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L'OCSE a Bologna



L’OCSE (ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO) SARÀ A BOLOGNA DAL 12 AL 15 MARZO PER PER DECIDERE STRATEGIE E POLITICHE DI COMPETITIVITÀ PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.

Con la globalizzazione si impongono processi di trasformazione dovuti alla forte competizione, per cui è innanzitutto necessario creare le condizioni per rispondere sempre più velocemente alle richieste di mercsto. Una risposta è l’integrazione tra vecchia e nuova economia, cioè tra produzione, commercializzazione e comunicazione.

Ciò che verrà chiesto dagli imprenditori durante le quattro giornate, sarà anche l'accelerazione del processo di ‘riforme’ e di liberalizzazione: dal taglio alle pensioni, allaflessibilità e precarizzazione del lavoro, all'uso del TFR come pensione integrativa, all'ulteriore dimezzamento delle tasse sui profitti, alla limitazione del diritto di sciopero e democrazia sindacale. Ciò che non verrà detto è che secondo una indagine di mediobanca i profitti nel '98 sono aumentati del 51% rispetto al '96, e che i dati del primo semestre del '99 segnano un ulteriore forte incremento dei profitti. Questi dati confermano che per globalizzazione si intende l'uso dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, per aumentare ulteriormente la ricchezza di chi è già molto ricco, tutto questo a discapito delle condizioni di vita di milioni di uomini e donne.
Quello che invece la rete Contropiani NoOcse intende rifiutare è la legittimità di questi organismi di decidere autoritariamente sulle nostre condizioni di vita. Ciò che noi vogliamo globalizzare è la redistribuzione della ricchezza socialmente prodotta, parità dei diritti per tutti, un modello di sviluppo che rispetti la salute dell’ ambiente. Si parlerà di distretti industriali, di quelle aree locali basate sulla concentrazione territoriale di piccoli stabilimenti che producono ed esportano in tutto il mondo. Questo modello (quello emiliano - romagnolo insieme a quello del nord-est viene definito mitico), è capace di unire lavoro manuale e lavoro innovativo, e si presenta fortemente legato al proprio territorio.



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