leader dei centri sociali del nord-est - poi gli altri possono anche criticare. Non è questione di quanto si contratta, ma di cosa si va a contrattare". Concorda Federico di Atlantide: "La mediazione è frutto dei rapporti di forza e se serve a raggiungere lo scopo ben venga". "Il nostro vero obiettivo era boicottare il vertice ma non siamo un esercito e di fronte avevamo oltre 4000 poliziotti", aggiunge Domenico del Tpo.
E se il movimento è spaccato non lo è certo la rete che, in attesa della prossima manifestazione (in luglio a Roma per il 'gaypride'), stila la 'Carta dei diritti dell'umanità globale', in risposta alla 'Carta dell'Ocse'. Il salario minimo planetario, il libero accesso al sapere e la libera circolazione delle persone, sono le richieste che i NoOcse faranno arrivare sul tavolo dei presidenti di Camera e Senato ("E su queste accetteremo il confronto", dicono). Se da una parte c'è "la sceneggiatura degli anni Novanta" e cioè "la guerra contro le popolazioni civili, lo stupro etnico, le fosse comuni, il genocidio, le mutilazioni di massa, lo schiavismo e la distruzione delle risorse ambientali", dall'altra c'è un movimento che combatte "l'avanzare del disumano e la crescita a dismisura dei miserabili". Un movimento "di pensiero, di azione e di speranza che si batte contro quelle organizzazioni che si prendono in maniera illegittima il ruolo di legislatori non eletti". Il movimento userà "la forza del sapere unito alla sapienza, che non si piega né al comando economico né alla violenza militare. La forza dell'ironia che non prende sul serio alcun potere. La forza della libertà che non si piega al dominio".




16/06 - Il primo giorno di quiete
di Raffaello Bolognesi

Il rompete le righe generale è arrivato solo in tarda serata ma, già dalle prime ore di luce, Bologna ieri aveva ripreso il suo volto normale. Niente forze dell'ordine in assetto antisommossa, niente strade bloccate dai loro blindati e niente manifestanti in giro a spaventare le persone. Persino i piccioni hanno ripreso possesso della piazza, probabilmente rassicurati dal non vedere più in cielo quel grosso elicottero rumoroso.
La conferenza stampa del ministro dell'Industria Enrico Letta ha, di fatto, chiuso il vertice dell'Ocse su piccola e media impresa. La tensione ha lasciato il posto alle polemiche, ai commenti e alle varie dichiarazioni di vittoria. Finalmente i bolognesi sono tornati in centro e lo hanno attraversato senza fretta e senza guardarsi attorno o sentirsi guardati con circospezione. A testimonianza della tranquillità che ieri si respirava sotto le Due Torri, la presenza di una neolaureata che si è fatta fotografare (con tanto di alloro d'ordinanza in testa e tesi sotto il braccio) addirittiura vicino alla fontana del Nettuno. Lungo via Indipendenza si sono rivisti passare motorini e biciclette e i negozianti hanno deciso di riaprire tutti i loro esercizi. «Mercoledì ho ritenuto giusto chiudere - dice Marco Nannetti, titolare dell'Enoteca italiana di via Marsala - Non so se si poteva gestire la situazione diversamente ma penso che prevenire sia meglio che curare. In fondo mi sembra che non sia successo niente di così grave». E' meno serena del «collega», nel giudicare il giorno di tensione, Barbara Fondacaro, titolare di Intimo 3: «Sono indignata con chi ha permesso che il vertice Ocse si svolgesse in centro. Era molto meglio se lo facevano in fiera, era molto più facile da controllare». «Sono cinquanta anni che faccio questo lavoro - spiega Vittorio Mattei, responsabile della pasticceria Impero, situata a pochi passi dal luogo dove mercoledì sono avvenuti gli scontri - non avevo mai visto una situazione del genere. Ho chiuso le serrande ma un lacrimogeno caduto vicino ha inondato la pasticceria di fumo. Non si respirava». «E' da sabato scorso che ci perdiamo dei soldi. I ministri e i delegati Ocse, i potenziali nostri clienti, erano troppo tesi per venire ad acquistare», spiegano Maria Rosa e Piero Baraldi, dell'omonimo negozio d'abbigliamento. Anche Stefania, responsabile di Benetton parla di danno economico. «Ma non perché ho chiuso il giorno della manifestazione, tanto, anche se tenevo aperto, nessuno sarebbe venuto a prendersi la maglietta con quel clima», dice la ragazza che racconta anche di avere trovato ieri sulla vetrina una scritta («sabotaggio»), fatta con lo spray. Stessa scritta anche per la farmacia Nuova, quella dove mercoledì è stata medicata la mano a un carabiniere ferito. «Quando tutto si è calmato un commerciante della zona è venuto ad acquistare del collirio perché aveva gli occhi che gli bruciavano», ricorda Carmen, una delle collaboratrici.
Un ringraziamento particolare a chi (commercianti e residenti del centro cittadino in primis) ha per alcuni giorni subìto i disagi dell'Ocse e dei Noocse, lo vuole fare Paolo Foschini, assessore comunale agli affari istituzionali. «Sono grato di cuore a tutti coloro che hanno dimostrato di avere pazienza, rendendo un grande servizio alla loro città», spiega. «Tutto sommato - dice ancora Foschini - il prezzo pagato da Bologna è limitato rispetto al grande spot di presentazione della città. Credo che sia stata una intelligente operazione di marketing urbano i cui benefici arriveranno presto».




