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La Repubblica







07/06 - E Palazzo d'Accursio sarà blindato
VERTICE OCSE, MOBILITATA ANCHE L'FBI
di LUIGI SPEZIA

SARÀ un Comune blindato e verrà mobilitata, se necessario, anche l'americana Fbi. Per le giornate dal 12 a1 15 giugno, durante il vertice dell'Ocse e le contromanifestazioni dei contestatori, il Capo di Gabinetto Enrico Biscaglia ha diramato una circolare ad assessori e dirigenti che rivoluziona la vita di palazzo. Mentre al convegno sul crimine che è iniziato ieri in città il rappresentante dell'Fbi in Italia Carmìne Russo, sul vertice Ocse, si è fatto strappare una sola battuta: "L'unica cosa che posso dire è che se l'Fbi viene a sapere qualche informazione su possibili attentati lo comunicherà alla polizia italiana". Tornando a Palazzo ecco le disposizioni di Biscaglia. "Tutti i dipendenti in servizio espongano il cartellino di riconoscimento in maniera visibile; convocare riunioni e incontri solo in caso di emergenze; organizzare servizi con affluenza di pubblico controllata e decentrata; accedere al cortile del pozzo solo con le auto con contrassegno". In due giorni, il 12 e il 13, saranno chiusi al pubblico la sala d'Ercole, il Museo Morandi e le sale d'Arte per le riunioni delle delegazioni Ocse e la cena del 13. Saranno inoltre chiuse la sala Anziani, la sala Bianca usate per le riunioni e lo scalone del Bramante. "E' una vera e propria militarizzazione -ha protestato Diego Benecchi dei Ds -. Si vuole paralizzare tutto? Io convocherò regolarmente la prima commissione e chiederò che facciano lo stesso gli altri presidenti. Forse avevo ragione quando temevo che il vertice Ocse avrebbe bloccato tutto il centro".





06/06 - Assemblea in piazza Nettuno per annunciare le manifestazioni anti-vertice. Delegazioni davanti alle fabbriche
PICCHETTI ALL'ALBA CONTRO L'OCSE
I contestatori presidieranno le sedi dalle 6 di mattina
di LUIGI SPEZIA

"ECCOCI QUA, siamo noi i cattivi". La rete No Ocse, i boicottatori del vertice dei "paesi ricchi" che si tiene a Bologna dal l2 al 15 giugno, si è presentata alla città ieri sera in piazza Nettuno. Nessun gesto eclatante, solo parole, spiegazioni, programmi di azione, anzi Con-Testa-Azione, che vorrebbe dire combattere con la testa (e secondo le indicazioni, a mani alzate). "A mani nude e a viso scoperto", il nuovo movimento contro la globalizzazione economica si è dato un appuntamento che fino a qualche giorno per molti era impossibile da realizzare. Ora, evidentemente, sono sicuri di essere in massa e propongono di ritrovarsi, il giorno 14, alle 6 di mattina (mai forse manifestazione è stata convocata ad un orario simile) "per cercare di impedire alla banda dei ricchi di entrare nei palazzi del vertice" (la sala Borsa e palazzo Re Enzo). Concentramento principale in via Rizzoli, secondari in via Farini, piazza Minghetti e via Ugo Bassi.
Cercheranno di accerchiare il centro e alle 9 tenteranno un sit-in in piazza Nettuno, dove ieri il movimento si è riunito con le sedie prese in prestito all'ex cinema Ambasciatori, applicando il concetto secondo il quale "nessuno può circondare strade e piazze con gente armata e impedire per quattro giorni l'ingresso a chiunque. La piazza non può essere confiscata". A mani nude "ma decisi a non farci sottomettere dalla forza".
Il primo appuntamento della Rete (ma già sabato 10 organizzeranno un corteo altre realtà "antagoniste" come autonomi e anarchici) è stato anticipato a domenica 11, con una mobilitazione al campo profughi di Trebbo "per affermare la libertà di movimento e il diritto all'accoglienza". Il 12, altra novità: "I signori dell'Ocse andranno in visita ai distretti industriali e noi li seguiremo per rompere le uova nel paniere, per spiegare a chi lavora chi sono quei signori in visita turistica". Mentre litigano i sindacati (le Rdb non vogliono aver vicini Cgil, Cisl e Uil, non accettati nemmeno da autonomi e anarchici), ieri il consiglio comunale è stato quasi del tutto riservato al vertice Ocse. Il presidente Leonardo Marchetti ha annunciato la sospensione del consiglio di lunedì prossimo "per ragioni di prudenza. Nello stesso orario si terrà una riunione Ocse a due passi da qui, nel salone degli Anziani".
La decisione ha fatto sobbalzare il vicepresidente Maurizio Cevenini: "E' una scelta non concordata". Critico anche Daniele Carelia di An: "Facciamo piuttosto il consiglio in piazza a mo' di presidio". Nella discussione in aula, Massimiliano Mazzanti di An, ha avanzato una singolarissima provocazione: "Perché non proporre un baratto al sindaco Rutelli? I gay del World Pride che sfileranno a Roma infatti a Bologna non arrecherebbero i danni e i problemi che, probabilmente, produrranno gli autonomi". Davide Ferrari dei Ds è insoddisfatto dell'informazione della giunta sulle iniziative logistiche a favore dei manifestanti, l'assessore GianLuca Galletti ha ribadito il dialogo con chi manifesterà in modo nonviolento e il significato politico del convegno Ocse:"Porterà un grandissimo valore in termini culturali, economici e d'immagine. La scelta di Bologna premia un tessuto industriale che ora rappresenta una possibilità di sviluppo anche per i paesi del terzo mondo".





