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La distribuzione della ricchezza

da "il manifesto" del 7 aprile 2000

Un'idea confermata dagli spostamenti nella distribuzione della ricchezza e del reddito tra paesi ricchi e paesi poveri, e tra ricchi e poveri all'interno dei paesi ricchi (sia in America che in Europa). Sono queste, infatti, le conseguenze più importanti della transizione dal fordismo al nuovo modello americano. Una volta tanto, qualche dato può essere utile per orientare la riflessione teorica e politica. Il divario di reddito tra paesi, contro ogni aspettativa teorica e promessa politica di convergenza, negli ultimi trent'anni anni è più che raddoppiato. Il divario di reddito tra il quinto degli individui che vive nei paesi più ricchi e il corrispondente quinto dei paesi più poveri era di 30 a 1 nel 1960, superiore al 60 a 1 nel '90 e del 74 a 1 nel '97. Il quinto degli individui che vive nei paesi a reddito più elevato ha raggiunto l'86 del prodotto interno lordo mondiale (il quinto più povero l'1), l'82 dei mercati mondiali delle esportazioni (1), il 68 degli investimenti diretti esteri (1), il 74 delle linee telefoniche mondiali (1,5). La concentrazione di reddito, risorse e ricchezze tra individui, imprese e paesi, negli ultimi dieci anni del '900 ha raggiunto livelli impressionanti. I paesi Ocse, con il 19 della popolazione mondiale, controllano il 71 del commercio mondiale di beni e servizi e il 58 degli investimenti diretti esteri. Le ricchezze dei tre miliardari primi in classifica sono maggiori della somma del Pnl di tutti i paesi meno sviluppati e dei loro 600 milioni di abitanti. La recente ondata di fusioni e acquisizioni sta concentrando il potere industrale nelle mani di poche, gigantesche imprese: le prime dieci industrie di pesticidi e le prime dieci compagnie di telecomunicazioni controllano circa l'85 dei rispettivi mercati mondiali. Dieci paesi contano per oltre l'80 delle spese globali in ricerca e sviluppo. L'ineguaglianza è elevata (e crescente) non solo tra paesi, ma anche all'interno dei paesi ricchi. Il rapporto tra il prodotto interno lordo pro capite del 20 più ricco della popolazione e quello del 20 più povero è pari a 9,6 nel Regno unito, a 8,9 negli Usa, a 7,5 in Francia, a 6,0 in Italia, a 5,8 in Germania.


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