Lesito delle elezioni politiche ha dato lindicazione di un paese che ha scelto, definitivamente, la strada del liberismo e della privatizzazione della politica istituzionale ed ha affermato il potere delle lobbies economiche e del possesso degli strumenti mediatici.
Questo risultato sembra ridare maggiore vigore e legittimità alle nuove destre che amministrano la città di Bologna. La politica di questa amministrazione tiene a ribadire il diritto ed il senso di proprietà che è e deve essere privato. Deve essere privato tutto ciò che rende e può rendere dal punto di vista del profitto. Bisogna privatizzare tutti i beni pubblici appetibili economicamente.
E in questo senso che va la delibera comunale che vuole portare ad un prezzo di mercato gli affitti per le libere forme associative, una decisione che rischia di fare chiudere tante esperienze di solidarietà, di cooperazione e di aggregazione bolognesi.
Va in questo senso, anche, la minaccia di sgombero dello Spazio Pubblico Autogestito Ranzani. SPA Ranzani è uno spazio pubblico, un luogo dincontro e di confronto fra diversi soggetti, collettivi e realtà.
Via Ranzani 4 era uno spazio chiuso, inutilizzato e dismesso, da 6 mesi è stato aperto, liberato e rivitalizzato. Ora lamministrazione comunale e la Seabo (proprietaria dello stabile) lo rivogliono, vogliono sgomberarci da questi spazi, ufficialmente, per costruire il parcheggio degli automezzi Seabo (o per farci una discarica?). Di fronte alla minaccia di sgombero Via Ranzani, e tutta la sua popolazione, si è mobilitata : la partecipazione di tutti e tutte alle manifestazioni, ai sit-in, alle assemblee, alle feste ed ai progetti di Via Ranzani è servita a farci riconoscere come controparte, quindi ad evitare lo sgombero violento ed a riportare la questione degli spazi autogestiti al centro delle politiche cittadine.
Si è aperta dunque una trattativa per trovare un posto alternativo a via Ranzani 4, ma anche e soprattutto per difendere e rivendicare più spazi pubblici, autogestiti ed antagonisti dai quali sviluppare e proporre politiche sociali alternative.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare alle giornate di mobilitazione