06/06 - I SINDACATI: "SI' AL DIALOGO SENZA ADERIRE ALLE PROTESTE"

"DIALOGHIAMO con la rete no Ocse, senza aderire formalmente alle loro iniziative". Anche Cgil, Cisl e Uil, ad una settimana dal vertice Ocse e dalle contromanifestazioni annunciate dai contropiani, prendono posizione sul tema della globalizzazione. Una posizione, assicurano, nata da anni di esperienza: "I sindacati combattono la globalizzazione ogni giorno, quando lottano per difendere il posto di lavoro degli operai, prime vittime di questi processi economici". Alessandro Alberani (Cisl), Danilo Barbi (segreteria regionale Cgil) e Stefano Manica (camera del lavoro) danno notizia dell'assemblea pubblica l'8 giugno, dove i sindacalisti si confronteranno con alcuni esponenti della rete no Ocse. L'appuntamento precede quello del 12 giugno (apertura del vertice) organizzato dalle segreterie nazionali dei tre sindacati sulla democrazia nell'economia globale: a chiudere i lavori nell'aula magna di Santa Lucia sarà il leader della Cgil, Sergio Cofferati. "Il punto di partenza- dice Alberani - è una voglia di confronto reciproca. Su questi temi abbiamo fatto una lunga elaborazione che vogliamo mettere a disposizione, senza nessun tentativo di effettuare un controllo politico sul movimento". L'assemblea di giovedì "serve ad un esplicito riconoscimento dei contropiani-aggiunge barbi - e sarà un tentativo politico di dialogo. A noi interessa costruire un rapporto che duri anche dopo il vertice Ocse". I tre sindacati, però, non aderiscono formalmente alle iniziative di protesta annunciate, anche se "sicuramente nostri militanti saranno in piazza in quei giorni o ai convegni alternativi".





05/06 - Oggi e domani due assemblee; già stasera in piazza Nettuno verrà resa
pubblica la linea
IL SUMMIT ANTI-OCSE
I centri sociali decidono le strategie di protesta
di BRUNELLA TORRESIN

