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Repubblica Bologna, 27/02/01
Il consiglio comunale per
Malberen malato di tumore lappello
"Sospendete la pena"
«malberen Markovic deve uscire dal carcere». Dopo lappello della moglie, anche il consiglio comunale di Bologna ha chiesto la sospensione della pena per il detenuto albanese di 37 anni che si trova nel carcere della Dozza e che versa in gravi condizioni di salute. Ieri pomeriggio il consiglio ha votato un ordine del giorno presentato da Valerio Monteventi (Prc) che, tra laltro, sollecita il sindaco, Giorgio Guazzaloca, «a farsi promotore nelle apposite sedi istituzionali affinché il giudice di sorveglianza dia disposizione per la sospensione della pena per gravi motivi di salute». Il documento è stato approvato con 26 voti favorevoli (la Tua Bologna, DsDue Torri, Forza Italia, Alleanza Nazionale, Democratici, Maurizio Cini di Governare Bologna, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi) e quattro astenuti (Alessandra Aufiero e Gherardo Reggiani Bacchi della Tua Bologna, Andrea Crocioni di Forza Italia, Antonino Morello di Governare Bologna). Era stata la moglie del detenuto, Kabjana Zeqo, a denunciare il caso scrivendo una lettera nei giorni scorsi a Repubblica. «Nel gennaio del 2000 aveva scritto la donna, insegnante di educazione fisica mio marito ha tentato il suicidio e da quel momento è stato sempre male. Ha cercato di andare anche in ospedale ma solo un mese fa i medici lo hanno mandato a fare delle analisi per lo stomaco. E dimagrito in modo impressionante, sembra anoressico, è rimasto solo ossa. Di seguito abbiamo saputo da un medico del reparto che mio marito ha un tumore e che gli resta poco da vivere. Ora vorrei sapere chi si prende la responsabilità di averlo lasciato così tanto tempo senza cure. E chiedo, se gli resta poco da vivere, di farlo stare in pace con me e la sua bambina, fuori dal carcere. Intanto voglio avere subito un permesso speciale per stare un po di ore con lui in ospedale per cambiargli i vestiti, visto che lui non è più in grado di farlo. E in una stanza dove è sempre solo come un cane, spesso al buio e con le guardie di fuori. Mio marito si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a cinque anni continua la lettera so che ha sbagliato e che è giusto che paghi. Ma ora lui sta lottando con la vita».
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