La Repubblica
31/05- Brandine, sale e servizi per i contestatori della globalizzazione
IL COMUNE OFFRE I POSTI MA LA PROTESTA CONTINUA
La linea dei centri sociali resta quella del boicottaggio. Stasera una riunione forse decisiva al cinema Ambasciatori durante la quale si capirà se il movimento resterà unito o si dividerà
di ANDREA CHIARINI
LA PROTESTA contro l'Ocse avrà i suoi spazi, ma rischia di spaccarsi tra chi è per il confronto e chi vuoi contrapporsi in maniera netta e decisa. Il Comune ha fatto la sua parte e metterà a disposizione dei "guerrieri della globalizzazione" alcune sale, le brandine per la notte e anche i gabinetti chimici di Seabo. Lo anticipa Valerio Monteventi, consigliere di Rifondazione, tra i leader della sinistra antagonista che si mobiliterà dal 12 al 15 giugno. L'impegno di Palazzo D'Accursio è stato confermato a Monteventi, con una telefonata, dal capo di gabinetto Enrico Biscaglia al quale il sindaco aveva dato pieno mandato per trattare. Nella rete No Ocse, che racchiude i soggetti contrari al vertice di giugno sulla piccola e media impresa, non tutti però s'inchinano alla disponibilità del Comune. La linea dei centri sociali resta quella del boicottaggio e del "blocco dei lavori dei ministri nella forma di una disubbidienza civile, ma determinata". Stasera all'ex cinema Ambasciatori ci sarà una riunione forse decisiva della rete No Ocse per capire se il movimento resterà compatto o se si verificherà una spaccatura nel fronte della protesta sulla scia di quanto accaduto a Genova per Tebio, fiera delle biotecnologie: da una parte l'ala morbida Mobilitebio, dall'altra le frange estreme dell'antagonismo CotroTebio. "A Bologna questo non accadrà" dice sicuro Monteventi che, intanto, incassa il contributo logistico di Biscaglia. A cominciare dalla Sala de' Notai, "Questo spazio sarà disponibile il 2 giugno alle 21 - continua il consigliere di Rifondazione per l'incontro con Ugo Boghetta di Rc, Paolo Galletti dei Verdi, Mauro Zani dei Ds e Antonio La Forgia dell'Asinello". E' quasi fatto l'accordo con l'Università sulla multisala di via dello Scalo per le assemblee dei "Contropiani" del 13 e del 15 giugno. Quasi certe anche altre due sale dell'Ateneo, da 400 posti ciascuna, in via Mascarella. Accogliendo gran parte delle richieste dei contro-manifestanti il Comune riaprirà una tantum il dormitorio di via Ranzani e fornirà 200 brandine per trasformare il Livello 57 in albergo, mentre da Seabo dovrebbero arrivare i bagni chimici. Nulla da fare invece per l'ex Sala Borsa e per il Palazzo del podestà. "Biscaglia ha ribadito che dal primo giugno questi locali sono gestiti direttamente dall'Ocse e dunque Palazzo D'Accursio non ha alcuna competenza" spiega Monteventi. I centri sociali (Teatro polivalente occupato e Atlantide), appoggiati da quelli del nord-est, non sono comunque disposti a cedere e confermano la linea dura: "Se ci vogliono dare le sale e le brande va bene - dice Domenico del Tpo di via Irnerio - ma il boicottaggio alle riunioni dei ministri rimane, nella forma di una disobbedienza civile e determinata. La nostra non è una protesta contro la città, né contro il Comune. Ma secondo noi non c'è nessuna compatibilità tra la società civile e il vertice dell'Ocse, che prende decisioni sopra le teste di tutti. Il nodo centrale rimarrà il blocco dei lavori, impedire lo svolgimento delle riunioni. Non vogliamo essere un corollario delle riunioni dei ministri. Se in città ci saranno zone protette noi disubbidiremo e cercheremo di entrare in quelle zone nelle forme più creative possibili e mettendo in gioco i nostri corpi. I ministri dovranno sentirsi assediati, magari in un castello dorato, viste le cene di gala che hanno in programma. Dovranno sentire costantemente il flato sul collo della società civile".