CONTROPIANI, la rete di associazioni e centri sociali che contesta lo svolgimento del vertice dell'Ocse a Bologna, annuncerà questa sera in piazza Nettuno tutte le azioni che intende assumere per "impedire, disturbare, boicottare, bloccare, contestare, ridicolizzare, sabotare" i lavori dell'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo, come si legge nel sito web degli organizzatori del controvertice. La Rete bolognese aveva chiesto la disponibilità di Sala Borsa, ma non è stata concessa; l'assemblea si farà ugualmente e si farà in piazza Nettuno, a partire dalle 21. È la risposta all'annunciata visita a Bologna del ministro dell'industria Enrico Letta, in città giovedì prossimo per aprire un dialogo e scongiurare la contestazione più dura. Ed è anche la risposta alla stampa americana che nei giorni scorsi, sulle colonne dell'Herald Tribune e della Washington Post, ha ammesso il rischio di "manifestazioni ostili" a Bologna dal l2 al 15 giugno. Come, con chi e dove "boicottare l'ennesimo vertice di ministri e delegati industriali, come già successo a Seattle e sulla scia di mobilitazioni ad Ancona, Firenze e Genova" verrà discusso stasera dalla Rete cittadina assieme a chiunque vorrà prendere parte all'incontro. E verrà nuovamente discusso domani, al Teatro Polivalente Occupato, nel corso di una seconda assemblea che questa volta riunirà gruppi e associazioni non solo cittadini anche nazionali, centri sociali o semplici aderenti all'appello di Contropiani NoOcse. Chi sono? L'elenco pubblicato in Internet è davvero molto ampio, dai Centri sociali del Nord-Est (un cartello che collega i centri di Venezia, Marghera, Padova, Vicenza, Rovigo) a Leoncavallo di Milano, da Wu Ming, il nome collettivo che ha sostituito il disciolto Luther Blissett allo scrittore Pino Cacucci, dai docenti universitari alla parrocchia di San Giacomo Apostolo di Sant'Angelo a Scala, in provincia di Avellino...
È comunque confermata la catena umana che mercoledì 14 giugno cingerà i luoghi in cui si svolgerà il vertice. La manifestazione del 14 sarà preceduta da una sene ininterrotta di convegni: "Globalizzazione, guerra ecologica e politiche di riarmo" (8 giugno, Istituto Ciamician), "Diritto al sapere e alla conoscenza critica e logica d'impresa" (11 giugno, Sala Benjamin), "La globalizzazione e l'America Latina", "Sicurezza nei luoghi di lavoro", "Libertà di movimento per tutti gli esseri umani" (12 giugno, Facoltà di Scienze Politiche), "Salario minimo planetario", "libertà d'accesso ai saperi" (13 giugno, Facoltà di Economia)... Incontri della rete sono previsti mercoledì 7 giugno, a Villa Serena, con una grande festa di autofinanziamento, e poi ancora assemblee generali martedì 13 giugno e giovedì 15 giugno, ore 21 alla Multisala di via dello Scalo.





04/06 - Herald Tribune e Washington Post dedicano un lungo articolo sulla contestazione in città: "Spettro Seattle"
OCSE, ALLARME SULLA STAMPA USA
E il ministro Letta: "Pronti a dialogare coi centri sociali"
di CARLO GULOTTA

ADESSO le paure di Bologna per il vertice Ocse fanno il giro del mondo. L'allarme per la mobilitazione della rete No-Ocse ieri è comparso sulle pagine del Washington Post, in una corrispondenza da Roma di Jim Hoagland. Il "pezzo" annuncia l'arrivo nella Capitale del presidente russo Wladimir Putin per lunedì prossimo, con la previsione che "In Italia non dovrebbero esserci manifestazioni ostili. Potrebbero essercene, invece, quando la una volta oscura Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo si riunirà a Bologna. Benvenuti nell'era post-politica della globalizzazione", scrive Hoagland, analizzando un fenomeno di contestazione globale contro i poteri economici forti nato a Seattle e che adesso potrebbe farsi sentire anche sotto le Due Torri. Intanto il ministro dell'industria Enrico Letta cerca il dialogo coi contestatori anti-Ocse. Letta sarà in città giovedì, proprio per discutere su come affrontare la contestazione che ambientalisti, centri sociali, autonomi e oppositori della globalizzazione hanno annunciato in occasione del vertice in programma dal l2 al 16giugno. E' stato lo stesso Letta ad annunciare il suo intervento diretto, in occasione dell'incontro di ieri pomeriggio con gli imprenditori cristiani dell'UCID. "Giovedì sarò a Bologna per vedere come gestire al meglio la situazione - ha detto il ministro - perché la manifestazione deve riuscire bene sia per le realtà territoriali locali, sia per le piccole e medie imprese, sia per il Paese intero. Dobbiamo vivere questo appuntamento con spirito di dialogo perché oggettivamente tocca temi e problemi che sono molto delicati, tocca sensibilità e difficoltà oggettive". La prima manifestazione di contestazione, organizzata dagli anarchici della Fai, è attesa per sabato prossimo, in piazza dell'Unità.






