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NESSUN ESSERE UMANO
E' ILLEGALE



Sono ormai anni che assistiamo a sbarchi di esseri umani davanti alle coste italiane: è di non più di due settimane l’arrivo di oltre 400 persone tra curdi, afghani e pakistani. Tutti in fuga da realtà politiche, sociali ed economiche spaventose. I problemi che affliggono la popolazione sono ormai noti a tutti, meno conosciuto ciò che sta accadendo in Afghanistan, un paese profondamente piagato dalla guerra con l’Unione Sovietica prima, dalla guerra civile in seguito. Attualmente la gran parte del territorio afghano è controllato dal regime dei Talebani, gli estremisti islamici che in poco tempo hanno riportato il paese a condizioni di vita medievali: donne coperte dal velo dalla testa ai piedi, senza che si intraveda un millimetro del loro corpo, non possono nemmeno uscire di casa se non accompagnate da un uomo. Alle donne è vietato lavorare. Gli uomini sono obbligati a non radersi, vietate le camicie con le maniche corte. Di recente è stato imposto persino il veto di guardare la televisione e ascoltare la radio, pericolose fonti di contatto con l’occidente. Proprio in questi giorni sono in via di distruzione i famosi Buddha di Bamiyan, statue colossali scolpite nella roccia, antiche più di 2000 anni e parte del prezioso retaggio culturale afghano pre-islamico. Un paese completamente azzerato, persino nel suo patrimonio artistico e culturale. La libertà di pensiero, espressione ed opinione completamente cancellate: chi non si adegua viene giustiziato in maniera più o meno sommaria.

Da ottobre 1999 al governo del Pakistan si trova un generale, arrivato al potere con un colpo di stato. Anche qui le libertà civili e le già poche e malfunzionanti istituzioni democratiche sono state ulteriormente ridotte. Pessime le condizioni economiche del paese, dove da 50 anni a questa parte si sono succeduti regimi corrotti e incapaci di dare al paese condizioni di vita dignitose. Inoltre, ultimamente a causa delle condizioni di tensione militare con l’India gli stanziamenti destinati agli armamenti sono cresciuti esponenzialmente, penalizzando altri settori fondamentali per il benessere del paese.

Curdi, afghani e pakistani e la totalità degli immigrati fuggono da situazioni spaventose, da paesi dove mandare a scuola i figli è un lusso, non un diritto acquisito. Queste persone fuggono verso l’occidente opulento, arrivando addirittura a preferire la clandestinità all’iniquità della società da cui provengono. Queste persone fuggono in cerca di una sicurezza impossibile al loro paese, convinti di trovarne in Italia o in altri paesi europei, ma quando arrivano qui vengono criminalizzati e trovano un trattamento analogo se non peggiore di quello che ricevono al loro paese.

NOI NON RINUNCIAMO A LOTTARE
PER LA LEGALITA’ E IL DIRITTO

40.000 donne e uomini aspettano dalla sanatoria del 1998 il rilascio del permesso di soggiorno. Sono passati più di 2 anni e uscire dalla clandestinità è ancora oggi un problema per gli immigrati che già vivono e lavorano nel nostro paese.

 

NOI NON RINUNCIAMO A LOTTARE
PER LA LEGALITA’ E IL DIRITTO

 

Altre decine di migliaia di immigrati rischiano di ricadere nella clandestinità perché si vedono rifiutare il rinnovo del permesso di soggiorno, a causa di una temporanea disoccupazione.

 

Per questo siamo in Via Indipendenza ang.Via Altabella

SABATO 17 MARZO DALLE ORE 17
CON TE’ E RASGULLA
(dolci tipici pakistani)

 

Invitiamo tutti gli immigrati e gli italiani a partecipare

LA NOSTRA LOTTA E’ PER LA LEGALITA’ E LA CONVIVENZA E PER:

  • Trasferire dalle questure ai comuni le competenze per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno
  • Rendere effettivo il diritto del riconoscimento dello status di rifugiato
  • Chiudere i centri di detenzione (centri di permanenza temporanea nel linguaggio burocratico) e non aprirne di nuovi, compreso quello di via Mattei a Bologna
  • Garantire la tutela del diritto di difesa
  • Il diritto al lavoro, all’abitazione e ai servizi



Comunità pakistana, via Guelfa
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