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LIBERA UNIVERSITA’

 

E, andandomene via, dovetti concludere con me stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: in questo senso, che l’uno e l’altro di noi due poteva pur darsi non sapesse niente né di buono né di bello; ma costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere; e mi parve insomma che almeno per una piccola cosa io fossi più sapiente di lui, per questa che io, quel che non so, neanche credo saperlo.




 

Lontani da Seattle, da Praga, da Davos, la domanda ritorna soprattutto sul "che fare" locale, per cogliere la contradditorietà dei processi di globalizzazione che le retoriche degli "apocalittici" e degli "integrati" presentano come una realtà naturale. Sappiamo davvero cosa sta accadendo? E come sta accadendo? Nasce così il progetto libera università contropiani.
L'inchiesta, e in primo luogo l'autoinchiesta, è l'orizzonte nel quale si inscrive la proposta di attivazione della libera università contropiani. L'inchiesta, come strumento di costruzione di una rete e di un'intelligenza collettiva, si configura come lavoro politico all'interno di un sociale frammentato, ma che è al contempo luogo dove c'è "qualcosa di buono", estraneo al cosiddetto "pensiero unico". Non pensiamo quindi alla scuola popolare, ma a fasi diverse di approfondimento tematico capaci di correlarsi fortemente al vissuto di ciascuno di noi e al territorio in cui viviamo, creando allo stesso tempo uno spazio-esperienza dove le persone possano conoscere, confrontarsi ed elaborare strategie, rimettendo in gioco i saperi.
Abbiamo scelto di cominciare da un percorso di riflessione sulle trasformazioni che hanno investito la città e il suo territorio. Due tendenze complementari annunciano il venir meno della dimensione pubblica della città: la segmentazione rigida del territorio urbano in spazi e luoghi separati e la privatizzazione dello spazio pubblico, esemplificata dalla diffusione delle cosiddette città fortificate negli Stati Uniti. Una città che criminalizza i propri "margini", ma che, al contempo, non può farne a meno e liberarsene in modo definitivo. Una città che tende a rimuovere quella che un tempo avremmo chiamato la questione sociale e che oggi chiamiamo questione urbana, perché è su questa dimensione spaziale che si dislocano le nuove forme del conflitto di classe. E' all'interno di questa "città emergente" che ci interessa cogliere gli indizi e le spie di un "nuovo inizio" che sia in grado di trasformare le vecchie e nuove forme di miseria e precarietà in ricchezza di una cooperazione sociale finalmente liberata dal comando di Monsieur le capital.
Prima tappa del percorso, un ciclo di incontri che abbiamo chiamato "Trasformazioni urbane". Proveremo a costruirli come interazione tra analisi vera e propria e dimensione politica delle esperienze, e non come comunicazione calata dall'alto da parte di presunti esperti. Vorremmo che fossero soprattutto un’occasione per sperimentare sia l’interazione di cui appena detto, sia le possibili articolazioni e mutazioni dei contenuti che proponiamo.

La navigazione nella consapevolezza del "non sapere" appare perigliosa in un mare in tempesta per gli audaci che osano avventurarsi tra i marosi, e scarsa gloria attende questi marinai... dunque... dunque la terra ferma della comunicazione è approdo nascosto in ciascun essere finché respiro non ci separi.

 

TRASFORMAZIONI URBANE
Calendario degli incontri dal 4 maggio al 9 giugno 2001

 

I° incontro (4 maggio2001, h 21)
La fabbrica della paura

Paura: stato emotivo di repulsione e di oppressione in prossimità di un vero o presunto pericolo.
Uno stato emotivo che negli ultimi anni sta diventando patologia sociale e ossessione individuale. In che modo? E per quali motivi? Ruolo dei media nella diffusione del panico, percezione e riflessi sulla cittadinanza. Osservazione delle dinamiche nel quartiere S.Vitale e Fossolo.
Incontro con: Franco Berardi BIFO, Luigi Bernardi, Roberto Escobar (da confermare).