04/06 - Prove di dialogo Sinistra-antagonisti. Differenze, polemiche e tanto fair play
IL SALARIO PLANETARIO BUSSA ALLA PORTA DEL CLUB DEI RICCHI
di LUCIANO NIGRO

"BLOCCARE un convegno dell'Ocse sulle piccole e medie imprese è un obiettivo che non condivido. Ripeto: che non condivido", scandisce Mauro Zani, il grande capo della Quercia emiliana. E a questo punto ti aspetteresti una reazione forte, magari violenta, dai 150 ragazzi figli di Seattle che riempiono il palazzo dei Notai e che si preparano a boicottare in nome del "salario minimo planetario" e "della libertà di movimento per tutti" l'imminente vertice di industriali e di ministri dei paesi ricchi. E invece no. C'è qualcosa di surreale nell'inedito faccia a faccia tra Utopia e Realpolitik che va in scena, in un caldo venerdì sera davanti a finestroni che si affacciano su piazza Maggiore, imminente vetrina del vertice Ocse e probabile campo di battaglia dei contestatori. E la sorpresa non sta nel numero di Pino De Marchi, già "Pino angoscia", che si toglie le scarpe e balza in piedi sul tavolo dietro al quale, con Zani, siedono Antonio La Forgia dei Democratici, Paolo Galletti dei Verdi, Ugo Boghetta di Rifondazione e il cossuttiano Rocco Giacomino, ospiti della rivista Zero in Condotta. La novità è che due mondi così lontani si parlino. Se le dicono di santa ragione, ma con fair play. Attacca Luca, alto, t-shirt bianca e quattro vistosi orecchini. Tocca a lui esprimere il punto di vista di Contro-Piani No-Ocse. "Non siamo a quel tavolo - esordisce - non per disprezzo, ma per marcare una differenza". E in buon italiano chiarisce gli scopi del movimento: "Noi impediremo lo svolgimento dei lavori del vertice Ocse". Che può rispondere Zani, uno dei campioni della sinistra che governa in Italia? Che non è d'accordo, naturalmente. E allora perché invitare il movimento al dialogo? Zani risponde con convincente sincerità. "Proposi un confronto dopo la manifestazione contro i fascisti di Forza Nuova perché temevo la deriva del silenzio". Finita a sinistra l'illusione che basti la governabilità o una nuova legge elettorale per risolvere i problemi, la sinistra secondo Zani deve tornare a volare alto. E' qui che ha vinto Berlusconi e perso la sinistra. "I valori - dice - non sono roba da preti, ma per chi pensa a un mondo diverso da questo che non ci piace". Dunque, vediamo se ci sono le condizioni per creare "un grande movimento di opinione su libertà e democrazia". Anche in Emilia, "dove aver fatto la giunta e un buon programma, non risolve i problemi della sinistra". La Forgia condivide e provoca con garbo i suoi interlocutori: "La democrazia è in crisi, ma prendersela con l'Ocse o il Wto è rassicurante. Io sono d'accordo con Marcello Lippi che assieme a Julio Velasco considero il più grande politologo italiano e che ha usato una metafora convincente: "Ci sentiamo su un treno che corre velocissimo e se domandiamo al capotreno dove sta andando, ci risponde che in cabina di guida non c'è nessuno"". E ancora: "Io sono molto interessato a far sì che l'Italia e l'Emilia restino nel club dei ricchi. Il salario planetario, mi sembra solo una bella parola che salva la coscienza". Realismo, ragazzi. E i No-Ocse contrattaccano. "E' di sinistra la vostra guerra del Kosovo, fa parte dei valori costruire i lager per immigrati?", chiede Federico, di Atlantide, tra applausi scroscianti. Luigi Marinelli delle Rdb e Piergiorgio Nasi, sulla scia di Boghetta ("Siamo qui perché è ripartito il conflitto, è dal conflitto che nasce la speranza di cambiare il mondo"), contestano Ocse e modello emiliano delle piccole imprese, che ha prodotto flessibilità, morti sul lavoro, salari da fame e democrazia zero. Distanze abissali, ma Zani non molla. "E' vero, ho glissato sui centri per immigrati, ma difendo con le unghie e con i denti quella legge perché qualunque cosa verrà dopo sarà peggio". Buonanotte Utopia. Buonanotte Realismo. Alla prossima prova di dialogo.





