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CHI HA MANIFESTATO A WASHINGTON?

da "Bandiera Rossa" n. 99, maggio 2000

L’assemblea di primavera del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca mondiale (Bm) a Washington e’ stata l’occasione per nuove mobilitazioni contro la globalizzazione liberista: cortei, blocchi stradali, centinaia di arresti, ecc. Una delegazione di Attac era presente, nelle persone di Pierre Tartakowsky e Christophe Aguiton. "Rouge" ha posto a quest’ultimo qualche domanda.

Chi e’ sceso per strada a Washington?

Si e’ trattato di una settimana di mobilitazioni nell’ambito della quale ci sono stati tre momenti forti: una prima manifestazione il 9 aprile che rivendicava l’annullamento del debito dei paesi del Sud, promossa da Giubileo 2000. L’11 aprile, nuova manifestazione organizzata questa volta dal sindacato americano (Afl-Cio) e dall’associazione Public Citizen contro l’apertura di nuovi negoziati nel quadro del Wto e contro l’adesione della Cina a questo organismo. Quest’ultima rivendicazione e’ espressione di una protesta umanitaria contro il regime di Pechino e di una lotta contro la concorrenza di prodotti fabbricati in assenza di legislazione sociale e di sindacalismo indipendente. Infine, la manifestazione piu’ importante simbolicamente e piu’ partecipata, quella di cui hanno parlato i mass-media, ha avuto luogo domenica 16 aprile in occasione dell’apertura dell’assemblea di primavera dell’Fmi e della Bm, promossa da «50 ans, ça suffit», una coalizione larga, di cui il «Direct Action Network» (Dan) - l’organizzazione che si e’ distinta a Seattle - e’ stata una delle componenti principali. E’ attraverso questo Network che si esprime la radicalizzazione di un settore significativo della gioventu’ americana: l’80% dei manifestanti di Washington ha risposto ad un suo appello per il blocco totale del centro citta’, destinato a perturbare la riunione delle istituzioni finanziarie. I giovani che si identificano con il Dan sono in grandissima maggioranza studenti, con un debole presenza di neri e di chicanos; sono molto sensibili alle tendenze della contro-cultura e ai temi libertari o a quelli legati alle battaglie dell’ecologismo radicale.

Il Dan funziona con una struttura a rete, che coordina gruppi affini; si introduce nelle falle del sistema americano utilizzando i diritti riconosciuti dalla legge. E’ un movimento molto radicale: svariate migliaia di giovani hanno partecipato alle iniziative sapendo che rischiavano di essere arrestati. Questo movimento presenta alcuni tratti in comune con, ad esempio, il movimento «Reclaim the Street» in Gran Bretagna, il gruppo che ha promosso le manifestazioni del giugno dell’anno scorso e che e’ sceso in piazza il 1. Maggio a Londra. O con la parte piu’ consistente degli studenti dell’Unam di Citta’ del Messico, con il movimento degli "Autonomi" tedeschi o con i "centri sociali" in Italia. Esperienze di radicalizzazione giovanile, con alcuni tratti peculiari che le accomunano, che in Francia non conosciamo in queste forme (i canali di radicalizzazione presentano caratteristiche parzialmente diverse.

Come analizzare la presenza alle manifestazioni del sindacalismo americano? La partecipazione dell’Afl-Cio, a Seattle come a Washington, testimonia di un cambiamento in profondita’ del sindacalismo americano. Esso ha conosciuto negli ultimi decenni una crisi importante, come e’ successo in tutti i paesi sviluppati, ma con conseguenze piu’ gravi sul piano legislativo: la legislazione ad esempio oggi prevede il voto nelle imprese per determinare il riconoscimento (o il non riconoscimento) del sindacato nell’azienda. Il sindacalismo americano soffre di una crisi di legittimita’ e di un ridimensionamento della propria base sociale tradizionale (la metallurgia, i servizi pubblici) cosi’ come di una quasi assenza nel settore della "new economy".

Nel 1995, c’e’ stato un rinnovo del gruppo dirigente della centrale sindacale ed e’ emersa la volonta’ di impiantarsi nei nuovi centri dell’economia e tra i nuovi settori del lavoro salariato: minoranze etniche, quadri, precari, donne. Questo orientamento ha portato l’Afl-Cio a considerare con piu’ attenzione le rivendicazioni proprie di queste nuove realta’ (per esempio la lotta per la regolarizzazione degli immigrati clandestini) e a confrontarsi con le associazioni che intervengono in questi ambiti. L’apertura al mondo associativo, gia’ presente durante le manifestazioni di Seattle, si e’ rafforzata ulteriormente a Washington. Infatti, rappresentanti dell’Afl-Cio hanno partecipato ai Spokecouncils, riunioni "clandestine", emanazione dei gruppi federati nel Dan, allo scopo di preparare le operazioni di blocco dell’assemblea generale dell’Fmi e della Bm. Pratica poco immaginabile per il sindacalismo degli altri paesi sviluppati!

Non c’e’ forse una logica protezionista in queste manifestazioni? C. Aguiton – Teniamo presente che nel sindacalismo americano sono presenti significative correnti di sinistra. Le ritroviamo per esempio in Jobs with Justice, una rete per la difesa dei diritti dei lavoratori e contro la globalizzazione (Corporate Globalization). Due sindacati sono stati molto presenti nell’organizzazione della manifestazione del 16 aprile: il Cwa (lavoratori delle telecomunicazioni) e Steelworkers (metalmeccanici). Le vicende di quest’ultimo sono emblematiche delle contraddizioni che accompagnano questo rinnovamento del sindacalismo americano: e’ il sindacato piu’ impegnato nelle manifestazioni, ha partecipato alle azioni piu’ spettacolari stimolate da Direct Action Network ed e’ fiero d’aver avuto militanti arrestati "con i giovani" a Seattle. Cio’ nonostante, la sua opposizione all’adesione della Cina all’Omc si situa in una logica largamente protezionista.

Le manifestazioni avevano una dimensione internazionale? C. Aguiton – Le forze non americane che hanno partecipato alle manifestazioni di Washington erano piuttosto ristrette. Oggi, su scala internazionale, i principali temi di convergenza delle mobilitazioni contro la globalizzazione sono essenzialmente l’annullamento del debito (con una forte presenza delle chiese attraverso Jubilee 2000 o Jubilee South) e la lotta contro l’Omc: Seattle era stata preceduta da una ondata di manifestazioni, in particolare in Francia. Un nuovo tema sta emergendo attorno alla lotta contro la speculazione (movimento in favore della tassazione dei capitali attorno ad Attac, denuncia dei paradisi fiscali, ecc.). Fino ad ora, se si eccettuano le manifestazioni in Corea contro i piani di aggiustamento strutturale, le riunioni del Fmi e della Bm non avevano dato adito a manifestazioni di questa ampiezza, anche se e’ utile ricordare che gia’ nel 1997, negli Usa, la campagna "50 anni bastano!" aveva celebrato nel modo dovuto il cinquantenario della creazione del sistema monetario internazionale, dell’Fmi e della Bm. Le manifestazioni dell’aprile 2000 a Washington rappresentano un punto di partenza: prossima tappa, nel settembre prossimo a Praga, durante l’assemblea generale dell’Fmi e della Bm.


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