26/05 - OCSE, SI FA AVANTI IL MINISTRO PER MEDIARE CON I CONTESTATORI
Ieri primo incontro tra il sindaco e Monteventi, portavoce del movimento antagonista
Lincontro tra il sindaco e il portavoce antiOcse e la telefonata del ministro dellIndustria. Sulla fame di spazi dei contestatori è partita la mediazione istituzionale. Un dialogo che piace poco al centrodestra ma che Giorgio Guazzaloca è deciso a portare fino in fondo per evitare incidenti di piazza nei giorni della conferenza Ocse dal 12 al 15 giugno. Le sale prima di tutto. Ai pellegrini della globalizzazione il quartiere Navile offre la sala Gorki. I Verdi la loro minisede regionale di via Righi, lUniversità sta pensando ad alcune aule. Valerio Monteventi, Rc, tra i Leader della sinistra antagonista, insiste per avere spazi in centro, chiede a gran voce la Sala de Notai per il 2 giugno, già sequestrata per ordine della prefettura in vista dellOcse. Oppure la multisala di via dello Scalo. Guazzaloca lo frena: Un po di pazienza, mi serve un po di tempo. Monteventi, ieri mattina alle nove e mezzo era nellufficio del sindaco per fare il punto della situazione.
Guazzaloca si è informato, ha ascoltato, ha promesso di fare il possibile, a patto che i contro manifestanti scelgano la via della protesta non violenta. Ha accettato di sedere attorno a un tavolo con i coordinatori della rete NoOcse, anche se sulla volontà pacifica di parte del movimento dei cyberwarrior del terzo millennio, anche alla luce degli incidenti al convegno sulle biotecnologie di Genova, nessuno può garantire nulla.
La via della mediazione ala bolognese comunque è già tracciata, pur con qualche incidente di percorso. Ieri i ragazzi dei Contropiani hanno denunciato: Macché aperture, i vigili hanno cominciato a schedare quelli di noi che erano al banchetto informativo di piazza Verdi. É stato tolto uno striscione con la scusa che intralciava la segnaletica. La diplomazia lavorerà sotto lo sguardo attento che le telecamere che i giovani dei centri sociali porteranno a spasso per la città filmando tutto quel che accade. Forse potrebbero riprendere anche il ministro Enrico Letta che avrebbe già contattato gli uomini di Guazzaloca per dirsi pronto a un pubblico - pacifico - confronto con lala contestatrice nei giorni del vertice Ocse di Bologna. Scelta importante e opportuna ha commentato il presidente della Regione Vasco Errani.
Ma sarà ancora una volta il capo di gabinetto Enrico Biscaglia a gestire in nome di Guazzaloca questa nuova missione quasi impossibile. Non tutti gli assessori sono convinti di questa linea moderata e moderatrice ma i mugugni si fermano sulle porte degli uffici. Biscaglia guiderà una unità di crisi tecnica. sempre ieri mattina il dottor Sottile di Palazzo dAccursio è stato spedito dal sindaco alla conferenza dei capigruppo per riferire sullo stato delle cose e per coinvolgere il consiglio comunale. Un vertice nella sala degli anziani snobbato però dalla maggioranza di centrodestra. Un segnale di dissenso ? I capigruppo di Forza Italia e di AN - rispettivamente Fabio Garagnani e Felice Caracciolo - hanno fatto solo una breve apparizione, per Governare Bologna cera Maurizio Cini, mentre per la lista del sindaco cerano Alessandro Aufiero, Alberto Vannini e limmancabile Nicolò Rocco di Torrepadula. Secondo quanto ha riferito alluscita Maurizio Zamboni , Rc, Biscaglia ha manifestato a nome della giunta la disponibilità a ragionare sullaccoglienza e sulle condizioni logistiche che consentano di sviluppare le contro-iniziative in modo pacifico. Per Davide Ferrari, Ds, è invece ormai tempo che il sindaco venga in consiglio comunale per dirci cosa intende fare. La sinistra diesse di Ugo Mazza fa sapere che starà con quelli del controvertice, Roberto Sconciaforni, di Rc, vuol portare in piazza pensionati, giovani, donne e precari. Tutti, insomma. E per stamattina in comune è già in programma un altro incontro operativo tra Biscaglia e Monteventi.
