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Bologna, 02/04/2001
Nell'ambito del convegno sugli "Immigrati tra noi", tenutosi a Bologna il 31/01, leggiamo dalla stampa, che il sindaco di Bologna ha fatto le seguenti dichiarazioni: "solo dal benessere comune potranno nascere opportunità anche per gli immigrati e non è con l'inerzia o con la passiva accettazione di fenomeni come l'immigrazione irregolare che si può affrontare un problema così complesso" e prima ancora "Il terreno per costruire la convivenza può essere reso fertile solo da una serie di regole condivise. Bologna è sempre stata aperta". Ci chiediamo, quale Bologna? Quali regole? Quali passive accettazioni? Non certo la Bologna che la Giunta Guazzaloca ha voluto rappresentare nell'ambito di un convegno dove non sono state invitate né le comunità degli stranieri, né è stata data la parola alle poche realtà della società civile presenti (quelle che erano state invitate mentre tantissime altre esperienze, che sull'immigrazione lavorano da anni, sono state lasciate fuori dalla porta). Questa amministrazione, come in precedenza accertato, conferma la volontà di negare ogni possibilità di dialogo se non imponendo obiettivi e modalità. Ci chiediamo, quindi, quale carta della convivenza vorranno scrivere loro per tutte/i noi se non una fatta di luoghi comuni (la minaccia "Islam" come sinonimo di integralismo come se non esistesse anche quello cattolico come Biffi insegna) e opportunismi in deroga ad ogni garanzia di diritto ad un permesso di soggiorno, ad una casa, ad un lavoro dignitoso (per quella parte dei poteri forti confindustriali che questa giunta rappresenta, interessati a sfruttare la mano d'opera straniera) dietro la facciata di "una progettualità concreta, perché non ci interessa praticare una politica da salotto, ma un vero servizio ai cittadini" (Salizzoni). La vera carta, questa Giunta, l'aveva sottoscritta brindando con gli "ospiti" dell'OCSE nella nostra città a giugno, mentre noi eravamo nel campo nomadi di Trebbo di Reno, partecipando ed avallando quelle stesse dinamiche di globalizzazione selvaggia di merci e mercati che rendono liberi i capitali ed imprigionano interi popoli nelle frontiere di un destino di fame e miseria imposto da questo modello economico. La loro carta l'hanno scritta dando il via libera alla costruzione del Centro di Permanenza Temporanea di Via Mattei, perpetrando lo scempio dei diritti costituzionali che già altrove è stato messo in discussione. La loro Carta è scritta nelle multe milionarie agli immigrati "abusivi" che cercano di sbarcare il lunario mentre ben altre illegalità (scempi edilizi, evasione fiscale, ecc.) vengono "tollerate", nell'istituzione di un assessorato alla sicurezza ostile come specchietto delle allodole di una insicurezza pubblica soprattutto fomentata e nello scioglimento di una istituzione come l'ISI. La loro Carta non avrà mai i nomi della marginalità spinta alle periferie di una città sorda al dolore dell'ennesimo rogo in cronaca in questi giorni. Per questo, perché noi non siamo mai stati passivi rispetto al fenomeno dell'immigrazione, perché rappresentiamo un pezzo della società civile di questa città che da sempre chiede diritti, progetta spazi di convivenza, di mediazione culturale e di proposta concreta (con la carovana da Brescia per chiedere la regolarizzazione e i permessi di soggiorno, la scuola per immigrati di Via Ranzani e con la comunità dei Pakistani di Via Guelfa) inviatiamo tutta la cittadinanza, istituzioni comprese, a partecipare domani, Martedì 3 Aprile, presso Palazzo dei Notai alle ore 21 a INTERNARE ED ESCLUDERE con Dimitris Argiropoulos - Centro Multietnico Navile, Giovanni Catti - rettore dell'Università della pace di Cesena, Nando Sigona - Com.pa.re., Nicola Solimano - Fondazione Michelucci (Firenze). Crediamo che "Nessun essere umano è illegale", facciamo parte di quel movimento globale che sta cercando di globalizzare i diritti (con buona pace di Sartori che lo ritiene un processo "nebuloso"), e vorremmo costruire in questa città, con la società civile e la coscienza democratica che non vuole accettare passivamente tutto questo, un percorso, un appello, una iniziativa per il 21 Aprile giornata in memoria della liberazione dal fascismo e dell'impegno civile.
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