02/06 - Industria, boom a marzo di fatturato e ordinativi

ROMA - Prosegue la buona stagione dell'industria italiana. Nel mese di marzo - secondo i dati diffusi in mattinata dall'Istat - il fatturato è cresciuto del 13,6 per cento. Ancora migliore il risultato degli ordinativi, che con un aumento su base annua del 18,5 per cento hanno segnato il secondo record consecutivo, raggiungendo un livello che non si toccava dal marzo 1998.
L'ottima prestazione - che supera quella di febbraio (17,6 per cento) è da attribuirsi ad un incremento del 22,1 per cento degli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 14,4 per cento di quelli esteri. I settori che hanno tirato di più sono quelli relativi ai mezzi di trasporto (18,3 per cento), agli apparecchi elettrici (26,9) e alla produzione di fibre sintetiche.
Per quel che riguarda il fatturato, l'aumento ha interessato per il 4,9 per cento i beni di consumo, per il 13,1 quelli di investimento e per il 21,3 quelli intermedi.Nel dettaglio, i valori più alti sono quelli registrati dalle raffinerie di petrolio (37,2 per cento) e dai produttori di mezzi di trasporto (18,3).
Il momento positivo dell'industria italiana è confermato dall'analisi dei dati del primo trimestre del 2000 sul corrispondente periodo dell'anno precedente. Il fatturato è aumentato del 14,6 per cento e gli ordinativi dell'11,3.





02/06 - Affollata assemblea all'ex Ambasciatori per preparare i giorni della
protesta anti-vertice
ELMETTI E CARRELLI CONTRO L'OCSE
Catena umana per fermare "la grande abbuffata"
di LUIGI SPEZIA

DUE simboli, il carrello della spesa degli ipermercati e gli elmetti gialli antinfortunio degli operai e un obiettivo: circondare con una langhissima catena umana una grande fetta del centro, che ha dentro Piazza Maggiore e i palazzi storici e le prestigiose sale, che a loro volta hanno dentro tutti i delegati dell'odiata Ocse. Nel centro medievale di Bologna verra' sceneggiato un assedio d'altri tempi, e se proprio non ci saranno il tempo, il numero e la forza per impedire fisicamente l'accesso delle delegazioni dei paesi stranieri alla Sala Borsa, cuore del vertice dell'organizzazione per la cooperazione economica, la sera del 14 giugno si tentera' almeno di bloccare tutti dentro e impedire il trasferimento nella villa dei piaceri che e' Villa Albergati, dove verra' offerta la cena di gala ai rappresentati dei 29 paesi membri dell'Ocse.
Lo scenario e' stato schizzato mercoledi' sera in un'affollatissima assemblea della Rete No Ocse nel solito vecchio e affumicatissimo ex cinema Ambasciatori, dove trecento persone hanno dibattuto le mosse delle contromanifestazioni dal 12 al 15 di giugno. Erano presenti anche edlegazioni di un centro sociale di Feltre ("verremo giu' con una corriera"), del centro sociale Vittoria di Milano, del Comitato antagonista toscano, venuti a prendere indicazioni di strategia per le giornate che secondo i desideri degli organizzatori dovrebbero ricordare Seattle. Una grande catena umana quindi, quattro-cinque punti di concentramento attorno a Piazza Maggiore nel giorno clou del 14, per infastidire, disturbare il vertice Ocse. Una battaglia di logoramento e di blocco, piu' che di scontro frontale. "Facciamo una massa dei nostri corpi in Piazza Maggiore, con tante iniziative di resistenza attiva", immagina Federico del centro sociale Atlantide, attorno al vertice sulle piccole e medie imprese. Non ci saranno forse piu' i "gommoni" del 13 maggio e di Genova presi a bastonate dalla polizia (ma il 14 alle 16 sfila comunque il sindacato antagonista), sembra piuttosto prevalere questa strategia avvolgente dell'accerchiamento o, come ha detto l'inossidabile Pino reduce del '77, la strategia del "pressing". E comincia a girare un termine ripreso da Seattle, "show down", che significa piu' o meno "calare le carte, svelarsi davanti all'avversario". Ma ci sono anche curiose tecniche occulte messe in campo, una "rete di informatori" per spiare le mosse del nemico. "Bisogna fare un primo sit-in Piazza Maggiore il giorno 12 - dice Valerio Monteventi di Rifondazione - e poi i compagni che lavorano negli alberghi debbono dirci dove sono le delegazioni straniere e tenerle sveglie il piu' a lungo possibile". "Ci vogliono i tamburi, chiamiamo i punk-a-bbestia", urla qualcuno. Nelle retrovie il lavoro di intelligence lo faranno anche "i compagni dell'Atc, che ci diranno come verranno spostati i percorsi dei bus e quindi sapremo come sara' disposta la polizia". "Il 14 speriamo di essere molte migliaia. - continua Monteventi - In piazza di saranno 2500 poliziotti. Bisogna tenere bloccato il quadrilatero per sette, otto ore. Debbono fare fatica ad uscire per la cena di gala. Bisogna essere visibili. Un corteo con i gommoni, come a Genova, e' fine a se stesso... diverso e' fare una catena umana in quattro o cinque vie, cosi' ogni gruppo si sceglie la propria via e superiamo anche le divergenze".
La battuta e' per l'intervento di un inviato del centro sociale milanese, che chiede unita' di obiettivi "non come a Genova, dove si sono formate delle cordate, mentre a Seattle tutti hanno rivendicato tutto. Noi siamo pacifici ma non pacifisti". Vuol dire che in piazza si puo' anche fare violenza? L'intervento del rappresentante dei Cobas della scuola e' d'accordo con i milanesi e i fiorentini che vogliono una manifestazione unica. Il dibattito si accende, uno del centro Atlantide dice che "i raid sono esclusi, se volete assalire le vetrate delle banche potete farlo tutto l'anno", perche' farlo proprio durante le manifestazioni come a Genova? Quello del Comitato antagonista toscano, che non e' piu' giovanissimo, si irrita un po' contro i ragazzi bolognesi che guardano verso i toscani e i milanesi quando parlano dei timori per l'arrivo incontrollato di gente da fuori ("Magari vengono diecimila giapponesi e radono al suolo Bologna"). "Alle vetrine mettiamoci una pietra sopra", chiude l'argomento Chiara della rete, con un gioco di parole. Intanto un gruppo chiede altra gente disponibile per fare "volantinaggi per la citta' su carrelli della spesa, per dimostrare che gli effetti economici e sociali della globalizzazione interessano tutti" e Federico di Atlantide propone di scendere in piazza non piu' con i caschi, ma con gli elmetti "da operaio delle piccole e medie imprese" e di fare un'ultima manifestazione festosa il 15. Alla fine, si torna a chiedere anche la simbolica Sala Borsa per il giorno 5 e per questo il diessino Diego Benetti ha scritto al sindaco Guazzaloca: "Concedetela o date una soluzione alternativa".