25/05 - NON RIUSCIRANNO A FERMARCI
Ieri sera nuova assemblea dei rappresentanti bolognesi della rete allex cinema Ambasciatori.
Anche i duri di via Avesella sfileranno in piazza.
Ancora contromanifestazioni. Ieri sera allassemblea del mercoledì della rete NoOcse, nellex cinema Ambasciatori, le Rappresentanze sindacali di base e i duri di via Avesella hanno annunciato due distinti cortei per giugno da piazza dellUnità a piazza Maggiore assessore Giovanni Preziosa permettendo.
Tensioni nel corso dellassemblea per le notizie che sono arrivate da Granarolo dove un sit-in antifascista delle sinistra, organizzato in serata da rifondazione comunista, è stato disturbato da alcuni militanti della formazione politica di estrema destra di Forza Nuova. I circa 150 rappresentanti della rete, presenti anche ieri sera allex Ambasciatori, sono stati sul punto di andare in soccorso degli amici di Granarolo, poi lallarme è rientrato e si è evitato un pericoloso faccia a faccia dopo il sabato di via Farini. Va ricordato che proprio in un locale di Granarolo gli aderenti di Forza Nuova ripiegarono dopo che venne vietata loro la manifestazione pubblica al Baraccano (il sindaco del comune alla periferia di Bologna protestò perché le forze dellordine non lo avvertirono dellarrivo di Fn).
É stato Valerio Monteventi ad aprire i lavori dellassemblea formulando alcune proposte (riportate nellarticolo sopra ndr) che dovrebbero poi essere portate sul tavolo della trattativa con il Comune. si tratta per ora di richieste preliminari di spazi, sale e servizi. si è deciso anche che si darà vita a una delegazione trattante che diventerà lunica autorizzata, nellambito del movimento anti Ocse, a confrontarsi col sindaco Giorgio Guazzaloca che ha scelto di tentare la via del dialogo.
Per le Rdb ha parlato Massimo Betti, il quale ha annunciato che per il 14 giugno verrà organizzato un corteo per le vie della città contro il governo che da dieci anni favorisce la globalizzazione e contro i sindacati confederali che appoggiano la politica del governo stesso. anche il gruppo dellala degli autonomi ha annunciato che scenderà in piazza. Walter, del circolo anarchico, ha fornito anche una data: il 10 giugno. il percorso è sempre il solito, da piazza dellUnità alla centrale piazza Maggiore. Noi - ha detto - per quel che ci riguarda siamo decisi a portare fino n fondo il nostro corteo. Siamo stati dipinti come i cattivi di via Avesella, i violenti. Vorrà dire che contro la polizia useremo la maionese della multinazionali.
25/05 - UNA SALA, POI DIALOGHIAMO
Da inizio giugno tutti i luoghi pubblici in centro risultano sequestrati in vista della conferenza che inizia il 12. Monteventi chiede spazi per i contestatori dellOcse.
di Andrea Chiarini
Guazzaloca vuole il dialogo? ci aiuti intanto a trovare una sala per il 2 giugno, visto che non ce ne sono di libere nei quartieri e la prefettura ha bloccato quelle del centro che dovranno restare a disposizione dellorganizzazione dellOcse. Valerio Monteventi, tra i leader della rete NoOcse, chiede al sindaco spazi, posti letto, vespasiani e docce per i circa diecimila pellegrini della globalizzazione che arriveranno in città nei giorni della conferenza dellOcse?. Dialogo e confronto sì, ma sulle cose concrete. A cominciare da quella sala che Monteventi, che pure è consigliere di Rifondazione comunista, sta cercando per una iniziativa pubblica con Fausto Bertinotti (Rc), Mauro Zani (Ds), Antonio La Forgia (Democratici) e Paolo Galletti (Verdi).