II’ incontro (11 maggio 2001, h 21)
Le mani sulla città
La dimensione pubblica dello spazio urbano si riduce progressivamente, sottraendo territori al "bene comune" della socialità. Contemporaneamente, i processi di privatizzazione di segmenti del territorio sembrano andare di pari passo con la perimetrazione dello spazio secondo nuove linee di colore e di classe.
Incontro con: Agostino Petrillo,Furio Ferraresi, Gianluca Gabriellidel Comitato contro la realizzazione della cabina Enel dei Giardini Margherita (Bo), Barbara Rinaldi e Bruno Ottolini comitato "al Crusel" (Bo)

III° incontro (18 maggio 2001, h 21)
Poveri nemici
Dallo stato sociale allo stato penale: la generalizzazione di una condizione di precarietà priva di garanzie sociali procede di pari passo con la criminalizzazione della povertà. Più lo stato dismette funzioni sociali e taglia finanziamenti ai servizi, più le categorie di "rischio" e "sicurezza" vengono ossessivamente proposte come sinonimi di "reati" e "repressione poliziesca".
Incontro con: Alessandro De Giorgi, Salvatore Palidda, Dimitris Argiropoulus.

IV° incontro (25 maggio 2001, h 21)
Made in Bologna

Impatto della globalizzazione economica sul modello emiliano: deindustrializzazione e terziarizzazione, nuova composizione sociale, nuove popolazioni urbane e mobilità territoriale. Dall'inchiesta operaia all'inchiesta metropolitana...
Incontro con: Fausto Anderlini, Benedetto Vecchi, Rete Operaia (Bo), ChainWorkers (Mi), partecipanti a gruppi di operai/ precari /interinali autorganizzati presenti nella regione.

V° incontro (1 giugno 2001, h 21)
e-reti/città
La rete come strumento di produzione mette a profitto le relazioni umane ed i saperi: ma l’ energia di cui si nutre il capitale nelle sua forma neoliberista sa avere la propria autonomia. Quali i progetti, le idee, le esperienze di chi riconosce nelle reti la nuova modalità dell’ agire pubblico. Eppoi, cosa succede quando le reti si sviluppano nell’ accelerazione esponenziale della digitilizzazione elettronica? Nuovo spazio pubblico o nuova frontiera della conquista da parte del denaro? O forse e ancora più, terra di nessuno?
Incontro con: Franco Carlini (da confermare), Arturo di Corinto /Isole Nella Rete, Carlo Formenti.

VI° incontro (8 giugno 2001, h 21)
La città invisibile
Il panorama ottico della città diventa sempre più uno schermo televisivo, flussi di elettroni e fotoni colpiscono i nostri nervi con continue macchie di colori e di segni. Cartelloni pubblicitari sempre più grandi insieme ad un’ infinita mostra di merci sono l’ accoppiata micidiale del nostro quotidiano di consumatori: sotto ad essi può accadere di tutto e quasi nessuno se ne accorge.

Colonna sonora completa di macchina del fumo: il traffico di migliaia e migliaia di autoveicoli in continuo movimento. Non resta che sparare l’ autoradio o il walkman al massimo oppure infilarsi in un locale dove la musica diventa materia, avvolgendoci. Surplus di percezioni, questa la cura a cui i nostri corpi rispondono cercando di adattarsi, con aiuto di chimiche varie, immersi nella velocizzazione assoluta dei flussi di informazione. Tutto sembra sfumare in un'unica grande striscia luminosa, così luminosa da divenire invisibile………….Dentro la velocità, guardare di nuovo la città, alla ricerca dei momenti critici, di rottura, o semplicemente di esperienza, consapevoli che solo conoscendo la realtà si può pensare di trasformarla.

Performances visive,sonore, tattili, reading,writing…..


Suggerimenti e proposte su cosa leggere, vedere, ascoltare contribuiranno a comporre le tracce di biblio-video-audiografie sui temi dei seminari.

Volete segnalare qualcosa?
Fatecelo sapere, di persona (ci incontriamo per preparare gli incontri il23 aprile e 2 maggio) in v. Ranzani 4 o a questo indirizzo e-mail:
fas2718@iperbole.bologna.it
oppure fax 051 2916773

 




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