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SONO FASCISTI E DELLA PEGGIORE RAZZA

La campagna di revisionismo storico è passata anche da Bologna.
La pretesa cancellazione dallo statuto comunale del riferimento alla Resistenza:

  • La dichiarazione del capogruppo di Forza Italia Garagnani sul fatto che la lotta di liberazione sarebbe stata utilizzata dai comunisti per sostituire una dittatura con un’altra ben più feroce.
  • La proposta dello stesso di eliminare la festa nazionale del 25 aprile per sostituirla col 18 aprile 1948 (vittoria della Democrazia Cristiana contro il Fronte Popolare).
  • Le proposte di Galeazzo Bignami di Alleanza Nazionale di sostituire i nomi delle strade: Viale Lenin con Giovanni Gentile (il filosofo del fascismo), Via Stalingrado con Pericle Ducati (il rettore dell’Università durante il fascismo), i Giardini Francesco Lorusso con lo studente di destra Ramelli.
  • La gazzarra fatta, prima da Scavone di Forza Italia e poi dall’ ultimo giapponese Rocco di Torrepadula, per non dedicare un’aula universitaria alla memoria di Francesco Lorusso, perché un "eversivo".

Il sindaco fa le solite retromarce tattiche, ma la sostanza è chiara a tutti.

FASCISTI ANCHE SE TRAVESTITI
Qualunque sia il travestimento di chi alimenta razzismo, antisemitismo e xenofobia, dal doppio petto di Alleanza Nazionale ai bomber di Forza Nuova, dalle camicie verdi della Lega ai papillon di Forza Italia, unica è la strategia: alimentare la paura sociale, per far passare un disegno di restaurazione fondato sull’integralismo dell’assoluta libertà del mercato, dell’identità della razza, del fondamentalismo cattolico.
I bersagli di questa "destra plurale" sono gli immigrati, i poveri, i diversi, le donne, chi lotta per una diversa qualità della vita e della libera scelta di disporre del proprio corpo.
Guazzaloca e la sua maggioranza, in venti mesi di governo della città, hanno fatto vedere come intendono affrontare il problema dell’emarginazione sociale. I ghetti in cui sono costretti a vivere tanti immigrati sono in totale abbandono. Come il Centro per i Pakistani di via Guelfa, il centro per i Magrebini dell’Arcoveggio e i due campi profughi del Trebbo e di Santa Caterina di Quarto.
Intraprendendo la battaglia per i diritti di cittadinanza, non immaginavamo di doverci misurare con la barbarie del "vecchio" fascismo. C’era il problema di sconfiggere quel nuovo fascismo connesso alle forme unilaterali della globalizzazione, quello che inneggia alla totale libertà di circolazione per merci e capitali, mentre la nega arbitrariamente a uomini e donne i cui corpi vengono imprigionati, oltre ogni parametro giuridico nei Centri di Detenzione Temporanea per migranti (come quello che si sta costruendo nella ex caserma Chiarini, in via Mattei).
Ma, oggi, vecchie e nuove forme di fascismo si legano nei provvedimenti di questa Giunta.
Il fascismo di oggi ha il volto della normalità quotidiana. Il retrogusto acido della paura. L'ansia paranoica della difesa identitaria. Il sogno di una sicurezza assoluta protetta dai sacchetti di sabbia dell'appartenenza. La memoria monca degli smemorati. Il fascismo è un Giano bifronte. Dispensa sorrisi e "bolognesità" mentre le gru di via Mattei lavorano alla costruzione di un nuovo centro di detenzione per immigrati. Il fascismo ha il volto delle case vuote mentre cresce nella città il degrado umano. Il fascismo è il ponte di via Stalingrado, sventrato dall'incompetenza e dalla speculazione edilizia. Il fascismo è immaginare una città addormentata dove ogni forma di vita altra sia repressa e cancellata. Dove gli spazi della socialità non commerciale siano chiusi o relegati nell'ultima periferia. Il fascismo ha la tonaca della fede integralista timorosa dinanzi alla "aggressività della cultura musulmana". Il fascismo sono le cariche della polizia a Napoli durante il recente vertice Ocse e il tentativo d'impedire ogni manifestazione di dissenso nei confronti del G8, che si terrà a Genova nel prossimo mese di luglio. Il fascismo ha al polso il braccialetto elettronico dei controllo totale e nel cuore una molteplicità di autoritarismi.

FORTI CON I DEBOLI, DEBOLI CON I FORTI
Le dimostrazioni muscolari con i soggetti più deboli sono il fiore all’occhiello di questa Giunta che, invece, è sempre più asservita ai poteri forti della città. In primo luogo, alla lobby dei costruttori che sta determinando, per Bologna, un futuro di mattoni e cemento, senza che sia minimamente affrontato il grave problema della casa che colpisce gli strati più poveri della popolazione.

TUTTE E TUTTI IN PIAZZA IL 21 APRILE, ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI BOLOGNA DAI NAZIFASCISTI

Con la stessa forza e determinazione con cui ci siamo stati il 13 maggio dello scorso anno contro Forza Nuova e nelle giornate del Vertice Ocse.

Torniamo in piazza con gli stessi contenuti con cui siamo andati a Praga, a Nizza, a Trieste, a Napoli e alla Marcia Zapatista in Messico.

Per








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