Monteventi però non è solo un rappresentante della cosiddetta sinistra antagonista è anche una sorta di consigliere del tutto non ufficiale di Giorgio Guazzaloca. A lui il sindaco si è rivolto, lestate scorsa, quando si trattò di evitare il peggio la notte della parata rave per le vie del centro. alleanza nazionale dimostrò di non gradire, ma linsolita coppia funzionò e tutto filò liscio. e sempre a lui il Guazza avrebbe già pensato per prendere contatto con il variegato mondo della contestazione anti Ocse. Anche in questo caso per evitare danni, non solo dimmagine, alla città.
Chiariamo subito che i contenuti della contromanifestazione sono nostri, spetta a noi su cosa discutere dice Monteventi che lunedì in consiglio comunale aveva chiesto di poter utilizzare il PalaDozza. Il consigliere di Rc insiste sul contributo in termini logistici che il Comune può offrire.
Per accogliere i manifestanti si potrebbero utilizzare anche le strutture tuttora vuote del Giubileo (come il palazzo in via del Pallone ndr), ma penso anche alla possibile riapertura per pochi giorni dellex dormitorio di via Ranzani che ha servizi igienici funzionanti - dice -. Anche noi possiamo fare la nostra parte. Il Livello 57 potrebbe dare ospitalità notturna a molti giovani, cè tuttavia bisogno di brande che potrebbero essere messe a disposizione dalla protezione civile o dalla croce rossa. Si potrebbe anche pensare a un campeggio alle porte della città. Bisogna infine prevedere un buon numero di bagni pubblici prefabbricati. Diverso e più complesso il discorso sulle sale pubbliche dove svolgere i convegni previsti dalla rete NoOcse.
Anche in questo caso - dice Monteventi - non chiediamo la luna, abbiamo già stilato una bozza del programma, il calcolo è facile: un paio di sale da 200-250 posti e una più grande per lassemblea generale che concluderà i nostri lavori.
Intanto anche la rete italiana Lilliput, forte dellesperienza di Seattle, ha annunciato la sua presenza. Per Bologna - ha spiegato Fabio Lucchesi, uno dei coordinatori - faremo il punto dopo la mobilitazione di Genova di questi giorni contro la fiera sulle biotecnologie. Il movimento, assicura, si sta già organizzando, siamo in contatto con il coordinamento locale di Contropiani per studiare i modi della contestazione. Alla rete Lilliput, che si muove soprattutto su internet, fanno riferimento più di settecento gruppi che teniamo costantemente informati tramite e-mail
23/05 - CASARINI: CONQUISTEREMO IL NOSTRO DIRITTO A PROTESTARE
Chi ha paura non ha la coscienza pulita. così Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nord-Est, risponde a Giorgio Guazzaloca che ha detto che per il vertice Ocse non saranno tollerate provocazioni. Che il sindaco lo accetti o non lo accetti - dice Casarini - questo dipende da quanto spazio noi riusciremo a conquistarci per protestare. La Bologna che fa parlare i nazisti di Forza Nuova è la sua idea, la sua città. Noi vogliamo unaltra città, fatta di protesta, ma anche progetti e proposte. In consiglio comunale Valerio Monteventi, Rifondazione comunista, spiega che se si pensa solo di riempire la città di polizia il problema non si risolverà. Piuttosto - aggiunge - bisogna discutere di come accogliere i giovani, questi pellegrini della globalizzazione che verranno a Bologna. Basta affrontare tutto solo sul piano dellordine pubblico. Il Comune, se vuole veramente lavorare per evitare incidenti, deve mettere a disposizione dei contromanifestanti degli spazi pubblici. Nel 77 lallora sindaco Zangheri ebbe il coraggio di confrontarsi con migliaia di giovani che lo contestavano mettendo loro a disposizione il palasport.
