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Globalizzazione ed accesso diseguale alla cura Esiste una differenza che cresce sempre più, rispetto allaccesso alla cura tra le persone che vivono nei pesi più sviluppati ed i cosiddetti "paesi in via di sviluppo". Nel caso dellHIV/AIDS, queste differenze e le tragiche conseguenze di questa diseguaglianza sono drammaticamente evidenti. Come riportato nel Rapporto della "United Nations Human Development" nel 1999 "Più di 33 milioni di persone vivevano con HIV/AIDS nel 1998, con 6 milioni di nuove infezioni nello stesso anno. Lepidemia si sta rapidamente spostando verso nuove zone del pianeta, come ad esempio le zone rurali dellIndia e lEuropa dellEst. Considerando che il 95% delle 16.000 nuove infezioni quotidiane riguardano i paesi in via di sviluppo, lAIDS è ormai diventata una malattia dei poveri, riducendo drammaticamente le attese di vita, ed annullando di colpo i risultati raggiunti nelle decadi trascorse. Per nove paesi Africani, è prevista una riduzione rispetto allattesa di vita di 17 anni entro il 2010, fino a tornare ai livelli del 1960" Sia le nuove infezioni, che le morti per AIDS sono concentrate nei paesi in via sviluppo, ed in modo particolare nellAfrica sub-Sahariana, regione in cui né le terapie di combinazione con i nuovi farmaci contro lHIV disponibili in occidente dal 1996, né gli antibiotici e gli anti micotici che sono fondamentali per combattere le infezioni associate allHIV, sono disponibili ed accessibili a tutti. Questo in evidente contrasto con la diffusa disponibilità di questi farmaci nella maggior parte dei paesi più ricchi del pianeta. Negli USA, ad esempio, le morti dovute ad AIDS si sono ridotte del 66% in tre anni, soprattutto grazie allintroduzione delle nuove cure. Una delle principali ragioni di un accesso così evidentemente diseguale è che questi trattamenti sono "semplicemente" troppo costosi. LUNAIDS, in una sua nota tecnica osserva che, mentre la disponibilità delle cure "non dipende unicamente dal mancato accesso ai trattamenti . questo fattore è comunque quello che probabilmente risulta il più importante tra tutti". E che "Il prezzo è un elemento fondamentale rispetto allaccesso uno dei più importanti fattori è se i farmaci siano soggetti a brevetto oppure siano farmaci "generici", i cui diritti siano scaduti (quindi venduti ad un prezzo molto vicino a quello effettivamente richiesto per la loro produzione). Come conseguenza diretta di questa situazione, milioni di persone ammalate di AIDS muoiono prematuramente a causa della mancanza di trattamenti che siano accessibili ed economici. Mentre le multinazionali farmaceutiche si sono mosse efficacemente a tutela dei loro interessi presso i governi dei paesi più industrializzati, sostenendo politiche commerciali basate sulla "globalizzazione delle economie e dei mercati", è chiaro che gli unici interessi tutelati da queste politiche sono quelli delle stesse imprese commerciali, non dei consumatori e certamente non quelle della maggior parte delle persone che si sforzano di sopravvivere allenorme pandemia globale rappresentata dallAIDS. Oltre a questo, né le case farmaceutiche, né le organizzazioni commerciali, e nemmeno i governi, hanno il coraggio di ammettere che la globalizzazione dei brevetti farmaceutici sta ingigantendo le differenze di accesso alle cure più efficaci, ed ad altre risorse fondamentali che riguardano la tutela della salute nel mondo. Le promesse diffuse in tutto il mondo dalle multinazionali farmaceutiche, che la globalizzazione possa ridurre le barriere tra i popoli, migliorare laccesso ai trattamenti, stimolare lo sviluppo di una maggiore qualità e sostenibilità delle cure mediche, sono bugie alle quali va tolto ogni diritto di cittadinanza. La promozione di una maggiore consapevolezza rispetto al fatto che la questione relativa ai cosiddetti "diritti intellettuali" è un primo passo, assolutamente fondamentale nella ricerca di una soluzione globale che garantisca REALMENTE il diritto alla salute su base planetaria, va ribadito con forza in ogni sede possibile. Le azioni sostenute dei paesi più ricchi per rimuovere su scala globale ogni barriera commerciale tra le diverse nazioni, non possono ignorare il fatto che decine di milioni di persone stanno morendo per AIDS o per altre patologie gravi, e che a queste persone deve essere garantito il diritto di avere acceso a quei farmaci che rappresentano la differenza tra la vita e la morte. Le multinazionali, i governi, e le organizzazioni commerciali che ne tutelano i "diritti" forse ignorano che:
La registrazione forzata è una modalità secondo la quale i governi possono, in determinate circostanze, autorizzare la produzione dei farmaci senza lautorizzazione del "proprietario" del brevetto. Limportazione parallela garantisce ai governi la facoltà di acquistare una farmaco da una terza parte, non necessariamente la casa farmaceutica produttrice, traendo vantaggio dal fatto che le case farmaceutiche fissano prezzi anche molto più passi in alcuni paesi (Il Diflucan costa ad esempio $23.50 In Italia e $.95 in India; nello stesso paese lAZT, un farmaco contro lHiv che con il suo utilizzo ha ridotto la trasmissione verticale tra madre di oltre il 60%, costava nel 1999 solamente $48 contro i $239 al mese negli USA)
Chiediamo che:
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