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L'AIDS come paradigma della Globalizzazione
(traccia dell'intervento Vittorio Agnoletto, relazione per il seminario LIBERTA' D' ACCESSO AI SAPERI)



Una cartina di tornasole; una lente d'ingrandimento; un siero della verità. Chiamatelo come volete, ma una cosa è certa: l'Aids ci ha costretto a vedere il mondo in maniera diversa.
Non solo per il dramma dei malati e dei loro parenti, ma anche per gli opportunismi, le ipocrisie, le speculazioni che si sono avvicendate in questi anni e che poco per volta sono venute a galla, mostrando "un pianeta malato", eppure incapace di affrontare in maniera globale l'emergenza legata al virus Hiv.
Questo libro, scritto da un medico da sempre animato da interessi sociali e spirito critico, affronta tutte le grandi tematiche relative all'Aids, collocando le vicende italiane in una prospettiva e in uno scenario mondiale. Quella che emerge è l'altra faccia della globalizzazione: una faccia inquietante e poco presentabile, dove il 95% delle persone sieropositive vive in paesi nei quali i farmaci non sono disponibili perché troppo cari; o dove esistono Paesi - stiamo parlando di alcuni Stati africani - in cui l'attesa di vita è diminuita di quasi vent'anni in seguito ai decessi causati dall'Aids. E non è finita: perché se il "Primo mondo" trova farmaci in grado di prolungare la vita e, forse in futuro, un vaccino efficace, questo avviene anche grazie alle sperimentazioni selvagge realizzate in quel "sud del mondo" dove, al di là di ogni codice etico, migliaia di persone vengono usate come cavie umane. Ma accanto alle storie "da dimenticare" - che Agnoletto, la Lila e altre associazioni hanno contribuito a denunciare e raccontare - ci sono storie da ricordare. Storie di malati, parenti, amici, volontari che, attraverso un protagonismo in prima persona, hanno costruito network internazionali, contestato e occupato sedi di case farmaceutiche, interrotto trasmissioni televisive. Perché tra le tante facce dell'Aids vi è anche quella di una malattia che , per la prima volta, ha dato la parola direttamente alle persone malate, diventando un'autentica palestra di solidarietà e prevenzione, ricerca e assistenza. L'Aids, dunque, non più e non solo come malattia, ma anche come metafora di quello che, nel bene e nel male, è avvenuto e avviene nel nostro pianeta.

<<La storia dell'Aids, la lotta contro il virus dell'Hiv, non è terminata nel mondo e nemmeno in Italia. Ancora tanto sangue dovrà essere versato prima che un vaccino efficace sia scoperto e sia reso effettivamente disponibile nel nord come nel sud del nostro pianeta. Molte delle morti che ancora verranno, come delle tante che fino ad ora si sono accumulate, saranno da imputare all'indifferenza e al moralismo delle autorità politiche e religiose, alla sfrenata competizione interna al mondo scientifico e all'insaziabile ingordigia delle multinazionali farmaceutiche.>>

tratto dalla scheda di presentazione del libro di Vittorio Agnoletto (Edizioni Baldini & Castoldi ) "LA SOCIETA' DELL'AIDS - LA VERITÀ SU POLITICI, MEDICI, VOLONTARI E MULTINAZIONALI DURANTE L'EMERGENZA"
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