Per Davide Ferrrari, capogruppo Ds, bisogna garantire la sicurezza dei cittadini ma bisogna anche consentire a chi intenda farlo di esprimere la propria voce critica. Abbiamo già chiesto un rapporto sul prossimo vertice Ocse - dice Ferrrai - no servono tavoli generici, ma unottica di apertura e lungimiranza, un rapporto con altre istituzioni: ciò che è mancato nel caso Forza Nuova. In maggioranza, Massimiliano Mazzanti di An, rilancia lidea del diessino Diego Benecchi di fare il vertice dellOcse fuori città, magari in zona Caab.
Per questioni di sicurezza si dovrà blindare il centro storico - dice Mazzanti - gli stessi residenti dovranno essere muniti di un pass di riconoscimento. almeno si spieghi con chiarezza il carico di disagi e sacrifici che dovrà essere sopportato dai bolognesi. Il tema della conferenza dellOcse di metà giugno sarà allordine del giorno della conferenza dei capigrupppo di giovedì prossimo, una riunione chiesta dal vicesindaco Giovanni Salizzoni.
23/05 - MAXISCHERMO E INTERNET PER UN VERTICE TRASPARENTE
Un maxischermo in piazza Maggiore e un sito Internet che trasmetta in diretta i lavori della conferenza. gli organizzatori del vertice Ocse di metà giugno stanno pensando a unoperazione trasparenza per aprire levento anche ai giovani. Una mossa con la quale si spera di intercettare parte della protesta annunciata.
Lorenzo Lo Cascio, responsabile della logistica del comitato organizzatore, non nasconde i timori per i riflessi negativi che potrebbero esserci sulle giornate dellOcse a causa della mobilitazione dei centri sociali.
Ogni volta che si parla di globalizzazione - ha detto Lo Cascio a capo della delegazione ricevuta ieri in Comune - ci sono persone che protestano per quella che considerano una forma di neocolonialismo. Noi siamo disponibili al dialogo con tutti coloro che accetteranno il confronto. Bologna dovrà essere lopposto di Seattle e invitiamo tutti a seguire e dibattere i contenuti del convegno
23/05 - DIALOGO SI, PROVOCAZIONI NO
Primo discorso del sindaco in consiglio dopo la malattia. Ha parlato del vertice di metà giugno.
Per lOcse Bologna sarà tollerante, ma non con i violenti.
di Andrea Chiarini
La Bologna che vorrei. Una cartolina dal consiglio comunale, il primo dopo la convalescenza, di Giorgio Guazzaloca. Un appello a tutte le forze politiche a lavorare insieme, superando tensioni e polemiche di piazza e pensando alla conferenza dellOcse. Un messaggio ai centri sociali che quel vertice vorrebbero segnare con la loro protesta. Sono le 15 e il sindaco puntuale prende la parola in aula dopo i saluti e le strette di mano. Un intervento breve il suo perché sono riluttante ai lunghi discorsi. Ma mirato allappuntamento di metà giugno, dal 12 al 15, per la conferenza mondiale dellOcse su piccola e media impresa. Guazzaloca non pronuncia mai la sigla Ocse, tuttavia il senso del richiamo è chiaro: la città deve tornare vetrina dopo la sassaiola e i fumogeni in via Farini di due sabati fa, deve mostrarsi ospitale e tollerante, ma determinata a far rispettare la legge e a respingere le provocazioni. Per questo il sindaco si rivolge a tutte le forze politiche per affrontare insieme i problemi che dobbiamo risolvere nellinteresse dei cittadini bolognesi. Torna il sindaco, dopo la malattia che lo ha tenuto lontano da palazzo un mese intero, tornano i temi della bolognesità a 360 gradi tanto cari al primo cittadino. In ballo stavollta non ci sono duelli elettorali o post elettorali, ma i giorni dellOcse: appuntamento su cui lamministrazione conta molto per rilanciare la propria immagine e che sta attirando le attenzioni più o meno bellicose dei centri sociali e di quella che viene definita la sinistra antagonista. In aula i consiglieri ascoltano con attenzione, alla fine la maggioranza applaudirà, non lopposizione.