03/06- LETTA E GUAZZALOCA LANCIANO L'OCSE. NEGATA SALA BORSA
di LUIGI SPEZIA

PRIMA presentano il controvertice, poi il vertice. Lunedì la rete No Ocse parlerà in piazza alla città, mentre l'8 giugno si terrà la conferenza stampa del ministro per l'Industria Enrico Letta, sull'appuntamento mondiale in programma sotto le due torri dal 12 al 15 giugno. La data è stata decisa ieri in un incontro in Comune tra il sindaco Giorgio Guazzaloca, il presidente della Provincia Vittorio Prodi e Lorenzo Lo Cascio, responsabile organizzativo del convegno dei paesi che aderiscono all'Organizzazione per la cooperazione economica. Alla conferenza stampa ci saranno oltre a Guazzaloca e Prodi, anche il presidente della regione Vasco Errani. Si è fatto anche il punto sulla disponibilità dei locali per gli appuntamenti alternativi organizzati dai contestatori della Rete No Ocse. Vittorio Prodi ha ribadito la sua disponibilità a fare da mediatore con la Rete, ma la sua offerta è stata prontamente respinta dalle Rdb, i sindacati di base che sfileranno in un corteo nazionale nel pomeriggio del 14. La rete No Ocse aveva richiesto la Sala Borsa per il 5 giugno, ma il no è arrivato ieri mattina da Lo Cascio, che ha spiegato al consigliere comunale di Rifondazione Valerio Monteventi che la Sala Borsa non è disponibile per motivi tecnici, poichè sono ancora molto indietro i lavori di allestimento in vista del vertice. Monteventi, in una lettera scritta ieri in occasione del voto per il nuovo rettore, ha persino scherzato sul suo attuale ruolo, qualificandosi nell'intestazione "consulente del sindaco ai rapporti con i centri sociali e con le realtà difficile". Mentre la Rete si riunirà dunque all'aperto, con sedie sotto la fontana del Nettuno, i Verdi dell'Emilia Romagna, senza invitare l'ex consigliere comunale Filippo Boriani che ne fa parte, hanno intanto affermato la loro adesione alla Rete No Ocse. Il presidente regionale Mauro Bulgarelli e il capogruppo del Sole che ride in Regione Daniela Guerra hanno detto che comunque non vogliono egemonizzare il movimento, ammesso che sia facile. La preoccupazione trai commercianti di via Indipendenza per i giorni del vertice Ocse e soprattutto per le contromanifestazioni, l'ha espressa il consigliere della Tua Bologna Alberto Vannini, leader di quella zona commerciale: "Tutti si aspettano indicazioni sul comportamento da tenere - dice Vannini - non sarebbe una bella scena accogliere i ministri stranieri con le serrande abbassate. Tutti mi chiedono consigli. Prima di dire alla gente di tenere chiusi i negozi voglio capire bene quali garanzie ci possono essere date". L'ottico Luigi Pasquini ex candidato sindaco della Lega mette in guardia: "In caso di incidenti, devono dimettersi il questore, il sindaco e Monteventi".




