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PROPOSTE DI INTERVENTO PER LE COMUNITA' ROM
CHE VIVONO NELLE AREE SOSTA E NEI CENTRI DI PRIMA ACCOGLIENZA
DEL COMUNE DI BOLOGNA
Si propone per la famiglia Besic l'immediata regolarizzazione del permesso di soggiorno per il capofamiglia Suad, anche ai sensi della L. 40/98 e l'immediata concessione di un alloggio ERP per i due coniugi. L'attuale situazione psicologica nonché le caratteristiche culturali di questi genitori rom non permette loro di rimanere nel campo dove sono morte i due figli.
Si propone per tutte le comunità rom che vivono a Bologna, la sistemazione in abitazioni all'interno del tessuto urbano.
La casa è un bisogno/diritto primario di queste comunità che non hanno praticato mai il nomadismo e che hanno vissuto nei campi solo all'epoca del totalitarismo nazifascista o dove non hanno avuto altra risposta nel loro percorso migratorio. In Jugoslavia vivevano in abitazioni di tipologia occidentale, avevano lavori e hanno usufruito di tutti i servizi e i diritti di cittadinanza, compresa l'attenzione e il riconoscimento della loro specificità etnico-culturale.
Si propone un intervento complessivo di risanamento delle aree sosta e dei CPA, a partire dal Campo di Santa Caterina, che permetta anche di evitare altri incidenti come quello del 3/4/2000.
Tale risanamento dovrà prevedere, da subito, la messa a norma di tutti gli impianti e l'installazione di unità abitative in prefabbricato e non dovrà impedire la possibilità di uscita dal sistema campo diventando il motivo per non intervenire rispetto alla questione abitativa.
Per questo si propone l'attivazione in tempi brevi di un progetto organico finalizzato all'integrazione abitativa e sociale delle persone, che dovrà essere confrontato sistematicamente con gli organismi di rappresentanza dei rom (Kris) e con l'Associazionismo.
Tale progetto deve prevedere:
- regolarizzazione dei permessi di soggiorno per tutte le categorie di irregolarità riscontrate (minori inseriti nel permesso di soggiorno dei genitori che dal 15¡ anno di età non hanno potuto regolarizzarsi, anche per l'assenza di interventi integrativi mirati; persone che hanno raggiunto i propri familiari già a Bologna in seguito agli eventi bellici delle guerre Jugoslave e che non hanno potuto regolarizzare la propria posizione; persone che hanno perso, per vari motivi, l'autorizzazione a risiedere nelle strutture comunali e per questo non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno, ecc.)
- individuazione di strategie per l'inserimento lavorativo sul modello del Progetto Integra promosso dalla Provincia di Bologna;
- attivazione di meccanismi facilitanti l'accesso ai Bandi ERP, in alloggi di dimensioni adeguate alla consistenza delle famiglie zingare;
- garanzia di almeno un alloggio da assegnare a famiglie zingare in ognuna delle graduatorie per i casi sociali stilate dai Servizi, prevedendo assolutamente l'aumento degli alloggi all'uopo destinati;
- reperimento di strutture in muratura da destinare a CPA per tutte le persone che vivono in campi su cui non è possibile il risanamento e per le nuove emergenze da affrontare con questa etnia;
- interventi formativi e di qualificazione/sensibilizzazione degli operatori che a qualunque titolo hanno contatti con le comunità zingare.
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