Poco più di una paginetta: il pensiero del sindaco sta in poche righe dattiloscritte che Guazzaloca stesso legge velocemente a inizio seduta. Il periodo del ricovero al Bellaria è solo sfiorato, ma da lì comincia il ragionamento di Guazzaloca che non dimentica la solidarietà e laffetto ricevuti. E questo al di là e al di sopra della composizione politica in consiglio comunale -dice - Da un lato tutto ciò mi gratifica personalmente, dallaltro mi conferma la vocazione della nostra città e delle nostre istituzioni ad una competizione corretta e capace di distinguere tra il confronto delle idee e i personalismi che portano poco lontano. Fin qui ringraziamenti per gli attestati di stima sinceri, poi il sindaco illustra la sua cartolina di Bologna in vista del vertice Ocse, occasione che non capita spesso.
Lobiettivo che abbiamo è di dare risposte adeguate - continua - di mostrare il volto di una Bologna ospitale, ospitale ma determinata e tollerante nello stesso tempo. Decisa a fare rispettare le regole della convivenza civile, aperta al dialogo ma non disposta ad accettare chi invece cercasse strumentalizzazioni e provocazioni. Insomma una Bologna matura, allaltezza delle sue tradizioni, della sua storia e in grado di misurarsi con le migliori esperienze nellambito europeo. Questa - conclude - è la Bologna che volgiamo e per la quale lavoriamo. Questa è anche la Bologna, ne sono certo, che vogliono i nostri cittadini. Mi auguro che ci possa essere in questa direzione il contributo convinto e fattivo di tutti.
20/05 - Bianco, Letta e Micheli hanno esaminato i problemi legati al convegno di metà giugno
OCSE, MASSIMA ATTENZIONE
Vertice tra ministri sul rischio di incidenti
di LUCIANO NIGRO
"MASSIMA attenzione" del ministero dell'Interno per il vertice dell'Ocse del 12 giugno. L'appuntamento internazionale - che richiamerà a Bologna 900 tra ministri dell'industria, imprenditori, banchieri provenienti da 51 paesi, per discutere del futuro delle piccole e medie imprese - desta preoccupazioni per l'ordine pubblico dopo l'annunciato arrivo di 15.000 contestatori che intendono boicottare l'iniziativa. Per gli anti-Ocse la manifestazione di sabato scorso che ha visto anche scontri tra dimostranti e polizia è stata solo "una prova generale". Ma se la maggior parte dei contestatori pensa a dimostrazioni pacifiche la presenza di frange violente preoccupa istituzioni e forze dell'ordine La questione è stata oggetto ieri di un vertice a palazzo Chigi tra il ministro dell'Interno Enzo Bianco, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Micheli e il ministro dell'Industria Enrico Letta. Nessun allarme da parte del governo, che minimizza il significato dell'incontro definito "interlocutorio" dal Viminale. Tuttavia, l'ufficio stampa di Bianco ha sottolineato che da parte del governo "c'è ovviamente la massima attenzione per l'appuntamento di Bologna". Sotto le Due Torri, infatti, oltre al premier Giuliano Amato e al ministro degli Esteri Lamberto Dini ci sarà l'intera Organizzazione della Cooperazione e dello Sviluppo Economico, che raduna 29 paesi e fornisce ai governi dati e analisi per elaborare le proprie politiche economico-sociali. Ci saranno poi i rappresentanti di 61 organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale, il fondo monetario internazionale e il Wto, ovvero i bersagli preferiti dai nemici della globalizzazione che si stanno organizzando ovunque dopo il clamore al vertice di Seattle. Una vetrina, insomma, sia per gli organizzatori, sia per i contestatori. Degli aspetti logistici dell'appuntamento di giugno si è discusso anche a Palazzo Chigi con Micheli, Letta e il presidente della Regione Vasco Errani e in un vertice in Prefettura a Bologna con Fabrizio Pagani, il consigliere del ministero dell'Industria che è promotore della conferenza assieme a Ocse, Università, Camera di Commercio, Regione, Provincia e Comune.