16/06 - Dopo Ocse a Bologna: un centinaio di denunce in arrivo Concluso il vertice. La soddisfazione del questore: "Qui non è stato come a Seattle"

BOLOGNA, 15 GIUGNO - Bologna ha ripreso il suo volto normale. Dopo la tensione, gli scontri e le scaramucce che ieri hanno caratterizzato la giornata clou del vertice mondiale dell'Ocse sulle Pmi, nelle strade del centro che portano a piazza Nettuno (dove si svolge il convegno) tutto è tranquillo, tanto che una neolaureata con alloro in testa e tesi sotto il braccio si è fatta fotografare vicino alla fontana del Nettuno. Le forze dell'ordine denunceranno probabilmente un centinaio di persone per resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata: altri nomi potrebbero essere aggiunti all'elenco dopo l'esame dei filmati registrati durante gli scontri di piazza. I lavori del vertice si concludono in giornata con la conferenza stampa del ministro dell' Industria Enrico Letta e la partenza delle delegazioni dei 52 paesi

Il questore Domenico Bagnato ha già stilato un primo bilancio, con evidente soddisfazione. «Bologna - ha detto - non è stata Seattle. Forse lo è stata nella dimensione virtuale, attraverso Internet. Ma, tutto sommato, c' è stata una manifestazione composta». Il giorno dopo quello che doveva essere il 'mercoledì da leoni' del movimento anti-globalizzazione impegnato nel blocco del vertice Ocse a Bologna, il questore Domenico Bagnato non nasconde la soddisfazione per il buon esito del lavoro di controllo sull' ordine pubblico, anche se non lo esplicita. «Il vertice non è ancora finito, aspettiamo a fare bilanci definitivi», dice. La giornata critica comunque è passata e «onestamente - sottolinea - devo dire che il comportamento dei manifestanti è stato abbastanza civile. C' è stato un solo vero momento di tensione, forse troppo amplificato».

Ma si poteva evitare? «Abbiamo risposto a un tentativo di sfondamento del blocco delle forze dell' ordine. La cosa si sarebbe potuta evitare se non ci fosse stato questo tentativo. La nostra comunque è stata un' azione di contrasto durata solo pochi minuti, meno di cinque». Secondo il questore, a rendere la giornata meno tesa ha contribuito «l' attività preventiva per disarmare i violenti» con il sequestro di mazze e dadi di ferro trovati nel furgone che guidava la prima manifestazione anti-Ocse di sabato organizzata dall' area dura dell' autonomia bolognese. E poi - fa capire - ha contribuito forse anche l' intervento con cui le forze dell'ordine respinsero la frangia violenta del corteo dei centri sociali che il 13 maggio, sempre a Bologna, manifestarono contro il convegno della formazione di estrema destra Forza Nuova. Intervento che potrebbe anche avere dissuaso manifestanti malintenzionati dal venire a Bologna in occasione del vertice di giugno.

Bagnato spiega anche perché, alla fine della giornata, è stato permesso di sfilare accanto alla sede del convegno. «Quando, anche con la mediazione del sindaco e del prefetto di Bologna, abbiamo visto che dai manifestanti non provenivano pericoli per l' ordine pubblico, abbiamo consentito la sfilata pacifica».



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