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IO, DONNA VADO IN PALESTINA
Per il diritto alla vita, terra, libertà del popolo palestinese
Per la pace tra israeliani e palestinesi
Il diritto e il bisogno di donne, uomini e bambini di Palestina, di vivere liberamente con giustizia e pace in un loro stato senza più subire laggressione delloccupazione militare israeliana , fa appello direttamente a ciascuna di noi.
La loro insurrezione è la risposta allingiustizia e alla violenza delloccupazione militare dello stato israeliano.
Dal 27 settembre ogni giorno i palestinesi muoiono. Ogni giorno uso di fucili, missili, bombardamenti, torture. Ad oggi sono più di duecento i palestinesi morti, tra loro bambini/e, giovani, donne, uomini, più di 7000 i feriti, tra di loro persone che saranno invalide per sempre. Ma anche tra gli israeliani ci sono vittime e le loro morti pesano su chi non vuole la pace.
I palestinesi chiedono e invocano la presenza sul loro territorio delle forze delle Nazioni Unite per essere difesi dal massacro. I comitati delle donne palestinesi lanciano un appello al mondo perché non resti in silenzio mentre in Palestina si muore. Le donne israeliane per la pace si uniscono allappello delle donne palestinesi.
Nessuno fra i paesi che si dicono democratici e civili, e nemmeno lOnu, per il veto degli Stati Uniti, ha raccolto questi appelli e intrapreso azioni efficaci per difendere la popolazione palestinese. Il mondo dei potenti osserva complice la strage di chi rivendica il suo diritto alla vita, alla terra, alla libertà.
Noi donne italiane che crediamo nella pace vogliamo rispondere a questi appelli e portare i nostri occhi testimoni, i nostri corpi solidali nei luoghi in cui si violano i più elementari diritti umani
Andiamo in Palestina per fare, simbolicamente, quello che le Nazioni Unite non vogliono e che dovrebbero fare: interporsi pacificamente in difesa degli inermi, cercare di impedire la violenza quotidiana, testimoniare la verità.
E vogliamo continuare a costruire relazioni con donne e uomini, palestinesi e israeliani, che lavorano per una pace giusta: il riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini del 67, il ritorno dei profughi alle loro case, lo smantellamento degli insediamenti israeliani, Gerusalemme città condivisa, capitale dei due stati.
E la difesa della legalità internazionale che chiediamo di fare rispettare.
Lo chiediamo allItalia, allEuropa, allOnu e a tutti i paesi del mondo. Israele non può essere al di sopra di ogni giudizio. Lapplicazione del diritto è lunica via possibile per la pace in Medio Oriente. E la sola strada affinchè palestinesi e israeliani possano finalmente vivere in pace.
A partire da Sabato 2 Dicembre e per una settimana a rotazione gruppi di donne si alterneranno in Palestina e in Israele, per incontrarsi con le associazioni di donne, visitare gli ospedali, i villaggi, i luoghi bombardati, accompagnare le contadine minacciate dai coloni alla raccolta delle olive, fermarsi ai check point militari, e tanto altro.
Donne in nero e non solo
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