20/05 - Confindustria e Ocse: "SOLUZIONE RADICALE"
E i centri sociali: sarà la Seattle italiana
di LUIGI SPEZIA
LA CONFINDUSTRIA vuole una "soluzione radicale" contro le proteste e i boicottaggi annunciati dalla "rete No Ocse" per il prossimo vertice dell'Organizzazione per la cooperazione economica, alla quale aderiscono 29 paesi. I centri sociali ribattono a caldo che useranno lo stesso "pugno duro" contro la Confindustria. Nel giorno in cui il presidente della Regione Vasco Errani è a Roma per discutere sulle modalità del vertice del 12 giugno dei cosiddetti "paesi ricchi", un botta e risposta a distanza tra un alto dirigente della maggiore organizzazione imprenditoriale e Luca Casarini, capo dei centri sociali del Nord est e uno dei leader più battaglieri sabato scorso in piazza, tiene alta la tensione sull'appuntamento in programma tra venti giorni.
"Sono molto preoccupato, e credo debba essere trovata una soluzione radicale che ci permetta di prestare la dovuta attenzione. Il lassismo che c'è stato finora ha provocato solo danni", dice il responsabile del Centro studi della Confindustria. Guidalberto Guidi, proprietario della Ducati Energia, parla a Palazzo D'Accursio per chiedere il pugno duro contro i centri sociali e i movimenti antagonisti, dopo essere stato per una decina di minuti nello studio del vice sindaco Giovanni Salizzoni. "La filosofia dell'apertura tenuta fino ad oggi, lo ripeto, ha provocato solo danni. Bisogna stabilire con chiarezza diritti e doveri di tutti". Quindi non solo dei manifestanti ma anche delle istituzioni? "Di tutti, manifestanti e istituzioni". Da Padova, replica Casarini, che aveva guidato il corteo e le trattative sabato scorso prima della carica della polizia. Promette la replica della "disubbidienza civile" per metà giugno. "Se davvero arriveranno 15 mila persone faremo la Seattle italiana", dice riferendosi alle manifestazioni dei 50 mila che nella città statunitense hanno dato seri problemi al raduno del Wto, World Trade Organisation. "Dal 12 al 15 giugno - dice Casarini - verranno a Bologna ministri non eletti da nessuno e autoconvocati che cercheranno di disegnare un nuovo tipo di società, ovvero di impero economico. Noi, sudditi dell'impero, ci ribelleremo, opponendoci nelle forme più creative possibili. Nessuno di noi si aspetta un pranzo di gala, ma anche loro non possono credere di avere in mano la città riempiendola di polizia". Sull'apertura di Mauro Zani, segretario regionale dei Ds, Casarini dice che " sarebbe grave criminalizzare un movimento solo sulla base di pregiudizi. I ragazzi che si sono mobilitati a Bologna sono una risorsa per tutti. I Ds, però, hanno delle forti contraddizioni. Zani ripropone strumenti da Medioevo, come i centri di detenzione per immigrati clandestini". Quanto ai centri sociali, "è più comodo gridare alla paura degli scontri piuttosto che confrontarsi sui contenuti". Per Leonardo Masella, segretario regionale di Rifondazione, l'atteggiamento di Guidi è "provocatorio. I grandi industriali sono i padroni delle fabbriche, ma non della città, anche se la giunta Guazzaloca è sempre più al loro servizio piuttosto che dei cittadini".
