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CAMPO PROFUGHI DI TREBBO
CI SAREMO TUTTI
CON / TESTA / AZIONE CON / VERSO / AZIONE Agire pensando, confrontarsi dialogando, lottare per rivendicare Apriamo le manifestazione contro il vertice OCSE
I campi e i CPA per profughi e immigrati rappresentano il degrado di un sistema amministrativo che, in questi anni, ha organicamente pianificato e applicato i meccanismi dellesclusione: Lespulsione è la strategia primaria dellesclusione, per non includere nel sistema e agisce con sgomberi, fogli di via, provvedimenti di ordine pubblico, rimpatri forzati, non applicazione delle leggi, non concessione dei permessi di soggiorno ed ogni altra pratica per non avvicinare le distanze con laltro e salvaguardare lo "spazio vitale" dellEuropa blindata di Schengen. L eternizzazione degli interventi è la strategia lenta e sistematica per continuare ad escludere. Quando emerge lemergenza, quando non si può attuare lespulsione, allora si interviene. Chi è stato "accolto", chi ha superato le barriere del sistema, chi ha resistito, incontra lintervento pubblico e con esso deve misurarsi. Ma è un intervento parziale e settorializzato, privo di prospettive che prolunga allinfinito i tempi della sua azione, annulla ogni finalità di integrazione, annullando nel sistema campo le persone. Eun intervento che assistenzializza, ricatta, penalizza, per impedire ogni mobilità sociale dellimmigrato/profugo. La securitizzazione degli interventi è il meccanismo ultimo dellesclusione. Chiamando continuamente in causa la legalità/illegalità, dentro la quale possono trovarsi o meno gli "altri", legittima limpostazione di interventi basati sul controllo e sullordine pubblico che si nutrono della descrizione negativa la quale "scientificamente" fa apparire laltro negativamente diverso e costituzionalmente irrecuperabile. Si realizza così lintento della banda della Uno Bianca: leliminazione fisica e la "correzione", con il terrore, di quelli concepiti come diversi e non omologabili, forzatamente esclusi e clandestinizzati dallautoreferenzialità e dallautismo amministrativo, attraverso il silenzio e la diffamazione. "Un paese normale " Gli zingari immigrati e profughi sono cittadini che vedono negati i loro diritti di cittadinanza. Almeno 1099 profughi rom della ex-Jugoslavia sono arrivati a Bologna nei primi anni 90 a causa della tensione politica e della guerra in corso nel loro paese. Di questi, solo la metà (498 persone) hanno trovato una sistemazione nei centri di accoglienza aperti nel 94 nei comuni del bolognese. A sei anni di distanza, non si hanno notizie delle 600 persone che non hanno trovato alcuna forma di accoglienza, e sono incerte anche le notizie intorno alle 120 persone che, alla data del febbraio 98, non risultano più presenti nei centri di accoglienza. Anche dopo la morte di Alex e Amanda abbiamo chiesto alle istituzioni questi interventi: Risanamento delle aree sosta e dei CPA, senza che questo diventi il motivo per non intervenire rispetto alla questione abitativa. Lattivazione in tempi brevi di un progetto organico finalizzato allintegrazione abitativa e sociale delle persone attraverso:
Hanno riproposto i campi della morte e il lager di Via Mattei. Hanno riproposto espulsioni, sgomberi, controlli: dai dati del 1999 sullattività della Polizia Municipale risultano 1792 controlli sui "nomadi", 678 controlli e sgomberi di aree occupate abusivamente da "nomadi" ed extracomunitari, 154 controlli nei Centri di prima accoglienza. La spesa per inutili controlli, portinerie, rimpatri (verso dove poi?), espulsioni, gestione dei campi della morte, è molto maggiore di quella che sarebbe necessario per attivare politiche di apertura e di integrazione per tutti e per tutte. CONTRO-PIANI Rete NOOCSE di Bologna
Blocchiamo il vertice OCSE! Mercoledì 14 giugno
certo non tutti sanno che... OCSE: il Club dei ricchi alla conquista di Bologna Ma a che servono tutti sti esperti? E che cosa verranno a dire sulle piccole e medie imprese? A Bologna i profeti della nuova religione chiamata Mercato potranno una volta di più, con sfarzo e clamore, indicare la via verso un mondo libero e liberalizzato, giocando con i due termini per farci dimenticare che sono incompatibili. Ma davvero vogliamo lasciarglielo fare?
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