01/06- IL CASO L'ex leader dell'Msi chiede a Monteventi di partecipare ai dibattiti con i centri sociali
LA FIAMMA DI RAUTI AL VERTICE ANTI OCSE?

LA FIAMMA Tricolore, la destra piu' a destra nel panorama politico nazionale, bussa alla porta della rete No Ocse - la sinistra antagonista - e chiede di entrare. L'anziano leader del movimento sociale italiano Pino Rauti vuole mischiarsi alla folla dei "pellegrini della globalizzazione" che saranno a Bologna, dal 12 al 15 giugno per disturbare in ogni modo i ministri dei principali paesi del mondo impegnati a rilanciare il ruolo "globale" della piccola e media impresa. E a chi il segretario Rauti poteva rivolgersi se non al rifondatore Valerio Monteventi? Il totem dell'ala "dura ma non troppo", al quale il sindaco ama appoggiarsi quando si tratta di capire "cosa hanno in testa quelli dei centri sociali", adesso ha stregato persino la destra rautiana. E' stato il referente bolognese della fiamma, Gino Caccia, a chiamare in comune il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista chiedendo di Monteventi. "Vorremmo sapere se ai dibattiti realizzati dalla rete No Ocse puo' partecipare anche il segretario Rauti" e' stata la domanda. Monteventi preso un po' in contropiede non ha dato risposta. Sara' il coordinamento della rete No Ocse ad esprimersi. Se Monteventi scopre di avere fan anche a destra, a Palazzo D'Accursio maggioranza litigano sul consiglio comunale previsto in un primo momento per il 12 giugno - in pieno evento Ocse - che ora la giunta vuol cancellare per non complicarsi la vita e per non esporre il Municipio ad eventuali contestazioni o strumentalizzazioni. I capigruppo consiliari hanno affrontato ieri il problema nel corso della settimanale riunione del mercoledi'. Alla fine del summit le opposizioni hanno firmato un comunicato in cui addossano a giunta e maggioranza la responsabilita' di "sottrarsi ad un confronto sulle questioni di cui tutta la citta' sara' partecipe". Secondo Ds, Pdci, Rc e Democratici, "il dibattito in consiglio comunale sull'Ocse sara' il primo punto della seduta del 5 giugno, ma non sara' introdotto dal sindaco e dalla giunta". Per l'assessore agli affari istituzionali Paolo Foschini, Forza Italia, si tratta pero' di "una polemica tirata per i capelli".
"Qui non c'e' nessuno che si sottrae a nessun dibattito - spiega - non vedo nessun rifiuto del confronto. E' stato chiesto ed ottenuto il dibattito per il 5 giugno in consiglio e molto probabilmente interverremo come giunta. Sulla data del 12 giugno mi sembra che ogni polemica sia davvero fuori luogo". Ieri sera alla riunione della rete No Ocse all'ex Ambasciatori e' stato annunciato un sit-in di protesta davanti alla Prefettura, perche', dicono i ragazzi di contropiani "la polizia continua a schedarci mentre facciamo volantinaggio". Per la prima volta hanno preso parte all'incontro anche alcuni centri sociali di Firenze e del Nord-Est.



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