19/05 - Duecento persone in assemblea all'ex Ambasciatori discutono la linea da tenere sul vertice di metà giugno
"Contro l'OCSE più di 15 mila"
Tra i contestatori gruppi decisi al "boicottaggio
di Luigi Spezia
"Saremo in quindici, ventimila contro il vertice Ocse. Dobbiamo creare una rete di boicottaggio la più ramificata possibile per bloccare la città e i lavori dell'Ocse". Monta il movimento anti Organizzazione per lo sviluppo economico. Mercoledì sera in una assemblea pubblica all'ex cinema Ambasciatori, duecento persone hanno commentato la "battaglia di via Farini", come ormai chiamano gli scontri di sabato scorso e hanno cercato le forme e le alleanze per la nuova battaglia di "disobbedienza civile", di "resistenza attiva" contro il convegno dei paesi dell'Ocse sulle piccole e medie imprese a Bologna dal 12 al 15 giugno. E' il movimento dei ragazzi di Seattle (però c'è anche qualche cinquantenne del '77), che ha una "ala destra" (Verdi, Rifondazione) e un'ala estrema (gli autonomi) con in mezzo sindacato di base come l'RdB, i centri sociali, associazioni pacifiste, gruppi di donne, "cani sciolti". Il movimento della "Rete No Ocse", che si pone ormai come "soggetto politico", cerca un rapporto con la città mentre manda un messaggio contro la globalizzazione. Cerca anche se stesso, perché ha due anime, come s'è visto in piazza sabato: quella maggioritaria che parla piuttosto di contestazione e quella minoritaria, dura, che quando parla di boicottaggio fa immaginare scenari di rivolta violenta. "Nessuno deve sovradeterminare i comportamenti in piazza, no alla logica dei buoni e dei cattivi", dice Francesca del Comitato antirazzista, gli "autonomi" di Via Avesella. Vuol dire che ciascun gruppo deve fare quel che crede meglio, nessuno deve decidere per gli altri. Prima di lei, Walter del circolo anarchico annuncia una manifestazione nazionale a Bologna già per sabato 10 giugno e non lascia dubbi sulle sue intenzioni: "Bisogna scendere in piazza per opporci alla manifestazione dell'Ocse, in tutti i modi possibili ed immaginabili. Verranno compagni da tutta Europa".
Movimento composito (all'assemblea si vedono anche esponenti della Sinistra giovanile, lì come osservatori), che discute le forme per presentarsi in città evitando lo scontro frontale di sabato eppure volendo dare seri fastidi ai ministri che verranno qui a giugno. Le forme, dunque. Valerio Monteventi di Rifondazione propone, contro la richiesta dell'Onorevole Pierferdinando Casini di "far monitorare" i gruppuscoli della Rete, di presentarsi tutti in Questura con le fotocopie delle carte d'identità. Il rappresentante del Livello 57 ha l'idea brillante per bloccare il vertice: "Non facciamo cortei, che vengono caricati, ma rave party musicali, che non vengono caricati dalla polizia". Un autonomo gli ricorda però che a Londra hanno caricato pure quello. "E' difficile sparare lacrimogeni su chi balla", ribatte l'altro. Massimo Betti delle RdB dice "ci saremo", ma contesta il governo di centrosinistra.
Monteventi ribadisce la disponibilità al confronto con i DS dopo l'apertura di Mauro Zani, annuncia un incontro tra la Rete No Ocse e la Camera del Lavoro per martedì. "Non possono fare gli stessi errori del '77. A Zani dico discutiamo, ma dovete dirci cosa volete fare per il centro per immigrati in via Mattei"?
Parla Carlo del Teatro polivalente occupato, uno dei centri sociali che hanno fatto parte del corteo di sabato attaccato dalla polizia: "Bisogna trovare forme diverse dai cortei con i gommoni per diferndersi". Insomma, in prevalenza si vuole boicottare, ma senza scontri. Intanto si prepara il programma delle iniziative. Il 12 seminario sui flussi migratori. Il 13 workshop sul salario minimo planetario e sull'accesso ai saperi. La sera del 13 assemblea plenaria in vista del 14, giorno della firma della "Carta di Bologna" da parte dei ministri dell'Ocse
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